Kena Bridge of Spirits è stato il titolo di debutto della software house Ember Lab che, anticipando subito le conclusioni, continua a sorprendere anche nella sua versione per Nintendo Switch 2.
Dopo aver fatto il suo esordio qualche anno fa su PlayStation 5, PS4 e PC, il gioco approda anche sulla nuova console Nintendo mantenendo intatta la sua identità e gran parte delle sue qualità, confermando ancora una volta il talento del team nel campo della computer grafica.
Siamo infatti di fronte ad un vero e proprio film d’animazione interattivo che, pur con qualche inevitabile compromesso tecnico, riesce ancora a dire la sua anche su hardware differente.
Il videogame è ambientato in un universo fantasy immaginifico di pregevole fattura. Seppur caratterizzato da toni visivamente “dolci”, affronta anche momenti di riflessione e tematiche più profonde. La protagonista, Kena, è una giovane guida degli spiriti in viaggio verso un villaggio abbandonato alla ricerca del sacro santuario della montagna.
Ad accompagnarla troviamo i Rot, piccoli spiriti fondamentali per mantenere l’equilibrio naturale, incaricati di decomporre ciò che è corrotto o in decadenza. Il cammino della protagonista non sarà privo di ostacoli: alcuni spiriti, infatti, si rifiutano di accettare il proprio destino e lo scontro con loro diventa inevitabile, dando vita a momenti più intensi e carichi di tensione.

Kena Bridge of Spirits si configura come un action adventure “vecchia scuola”, ma il termine va inteso in senso assolutamente positivo.
Pur non brillando per originalità, il gioco riesce a mescolare in modo efficace combattimento, platforming, elementi RPG e puzzle, dando vita ad una formula solida e ben bilanciata che non mostra particolari debolezze. Il level design è curato con grande attenzione, così come tutta la componente audiovisiva.
Le cutscene continuano a rappresentare uno dei punti più alti della produzione, con una qualità che si avvicina senza difficoltà a quella dei grandi film d’animazione. Anche durante il gameplay il colpo d’occhio resta notevole, mantenendo quella sensazione di trovarsi all’interno di un film interattivo che aveva già caratterizzato la versione originale.
Su Nintendo Switch 2 il lavoro di adattamento è stato svolto con criterio. Il dettaglio generale risulta leggermente inferiore rispetto alla versione PlayStation 5, ma senza compromettere in maniera significativa la resa complessiva, che resta di ottimo livello sia in modalità portatile che su schermo più grande.

La differenza più evidente riguarda il frame rate, che passa dai 60 fotogrammi al secondo della versione PS5 ai 30 fps su Switch 2. Si tratta di un compromesso percepibile, soprattutto nelle fasi di combattimento più concitate, ma che non intacca in modo sostanziale la giocabilità, che resta sempre fluida e piacevole.
La componente sonora si conferma di grande qualità, con una colonna sonora evocativa e dialoghi ben interpretati, seppur disponibili esclusivamente in lingua inglese. I sottotitoli in italiano permettono comunque di seguire senza difficoltà tutta la narrazione.
L’unico elemento che continua a lasciare qualche perplessità è la longevità. Difficilmente si superano le 6 ore per completare l’avventura, una durata piuttosto contenuta per il genere. Resta però valido il discorso secondo cui un’esperienza breve ma intensa risulta comunque preferibile rispetto a produzioni artificialmente diluite.
Kena Bridge of Spirits Recensione – IN CONCLUSIONE
Il team di Ember Lab conferma tutto il proprio talento anche su Nintendo Switch 2, portando un action adventure capace di distinguersi per estetica, atmosfera e qualità generale.
Il passaggio ai 30 fps rappresenta l’unico vero passo indietro rispetto alla versione PlayStation 5, accompagnato da un impatto visivo leggermente ridimensionato, ma nel complesso l’esperienza resta assolutamente fedele all’originale.
La struttura di gioco, la direzione artistica e il coinvolgimento emotivo rimangono intatti, rendendo Kena Bridge of Spirits un titolo ancora oggi estremamente consigliato.
Un piccolo compromesso tecnico non basta a intaccare la solidità di una produzione che resta eccellente sotto ogni punto di vista.
