King of Fighters XV Recensione del nuovo capitolo della serie di picchiaduro iniziata tanti anni fa e creata da SNK. 28 anni nel mondo dei videogiochi non sono certo pochi e se The King of Fighters a distanza dalla sua prima uscita avvenuta nell’oramai lontano 1994 si ripresentò nel 2016 nella sua quattordicesima materializzazione in esclusiva su Playstation 4, lo deve ad un gruppo di fan fedelissimo che ha continuato a seguire la software house nel corso di due decenni, passando dalle sala giochi alle console con immutata “dedizione”.
Ed ora questo quindicesimo capitolo principale è pronto ad entrare nel solco della tradizione, magari portando a sè nuovi adepti su Playstation (la versione da noi testata), Xbox e PC.
Il videogame sin dal day one presenta 39 combattenti. Dobbiamo fare subito un accenno su questo: alcuni personaggi anche molto noti e popolari sono già destinati ad uscire in DLC già programmati. Questo farà storcere la bocca a più di un fan ma oramai questo andazzo purtroppo riguarda un po’ tutti i beat’em up di questo sottogenere.
Confermatissima la possibilità di effettuare combattimenti singoli o in squadre da tre che potremo formare liberamente tra i lottatori e lottatrici presenti oppure affidarci ai team già predisposti. Per quanto legato alla tradizione, ovviamente non poteva mancare una componente online per il videogame, dandoci così modo di affrontare altri giocatori in ogni parte del mondo.

Oltre al classico battle system, il gioco introduce la SHATTER STRIKE, una nuova meccanica che consente ai giocatori di contrastare gli attacchi nemici. In aggiunta i giocatori potranno provare la MAX Mode e la MAX Mode Quick. Dal quattordicesimo capitolo torna anche il Rush Mode: in pratica sarà sufficiente utilizzare rapidamente i pugni leggeri per attivare la possibilità di effettuare automaticamente una combo decisamente devastante ma mai quanto le combinazioni richiamate da una sequenza di tasti e movimenti. In questo modo si è voluto creare un appiglio di non poco conto per chi si avvicina per la prima volta ai beat’em up a duelli che potranno così approcciarsi al gioco con qualche timore in meno.
Da un punto di vista grafico, nonostante l’introduzione della terza dimensione (ma il combat system rimane comunque in 2D) già dal suo predecessore, il gioco non mette alla prova il chipset grafico di Playstation 4 risultando gradevole agli amanti dell’estetica tipicamente nipponica da sempre proposta nei titoli di SNK. Il videogame si muove a 60 frames al solido in modo assolutamente granitico e garantendo così una esperienza di gioco soddisfacente come non mai.
Anche per la componente sonora, si rimane ancorati a quel rock-funky-electro di stampo nipponico tanto caro a chi ha speso tante monetine nei tanti picchiaduro di SNK usciti nel corso degli ultimi due decenni e mezzo.

King of Fighters XV Recensione – IN CONCLUSIONE
The King of Fighters XV non delude affatto le aspettative migliorando quanto di buono avevamo già provato nel precedente capitolo e proponendo un picchiaduro a duelli massiccio e preciso. Il fatto che alcuni personaggi, alcuni anche iconici, siano stati già destinati a DLC programmati farà storcere la bocca a più di un fan ma oramai questo andazzo riguarda un po’ tutti i beat’em up di questo sottogenere.
VOTO: 8
