Quando si parla di first-person shooter storici, i nomi che vengono citati più spesso sono i “soliti noti”: Doom, Quake, Wolfenstein 3D. Eppure, negli anni ’90, due titoli sviluppati da Raven Software riuscirono a distinguersi con una formula unica, capace di fondere l’azione frenetica tipica del genere con un’ambientazione dark-fantasy ricca di atmosfere cupe e mistiche. Parliamo ovviamente di Heretic e Hexen, due opere che oggi tornano alla ribalta con un pacchetto restaurato e pubblicato su ogni piattaforma moderna, inclusa la nuova Nintendo Switch 2, dove abbiamo avuto modo di testarlo con mano.

Questa riedizione non è un semplice “porting” nostalgico, ma un lavoro di restauro accurato che mette in evidenza quanto queste pietre miliari abbiano ancora molto da dire, anche a distanza di quasi trent’anni.

Heretic: la prima rinascita fuori dal PC

Se Hexen aveva avuto in passato alcune conversioni per console, Heretic non aveva mai abbandonato la sua esclusività PC. Per la prima volta, quindi, i giocatori console possono mettere le mani su un titolo che, all’epoca, fu considerato un parente oscuro di Doom. Non a caso, il motore grafico era lo stesso, ma con un twist: incantesimi, bastoni magici e ambientazioni medievali sostituivano fucili a pompa e scenari infernali.

La conversione su Nintendo Switch 2 è impeccabile. Il framerate resta costante, i comandi con joycon e pro controller sono fluidi e personalizzabili, e l’interfaccia è stata riadattata in maniera intelligente alle necessità moderne senza tradire l’originale. Ritrovarsi a lanciare dardi magici o brandire il Bastone della Fenice sullo schermo della nuova ibrida Nintendo è un’esperienza che ha un sapore quasi “inedito”, nonostante il peso della storia che il gioco porta sulle spalle.

Heretic

Hexen: oscurità e complessità

Rispetto a Heretic, Hexen fu già all’epoca un passo avanti, introducendo scelte di classe (guerriero, mago, chierico) e un approccio più esplorativo e labirintico. Il suo level design, fatto di portali e interconnessioni, può sembrare ostico per chi è abituato alla linearità degli FPS moderni, ma è proprio lì che risiede il suo fascino.

Su Switch 2, la resa tecnica è altrettanto solida e il gioco conserva quella sensazione “enigmatica” che lo distingueva dalla concorrenza. L’impatto visivo, pur mantenendo la fedeltà all’originale, beneficia delle opzioni di restauro grafico che permettono di passare dall’audio e dalle texture storiche a una versione rivisitata, più pulita e adatta agli schermi 4K.

Un pacchetto completissimo

Uno dei punti forti di questa raccolta è la sua completezza. Non solo ritroviamo i due giochi originali in versione restaurata, ma sono incluse due espansioni create ad hoc per l’occasione, pensate come un ponte ideale tra il vecchio e il nuovo. Non si tratta di semplici bonus estetici o di mappe extra, ma di veri e propri contenuti narrativi e ludici, con un livello di design coerente e fedele allo spirito degli anni ’90.

In aggiunta, gli sviluppatori hanno incluso una serie di feature moderne che rendono il pacchetto molto più accessibile: salvataggi rapidi, mappe interattive, opzioni grafiche scalabili, e persino il supporto integrato alle mod. Questo ultimo elemento apre possibilità infinite: dalla community sono già arrivate le prime mappe e reinterpretazioni, e non è difficile immaginare una seconda giovinezza per entrambi i titoli.

Restauro tecnico e audio migliorato

Dal punto di vista tecnico, il lavoro svolto è di altissimo livello. La grafica resta fedele, con pixel art e sprite riconoscibili, ma le opzioni di restauro permettono di eliminare imperfezioni, migliorare i colori e adattare la risoluzione agli schermi moderni. In questo modo, il giocatore può decidere se vivere un’esperienza filologica o godere di una versione più “pulita”.

Il comparto sonoro merita una menzione a parte: la raccolta permette di scegliere fra la colonna sonora originale in MIDI e una versione completamente rimasterizzata con strumenti orchestrali digitali, che restituisce nuova vita a temi e atmosfere. Sentire le note oscure di Hexen con un audio così definito contribuisce a immergersi ancora di più in un mondo gotico e misterioso.

Switch 2: il banco di prova perfetto

Testare questa collezione su Nintendo Switch 2 significa godere del meglio dei due mondi: l’esperienza portatile, che restituisce nuova freschezza a partite veloci in mobilità, e quella casalinga, dove i dettagli grafici e sonori emergono con maggior forza. I controlli touch (pensati per la mappa e alcune opzioni) e la reattività dei joycon rendono il tutto naturale, mentre le prestazioni tecniche non mostrano alcuna incertezza.

La portabilità, unita al pacchetto completo e alla possibilità di moddare, fa di questa versione una delle più versatili in assoluto.

Un ritorno dal passato che parla ancora al presente

È inevitabile sottolineare come le dinamiche di gioco, soprattutto per un pubblico giovane, possano sembrare datate: level design labirintico, assenza di tutorial guidati, difficoltà che non perdona. Per un under 18 abituato a produzioni moderne, l’impatto iniziale può sembrare ostico. Eppure, chi saprà concedersi il tempo di entrare in questi mondi scoprirà una profondità e un fascino che pochi titoli odierni riescono a replicare.

Heretic + Hexen Recensione – IN CONCLUSIONE

Il pacchetto Heretic + Hexen rappresenta uno dei migliori esempi di restauro videoludico degli ultimi anni. Non è solo una raccolta nostalgica, ma un prodotto curato in ogni dettaglio: dalla fedeltà al materiale originale alle espansioni inedite, dal comparto tecnico ripulito al supporto per le mod. Su Nintendo Switch 2, come su qualsiasi altra piattaforma, è un titolo che trova nuova vita e nuovo pubblico, senza snaturarsi. Un under 18 potrebbe faticare a entrare nelle logiche di gameplay di quasi trent’anni fa, ma resta innegabile che ci troviamo di fronte a un prodotto di qualità altissima, che valorizza due classici intramontabili. Un 9 pieno, meritato per la capacità di riportare in auge non solo due giochi, ma un intero modo di intendere il dark-fantasy negli FPS.

Heretic + Hexen Recensione – VOTO: 9