Che la trilogia filmica del Signore degli Anelli (a cui dobbiamo ovviamente sommare anche quella de lo Hobbit) sia stata uno degli eventi più importanti nella storia del cinema all’interno del filone mainstream è un dato di fatto assodato. Ma ugualmente importante si è rivelato il parallelo apporto di produzioni videoludiche dedicato all’universo di J.R. Tolkien.
Fra chi ha sfruttato i diritti del libro (la “vecchia” Sierra), chi quelli dei lungometraggi (Electronic Arts), sono usciti almeno una decina di titoli dedicati a Frodo, Galdalf e tutto il resto della compagnia (chiaramente quella dell’anello) e la “febbre fantasy” ha subito un’impennata 3 anni fa con La Terra di Mezzo l’Ombra di Mordor, un action RPG sand box realizzato da Monolith e prodotto da Warner Bros che andava ad inserirsi cronologicamente proprio fra lo Hobbit ed il Signore degli Anelli.
Tanto è stato il successo di critica e di pubblico (se pur qualche aspetto migliorabile fosse presente…), che oggi siamo qui a parlarvi del sequel appena uscito, L’Ombra della Guerra (qui tutte le recensioni italiane), disponibile per Playstation 4 (la versione da noi testata), Xbox One e PC, queste ultime due con la formula dell’Xbox Play Anywhere ed il futuro supporto ai 4K di Xbox One X.
Il titolo a livello macro riprende da vicino le dinamiche del suo predecessore con elementi del gameplay onestamente derivativi da Assassin’s Creed e Batman Arkham anche se compie un deciso passo in avanti in tutte le sue caratteristiche a cominciare da un albero delle abilità molto più ampio e stratificato. Non poteva po mancare il nemesis system, ovvero il cambiamento nel comportamento dei nemici a seconda delle nostre azioni, risulta ancora più convincente nel plasmare un’esperienza di gioco veramente diretta conseguenza di ciò che faremo sul campo di battaglia.
Nove tribù di orchi tutte con caratteristiche, punti di forza e punti deboli esclusivi stanziati in cinque microregioni che formano una mappa di gioco molto più grande rispetto all’Ombra di Mordor, ci daranno ampiamente modo di costruire il nostro esercito. Proprio la gestione di quest’ultimo, con le sue gerarchie, le sue lotte interne, le alleanze ed anche i possibili tradimenti ha subito un processo di maggiore strategia che rende così il titolo decisamente più profondo rispetto a quanto provato tre anni fa.
Come vuole la tradizione di sandbox e free roaming che dir si voglia, La Terra di Mezzo: L’Ombra Della Guerra oltre alla storyline principale, presenta un numero veramente impressionante di side quest e relativi mini giochi di vario ordine e grado che vi condurranno a sorprese veramente gradite e ad un numero spropositato di luoghi ed ad incontrare tanti personaggi che i fan di Tolkien sapranno riconoscere molto facilmente.
Ciliegina sulla torta, alcune missioni da affrontare online di vario ordine e tipo. Non sono certo il piatto forte del gioco che rimane in single player ma oltre ad essere strutturate ottimamente, aprono a possibili novità per molto probabili nuovi capitoli della serie in cui speriamo che invece non si acuisca il ricorso alle microtransazioni, già presenti in questo titolo ma che comunque non si rivelano obbligate e necessarie se pur ovviamente “facilitanti” in taluni ambiti.
Dal punto di vista tecnico La Terra di Mezzo l’Ombra della Guerra fa bella mostra di sé, grazie a paesaggi mozzafiato e scenari piuttosto diversificati tra loro. Più che buone le animazioni ed i modelli poligonali così come un sistema d’illuminazione al top. Le scene cinematografiche di intermezzo sono veramente pregevoli e lo stesso si può dire per la colonna sonora ricca di temi epici in perfetta empatia con l’azione di gioco.
IN CONCLUSIONE
L’Ombra Della Guerra non è un titolo esente da difetti ma è una delle produzioni più monumentali e ambiziose degli ultimi mesi. Tante le cose che la nuova produzione di Monolith e Warner Bros consente di fare che una volta dentro l’esperienza di gioco, ci metterete veramente tantissime ore a farle tutte e nonostante la componente online sia soltanto rispetto all’esperienza di gioco in single player. Un videogame non per tutti, sia per essere intriso di elementi fantasy piuttosto fedeli ai “dogmi” tolkeniani e sia per un gameplay ibrido che deve convincere il gamer di turno in ogni aspetto per poter essere apprezzato fino in fondo. Se comunque avete amato il suo predecessore, qui i passi in avanti sono tanti e non possiamo dunque che consigliarvelo caldamente.
VOTO: 9
[amazon_link asins=’B06XC4F3G6,B06XGJD67X,B075MNG24W,B06XCM53X8,B06XGZLHH6,B075CY8XMH’ template=’ProductCarousel’ store=’ital05-21′ marketplace=’IT’ link_id=’3441fbc6-b024-11e7-99f4-6f1a18dde9d1′]
