Dopo quasi un decennio dalla sua uscita originale su PC, Giant Machines 2017 approda su PlayStation 5 con un porting che rimane estremamente fedele alla versione di partenza. Il titolo propone un’esperienza di simulazione unica nel suo genere, permettendo di mettersi alla guida di gigantesche macchine industriali per completare una serie di missioni dal taglio lineare. L’uscita su PS5 non porta con sé migliorie sostanziali dal punto di vista tecnico o di contenuti, ma si concentra sull’adattamento dei comandi al DualSense in maniera adeguata, pur senza sfruttare appieno le potenzialità della console.

Contenuto e struttura di gioco

La campagna di Giant Machines 2017 è composta da quattordici missioni ambientate in scenari diversi e lontani tra loro. Ogni missione mette il giocatore alla guida di una macchina industriale diversa, con incarichi eterogenei. La simulazione è dettagliata e prevede il controllo analogico di ogni parte dei veicoli, con cabine ricostruite in modo fedele e una fisica che si avvicina a quella reale. Completata la campagna, è possibile accedere a una modalità Time Attack con sfide a tempo e un sistema di medaglie, pensata per chi vuole migliorare le proprie prestazioni o cimentarsi in prove rapide. È presente anche una sezione informativa, la Machine Library, dove ogni mezzo è presentato con modelli 3D e dettagli tecnici.

Aspetti positivi

Uno degli elementi che rende il gioco interessante è senza dubbio la sensazione di trovarsi alla guida di macchinari enormi, un’esperienza che riesce a trasmettere potenza e imponenza in maniera credibile. C’è un certo fascino nel controllare un escavatore mastodontico o una gru capace di sollevare intere sezioni di una navetta. La fedeltà della simulazione, unita alla gestione manuale di leve e comandi, rende il tutto appagante per gli appassionati di questo genere. Anche l’idea di accompagnare il giocatore in una sorta di “viaggio industriale” attorno al mondo, passando da scenari ghiacciati a deserti polverosi, contribuisce a dare varietà all’ambientazione. L’adattamento dei controlli al DualSense è stato svolto in modo discreto, con una mappatura chiara e reattiva, pur senza sfruttare funzioni avanzate come feedback aptico evoluto o grilletti adattivi.

Aspetti negativi

Purtroppo, Giant Machines 2017 mostra con evidenza i segni del tempo. La grafica appare datata, con modelli poligonali semplici e texture poco definite, lontane dagli standard attuali. Gli scenari sono funzionali ma privi di dettagli in grado di rendere l’ambiente vivo e credibile. Anche il ritmo delle missioni può risultare lento e talvolta noioso, soprattutto quando il compito si riduce a semplici azioni ripetitive come sostituire una batteria o spostarsi per lunghi tratti senza reali sfide. La varietà dei mezzi non basta a compensare una struttura di gioco che tende a ripetersi troppo presto, e la campagna, pur ricca di ambientazioni, può essere completata in poche ore. Alcuni problemi tecnici come la gestione delle telecamere, che a volte rendono difficile la visuale, e piccoli bug di collisione contribuiscono a rendere l’esperienza meno fluida di quanto potrebbe essere.

Il porting su PlayStation 5

Il lavoro di adattamento su PS5 si limita principalmente alla rimappatura dei controlli per il pad di nuova generazione, senza però introdurre miglioramenti grafici, ottimizzazioni delle prestazioni o nuove funzionalità. Non ci sono modalità grafiche alternative, aggiornamenti delle texture o utilizzo avanzato delle caratteristiche del DualSense. In sostanza, si ha l’impressione di giocare alla versione originale con un frame rate stabile e una leggera maggiore fluidità nei caricamenti, ma senza alcun passo avanti sostanziale.

Giant Machines 2017 Recensione – IN CONCLUSIONE

Giant Machines 2017 su PlayStation 5 è un titolo che vive soprattutto di una premessa affascinante: mettersi ai comandi di colossi industriali e affrontare missioni che vanno dalla semplice demolizione alla gestione di operazioni spaziali. Il fascino c’è, così come la soddisfazione di completare certe fasi complesse, ma la grafica ormai superata, la struttura di gioco ripetitiva, la campagna breve e il porting privo di miglioramenti ne limitano il potenziale. È un gioco che potrà piacere a chi non ha mai provato il titolo originale e vuole un’esperienza diversa nel campo delle simulazioni meccaniche, oppure a chi, dopo aver giocato i grandi nomi del genere agricolo o industriale, cerca un diversivo curioso. Il voto di 6.5 nasce proprio da questo equilibrio: da un lato l’originalità dell’esperienza e il buon adattamento dei controlli, dall’altro i limiti tecnici e strutturali di un prodotto che non è stato aggiornato per adattarsi alle aspettative di un pubblico PS5. Consigliato soltanto a chi vuole un’altra esperienza in campo “industriale” e non è ancora sazio dopo aver provato i migliori esponenti del genere.

Giant Machines 2017 Recensione – VOTO: 6.5