Kingdoms of Amalur: Re-Reckoning Recensione

Postato Set 19 2020 - 11:10am da ITG

Già disponibile per Playstation 4, Xbox One e PC (quest’ultima è stata la versione da noi testata), Kingdoms of Amalur: Re-Reckoning segna il ritorno ad otto anni di distanza di un progetto ambizioso, apprezzato da una importante nicchia di pubblico ma non a sufficienza per poter diventare un brand da sequel.

THQ Nordic però ha voluto nuovamente crederci tanto da acquistarne i diritti 2 anni fa e proporci questa rimasterizzazione che andiamo subito a conoscere più da vicino e che fa da preludio ad una nuova espansione (fruibile anche standalone in caso) che uscirà nel 2021.

Il titolo originale fu il frutto di un vero e proprio dream team composto da Ken Rolston, Lead Designer di Oblivion e Morrowind, Todd Mcfarlane, creatore di Spawn, per quanto riguarda il character design mentre R.A. Salvatore, uno dei più noti autori fantasy ne curò trama e mitologia.

Partiamo, come d’obbligo, dalla trama: in un’epoca di particolare prosperità in un tipico universo immaginifico fantasy, i Tuatha Deohn, capeggiati dal perfido Gadflow, stanno distruggendo le terre di Amalur. Sconfiggerli è tutt’altro che facile, anzi, sembrerebbe impossibile, vista la loro natura “magica” e i poteri di cui sono dotati. Le cose sono però destinate a cambiare quando lo gnomo Fomorous Hugues riesce a costruire un pozzo delle anime, in grado di riportare in vita i morti, tra cui, manco a dirlo, ci siamo proprio noi…

All’inizio dell’avventura verrete messi di fronte ad un completissimo editor che vi permetterà di costruire il vostro personaggio in ogni dettaglio fisico e di sceglierne la classe di appartenenza. Una volta entrati nel vivo dell’azione, vi accorgerete subito che, rispetto a Skyrim (tanto per prendere un metro di paragone) il combattimento è molto più dinamico, fluido e divertente, accostandosi più alle dinamiche di un action-game vero e proprio che a quella di un gioco di ruolo.

Ottimo è anche il level-design, praticamente vastissimo tanto quanto quello del già citato Skyrim, anche se bisogna dire che il tutto appare leggermente più rigido: non potrete andare sempre dove vorrete, perchè doverete fare i conti con alcune barriere invisibili che vi costringeranno a fare determinati giri per raggiungere la vostra meta. Ottima la varietà poi delle sub-quest poi, che presenta, oltre alle “solite”, anche alcune missioni in perfetto stile stealth, altre in cui dovrete dedicarvi al furto ed altre ancora in cui conteranno invece le vostre capacità diplomatiche.

Passando al comparto tecnico, 8 anni fa ci trovammo di fronte a qualcosa di strepitoso, capace di unire sapienza tecnica con l’ottimo design partorito dalla mente di McFarlane. A distanza di 8 anni, rimane la qualità estetica mentre tecnicamente si sente il peso degli anni anche se dobbiamo dire che KoA Re-Re è invecchiato meglio di molti altri titoli rimasterizzati. Ottimo indubbiamente ancora il sonoro, con musiche ben orchestrate che sottolineano adeguatamente l’azione epica ed un superbo doppiaggio inglese (sottotitolato in italiano) che rende al meglio i bellissimi dialoghi.

IN CONCLUSIONE
THQ Nordic resuscita una serie che 8 anni fa provò ad imporsi nel campo dei giochi di ruolo “occidentali” senza riuscire il colpaccio. Questa remaster mette in luce sia gli aspetti meglio riusciti che anche i limiti che oggi si fanno ancora più evidenti. Nell’insieme però Kingdoms of Amalur: Re-Reckoning si dimostra un titolo molto piacevole sia per chi apprezzò l’originale che per chi lo perse, magari anche per ragioni anagrafiche. Se amate il genere di appartenenza, fateci davvero più di un pensierino.

VOTO: 7.5