Iron Harvest 1920+ Recensione

Postato Set 17 2020 - 4:35pm da ITG

Attualmente disponibile solo su PC, ma con le versioni console previste per il 2021, Iron Harvest è uno strategico in tempo reale che cerca di trovare il suo posto al sole in un genere dove non è mai stato facile svettare. Per tentare nell’obiettivo, i programmatori di KING Art Games hanno scelto l’universo immaginifico di 1920+ creato da Jakub Różalski che propone una realtà alternativa post prima guerra mondiale.

Al centro del gioco ci sono tre nazioni, Sassonia, Polania e Rusviet, versioni alternative di Germania, Polonia e Russia, che non sembrano proprio voler smettere di farsi la guerra anche se i conflitti sono parzialmente differenti da quelli che si sono combattuti all’inizio del secolo scorso.

Nel corso dei 21 livelli divisi per tre campagne differenti (uno per stato in guerra ma con una buona trama che le collega tutte) scopriremo infatti che nell’universo 1920+ c’è una tecnologia molto più evoluta con veri e propri mech pronti a dare battaglia in ogni conflitto. Avremo così tre differenti risorse militari: gli appena citati mech, la fanteria “umana” e gli eroi, questi ultimi simili a quelli visti in tanti altri RTS con specifiche e caratteristiche uniche.

Sotto il profilo delle dinamiche ludiche proposte, KING Art Games non fa mistero di essere partita da uno degli RTS più apprezzati di sempre ovvero Company of Heroes. Sia chiaro non stiamo parlando di un clone ma si fa evidente che sia in singolo che in multiplayer, prosegui nel solco della tradizione del masterpiece di Relic. Questo significa, per chi non conoscesse CoH, che il focus è sulla strategia di movimento dei vari gruppi e nella gestione delle risorse, mentre è piuttosto ridotta l’attenzione dedicata alle costruzioni.

Sul piatto dei pregi di Iron Harvest c’è da mettere indubbiamente la specificità delle tre fazioni in guerra: i polacchi sono i più poveri ed hanno dunque i mech meno performanti ma una fanteria in grado di essere molto dinamica e astuta. I tedeschi sono i più evoluti tecnologicamente e dunque con maggiore potenza di fuoco ma anche i più lenti a ricollocarsi in caso di cambiamenti sul fronte bellico. I russi si collocano sostanzialmente a metà strada fra le due e dunque la scelta per la fazione da prendere in multiplayer dipenderà sostanzialmente dalle vostre attitudini.

Bisogna anche però mettere in luce alcuni limiti di IH. Se l’intelligenza artificiale non faccia gridare al miracolo in single player, il problema online è la presenza piuttosto esigua di mappe. Sicuramente arriveranno aggiornamenti anche corposi ma al day one sarebbe stato il caso di concedere maggiore varietà da questo punto di vista anche perché il numero è veramente basso visto che sono di utilizzo esclusivo per le tre modalità 1 vs 1, 2 vs 2, 3 vs 3.

Per quanto riguarda infine la realizzazione tecnica, graficamente siamo su livelli più che discreti con una fluidità mai messa in discussione neppure quando su schermo ci sono molte unità in movimento. Un encomio va infine alla colonna sonora, strepitosa a dir poco e capace di regalare una grandissima epicità a tutta l’esperienza di gioco proposta.

IN CONCLUSIONE
Iron Harvest 1920+ è un titolo coraggioso sotto vari punti di vista, ottimamente realizzato sotto altri, con qualche mancanza: la più grave è indubbiamente rappresentata dall’esiguo numero di mappe. Nell’insieme però non possiamo che caldamente consigliarlo a tutti gli amanti della strategia in tempo reale, in particolare a chi ha amato Company of Heroes da cui IH è palesemente ispirato senza assolutamente però rivelarsi soltanto un mero clone senza personalità, tutt’altro! Iron Harvest 1920+ ha molto da dire sia sul fronte ludico che su quello narrativo e dunque fateci più che un pensierino ovviamente a patto che siate appassionati di RTS.

VOTO: 8