Il videogioco come strumento per raccontare territori, patrimonio culturale e memoria, ma anche come lente attraverso cui leggere la società contemporanea. È questo il filo conduttore degli IVIPRO DAYS 2026, l’appuntamento annuale promosso dall’Associazione IVIPRO che torna a Trieste da giovedì 5 a sabato 7 novembre, all’interno del Trieste Science+Fiction Festival, in programma dal 3 all’8 novembre.
L’edizione 2026 amplia ulteriormente la propria dimensione internazionale, mettendo in dialogo esperienze e prospettive provenienti da diversi Paesi. Il territorio resta il punto di partenza: un contesto da tradurre attraverso il linguaggio videoludico, ma anche un’opportunità per costruire partnership, sviluppare nuovi progetti e generare un impatto concreto sulle comunità.
Prima dell’appuntamento dal vivo, gli IVIPRO DAYS proporranno inoltre una serie di preview online dal 12 al 29 ottobre, trasmesse in diretta sui canali di GameCvlt. Gli incontri anticiperanno alcuni dei temi che verranno poi approfonditi nelle tre giornate triestine.
Videogiochi, politica, guerra e nuove forme della memoria
Uno degli elementi caratterizzanti dell’edizione 2026 sarà l’attenzione al videogioco come strumento per interpretare il presente. Le anteprime online e gli appuntamenti in presenza affronteranno infatti temi politici e sociali, dal rapporto tra videogame, identità e politica in Brasile alle cosmovisioni afro-indigene, passando per i conflitti contemporanei e il confronto sui nuovi fascismi.
Un altro grande filo conduttore sarà quello della memoria: dalla storia di Berlino alla conservazione del patrimonio videoludico e cinematografico, dalle atmosfere horror legate all’archeologia fino al passato inteso come spazio di reinterpretazione. Il percorso internazionale attraverserà inoltre importanti esperienze polacche per arrivare alla scena indie italiana e alle sue sperimentazioni.
Non mancheranno gli aspetti più direttamente legati all’industria. Licensing, games user research, anarcocapitalismo, sostenibilità e nuovi modelli per l’ecosistema videoludico italiano saranno al centro di diversi appuntamenti, con la partecipazione anche di rappresentanti della politica e del mondo bancario.
La manifestazione si concluderà sabato 7 novembre con l’annuncio dei vincitori del Premio Giovanni Pollicino 2026, dedicato alle migliori tesi di laurea sul videogioco.
IVIPRO DAYS 2026: il programma delle preview online
Gli appuntamenti online prenderanno il via lunedì 12 ottobre con Quickload Presents, dedicato al programma di accelerazione torinese e al lavoro di nuovi studi indipendenti impegnati a dare una forma videoludica alla cultura e al paesaggio italiani. Interverranno Tommaso Verde (Quickload), Virginia Cioce (Nerosolis) e Matteo Ducceschi (Burning Farmhouse Studios).
Il 15 ottobre il ricercatore indipendente James Cartlidge proporrà Video Games and the Fight Against Anarcho-Capitalism, una riflessione sulle contraddizioni e sui rischi dell’ideologia anarcocapitalista attraverso il linguaggio dei videogiochi.
Il 17 ottobre sarà invece protagonista il game developer iraniano-americano Kas Ghobadi con When a Nightmare Becomes Reality: America’s Crusade on Iran, dedicato al ruolo degli artisti occidentali davanti alla guerra in Medio Oriente e alla crisi dell’egemonia anglo-americana.
Il 22 ottobre Valentina Tanni, storica dell’arte e ricercatrice indipendente, parlerà del fenomeno delle Backrooms con Oltre la soglia e ritorno: il fenomeno Backrooms. Il 23 ottobre sarà invece il turno di Samuel Lehikoinen, visual artist e game developer, con Boredom Kills: Unemployment as Survival Horror, sul rapporto tra disoccupazione e horror.
Il viaggio internazionale proseguirà il 26 ottobre con Bruno Prandini (Feevale University) e la lecture Games, Identity and Politics: Perspectives from Brazil. Il 28 ottobre Arianna Lona (Mad Pumpkins) parlerà di patrimonio cinematografico e videogiochi a partire dal caso Movierooms.
Infine, il 29 ottobre, Isabelle Arvers, artista e curatrice, chiuderà le preview con una riflessione sulle cosmovisioni afro-indigene e su due progetti che intrecciano videogiochi e installazioni immersive tra Benin e Brasile.
La moderazione sarà affidata, oltre che a IVIPRO, a Giulia Martino (FinalRound), Alessandro Redaelli (GameCvlt), Claudio Cugliandro (Deeplay), Francesco Ruzzier (Blow Out) ed Elisabetta Modena (Università IULM).
Giovedì 5 novembre: formazione, industria e networking
La prima giornata in presenza sarà dedicata soprattutto ai professionisti e alle professioniste del settore videoludico, con un pomeriggio B2B dedicato a industria, cultura e ricerca e alla costruzione di nuove connessioni tra i diversi comparti dell’ecosistema.
Si parlerà di identità regionale e localizzazione internazionale con Stefano Buffoli e Tiziana Ferrera (Loki), mentre Pietro Guardini (StopGuessing.it) affronterà il tema della user research applicata ai videogiochi heritage-oriented.
Michelle Perez Barruos (MPB Licensing) analizzerà invece il rapporto tra patrimonio culturale, licensing e IP giocabili. Da Madrid a Malaga arriverà poi Francesco Cavallari, che racconterà quindici anni di esperienza nel game development, da Ubisoft alla fondazione di Video Games Without Borders.
La giornata comprenderà anche la retrospettiva di Maciej Miąsik, pioniere dell’industria polacca e produttore del primo The Witcher, che parlerà della gestione dell’incertezza nello sviluppo videoludico e dell’importanza di milestone flessibili e capacità di ripianificazione.
Venerdì 6 novembre: guerra, memoria e nuovi modelli per il videogioco
La seconda giornata porterà al centro della discussione il rapporto tra videogioco, guerra e memoria. Dariia Selishcheva presenterà diversi progetti indipendenti sviluppati in Ucraina durante il conflitto, ragionando sul videogioco come forma di testimonianza.
La memoria storica sarà poi protagonista con Hans Böhme (Blue Backpack) e The Berlin Apartment: History Through the Lens of Stories, mentre Piotr Gnyp (GOG) affronterà il tema del videogioco come patrimonio culturale vulnerabile.
Nel pomeriggio Jack King-Spooner (Talha and Jack Co.) esplorerà il modo in cui narrazioni, arte, videogiochi e folklore contribuiscono alla nostra interpretazione della realtà. Spazio anche a un nuovo formato di focus group con il pubblico, dedicato alla presenza e alle modalità di espressione dei nuovi fascismi nel settore videoludico.
Il programma proseguirà con Milano, Parigi, Roma: Jeux sans Frontières, panel con Valentine Bouchachi (Ambasciata di Francia in Italia), Rémi Guittet (Institut français Italia – Ambasciata di Francia in Italia) e Benedetta Pierfederici (We Are Muesli), dedicato alle nuove forme di racconto e relazione tra istituzioni e pubblico.
Ci sarà anche spazio per Screamer, storico arcade racing italiano degli anni Novanta. Andrea Basilio (Milestone) racconterà il nuovo reboot della serie e il lavoro di rilettura di un titolo che ha segnato una stagione importante del racing videoludico italiano.
A chiudere la giornata sarà il panel Oltre il profitto. Nuovi modelli per l’ecosistema videoludico italiano, dedicato a sostenibilità, precarietà lavorativa, investimenti e possibili alternative ai modelli produttivi tradizionali. Ugo Biggeri (Global Alliance for Banking on Values), Andrea Montuschi (Indici Opponibili) e Anna Laura Orrico (Movimento 5 Stelle) discuteranno di cooperative, modelli non-profit, finanza etica, bandi pubblici e pratiche comunitarie.
Sabato 7 novembre: la scena indie italiana e il racconto del territorio
La giornata conclusiva sarà dedicata alla scena indipendente italiana, con particolare attenzione agli studi e ai progetti capaci di unire sperimentazione, ricerca artistica e racconto del territorio.
Il primo panel metterà a confronto McKid e laughingpineapple (Lichene) con Nicola Dau, Luca Folino e Samuele Petrucci (Studio Ortica), per parlare di processi creativi, ricerca artistica, sostenibilità produttiva e rapporto con il pubblico.
Successivamente David Capuano e Ivana Murianni (Aion Interactive) presenteranno il work in progress dell’horror Hyperarousal, raccontando il percorso che dalla ricerca storica e folkloristica arriva al location scouting in Val Camonica e allo studio scientifico del trauma.
Dopo la cerimonia del Premio Pollicino, gli IVIPRO DAYS 2026 si chiuderanno con l’intervista a Fabiola Martelli e Tom Oceano (Sedleo), dedicata a 1348 Ex Voto. Ricerca, studio e rappresentazione del paesaggio saranno al centro dell’incontro, insieme alle discussioni e alle polemiche generate dall’opera e al rapporto tra rappresentazione della storia, immaginari consolidati, inclusione e sensibilità contemporanee.
IVIPRO DAYS 2026: date, luoghi e informazioni
Gli IVIPRO DAYS 2026 si svolgeranno a Trieste da giovedì 5 a sabato 7 novembre. La giornata di giovedì 5 novembre si terrà presso l’Urban Center di Corso Cavour 2/2, mentre venerdì 6 e sabato 7 novembre l’appuntamento sarà ospitato dallo Sci-Fi Dome allestito nella centralissima Piazza della Borsa.
L’iniziativa è promossa dall’Associazione IVIPRO e dal Trieste Science+Fiction Festival. La partecipazione agli eventi in presenza è gratuita, previa registrazione e fino a esaurimento posti.
Pagina evento: bit.ly/iviprodays2026
Programma completo: ivipro.it/it/programma-ivipro-days-2026
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