DOOM 3 Playstation VR è la riproposizione di uno degli shooter più riusciti di sempre per la realtà virtuale di casa Sony. Chi vi sta scrivendo questa recensione non dimentica quando quasi 17 anni fa il titolo arrivò su PC e l’upgrade hardware di qualche mese prima fu fatto anche in considerazione dell’uscita del capolavoro di id Software.

Ora il videogame è tornato grazie ad un lavoro di adattamento ad opera del team di Archiact che lo ha rimaneggiato per la realtà virtuale su console. E dunque, rimontato tutto l’ambaradan su Playstation 5 di PSVR siamo tornati ad indossare il caschetto per dirvi come è andata.

Visto che appunto abbiamo giocato DOOM 3 VR su Playstation 5 vi diciamo subito che abbiamo avuto qualche problema di compatibilità con il DualSense e dunque abbiamo utilizzato il Dualshock di PS4 per giocarci senza problemi. In alternativa potete optare per il PSVR Aim se lo possedete mentre invece non sarà possibile utilizzare i Move.

A proposito del sistema di controllo, di default la levetta analogica destra fa fare uno scatto di 15 gradi alla visuale. Scelta secondo noi infelice e dunque abbiamo optato per il movimento libero senza soffrire alcun problema di motion sickness ma questo aspetto è ovviamente molto personale e dipende dalla propria soglia di tolleranza.

Segnaliamo anche che DOOM 3 VR alla modica cifra di 19.99 euro, propone il gioco base ed anche le due espansioni Resurrection of Evil e The Lost Mission, per tantissime ore di gioco in single player visto che invece sono state tagliate tutte le modalità multiplayer.

Detto tutto questo l’impatto con DOOM 3 a distanza di 17 anni è stato sotto quasi tutti i punti di vista straordinario: l’atmosfera sci-fi horror convince ancora oggi, le ambientazioni techno ancora nel 2021 conquistano gli occhi e soprattutto tutta l’atmosfera di tensione riesce ancora a calamitarci l’attenzione anche ovviamente grazie al maggiore senso di immersione concessa da Playstation VR.

Ovviamente quasi due decenni per un videogame sono una infinità di tempo e dunque i volti umani presenti sono segnati da tutto il tempo passato (e non per le rughe!) così come anche alcuni modelli poligonali “demoniaci” risentono del gap tecnologico rispetto alle produzioni attuali.

Detto tutto questo però, le sessioni di DOOM 3 su Playstation VR hanno esaltato chi vi sta scrivendo questa recensione: le armi con il mirino laser che arrivano fino alla pelle dei demoni danno un incredibile senso di profondità, così come i passaggi al buio illuminati solo dalla torcia acuiscono la tensione di trovarsi di fronti al mostrone di turno nella totale oscurità data dal caschetto.

Anche il sonoro cupo e martellante con gli auricolari di Playstation VR aumentano il battito cardiaco e la componente orrorifica dell’esperienza di gioco.

DOOM 3 Playstation VR Recensione – IN CONCLUSIONE
In attesa (e non sarà breve) di provare i portenti di Playstation VR2, DOOM 3 è indubbiamente una bella proposta per la prima generazione della realtà virtuale di casa Sony. Indubbiamente 17 anni per un videogame sono tantissimi, ma siamo di fronte ad un vero e proprio capolavoro di id Software capace di invecchiare benissimo sotto tantissimi aspetti. Con incluse le espansioni Resurrection of Evil e The Lost Mission, il pacchetto regala davvero tantissime ore di gioco ad altissima tensione. Sconsigliato soltanto ai deboli di cuore!

VOTO: 8.5