Dopo oltre vent’anni di silenzio, se si escludono rimasterizzazioni varie, il nome Legacy of Kain torna finalmente a risuonare nel panorama videoludico con Legacy of Kain: Ascendance, un progetto che nessuno si aspettava davvero, e che proprio per questo riesce a sorprendere sin dal primo impatto.
Non si tratta però del grande ritorno in pompa magna che molti fan avrebbero immaginato. Niente produzione tripla A, niente grafica iperrealistica o budget faraonici. Al contrario, ci troviamo di fronte a una produzione indipendente che sceglie deliberatamente una direzione artistica in pixel art, andando quasi in contrasto con l’identità tridimensionale che ha sempre caratterizzato la saga.
Eppure, è proprio in questa scelta apparentemente controcorrente che Ascendance trova parte del suo fascino. Ecco le nostre impressioni dopo aver provato la versione PC Steam ma il videogame è disponibile anche per console.
Un ritorno che pesa, dopo oltre vent’anni
Riportare in vita una saga come Legacy of Kain non è un compito semplice. Parliamo di un universo narrativo complesso, stratificato, pieno di personaggi iconici e tematiche mature come il destino, la corruzione e il libero arbitrio.
Ascendance si presenta come il primo vero nuovo capitolo dopo decenni, e questo peso si percepisce chiaramente. Il gioco cerca di essere allo stesso tempo accessibile per i nuovi giocatori e rispettoso per i fan storici, ma questo equilibrio non sempre viene raggiunto in modo perfetto.
Ciò che emerge con forza è comunque la volontà di riportare in auge un mondo che ha ancora moltissimo da dire.
Pixel art e anima gotica: una scelta divisiva ma affascinante
La prima cosa che salta all’occhio è senza dubbio lo stile grafico.

La scelta della pixel art può inizialmente spiazzare, soprattutto considerando che la saga è sempre stata legata a un’estetica tridimensionale cupa e dettagliata. Tuttavia, bastano pochi minuti per comprendere come questa direzione artistica non sia una semplice limitazione tecnica, ma una vera e propria reinterpretazione stilistica.
Le ambientazioni riescono a trasmettere un’atmosfera decadente e oscura, con giochi di luce e ombre che evocano perfettamente il tono gotico della serie.
È una dimostrazione concreta di come anche un’estetica apparentemente “semplice” possa risultare estremamente evocativa, se supportata da una direzione artistica solida.
Una colonna sonora d’eccellenza e il ritorno delle voci originali
Se la grafica divide, il comparto audio mette tutti d’accordo. La colonna sonora è uno degli elementi migliori dell’intera produzione, capace di accompagnare ogni fase dell’avventura con brani intensi, malinconici e perfettamente in linea con l’identità della saga.
Ma il vero colpo al cuore per i fan è rappresentato dal ritorno del cast originale delle voci. Sentire nuovamente quei timbri così iconici dona al gioco un’autenticità incredibile, creando un ponte diretto con il passato e rafforzando il legame emotivo con i personaggi.
È uno di quegli elementi che da soli riescono a giustificare l’esistenza del progetto.
Legacy of Kain Ascendance – Una retcon coraggiosa (forse troppo)
Uno degli aspetti più discussi di Ascendance è senza dubbio la sua scelta narrativa. Il gioco introduce una retcon significativa all’interno della timeline della saga, andando a modificare eventi e dinamiche che molti fan consideravano ormai intoccabili. Si tratta di una decisione coraggiosa, ma anche rischiosa.
Da un lato, questa operazione permette agli sviluppatori di avere maggiore libertà creativa e di rinfrescare la narrazione, aprendo nuove possibilità per il futuro. Dall’altro, inevitabilmente, può risultare indigesta per chi è profondamente legato alla lore originale. È una scelta che divide, ma che almeno ha il merito di far discutere, evitando di proporre un semplice esercizio nostalgico.
Legacy of Kain Ascendance – Tre protagonisti, tre approcci diversi
Sul fronte del gameplay, Ascendance introduce una struttura interessante basata su tre personaggi giocabili.
Ognuno di essi presenta abilità e caratteristiche differenti, contribuendo a variare l’esperienza e a mantenere un buon livello di dinamismo durante l’avventura.

Questa varietà si riflette sia nell’esplorazione che nel combattimento, offrendo approcci diversi alle situazioni e incentivando il giocatore a sperimentare.
Non tutto però funziona alla perfezione: la differenziazione tra i personaggi, pur presente, avrebbe potuto essere più marcata e approfondita.
Combat system: Legacy of Kain Ascendance tra intuizioni e limiti evidenti
Il sistema di combattimento rappresenta uno degli elementi più particolari del gioco. L’azione è scandita da una gestione costante di risorse come sangue e stamina, che devono essere recuperate e gestite con attenzione per sopravvivere agli scontri.
Questa meccanica introduce un ritmo interessante, costringendo il giocatore a non affidarsi esclusivamente all’attacco continuo, ma a ragionare su tempistiche e priorità. È proprio in questo equilibrio tra aggressività e gestione delle risorse che il gameplay trova la sua identità.
Tuttavia, emergono anche limiti evidenti. La varietà dei nemici è piuttosto ridotta, e questo porta a una certa ripetitività nel lungo periodo. Le boss fight, in particolare, risultano poco memorabili, mancando di quel senso di epicità che ci si aspetterebbe da un titolo legato a una saga così importante.
Un’esperienza imperfetta ma con un’anima chiara
Legacy of Kain: Ascendance è un gioco che vive costantemente in equilibrio tra ambizione e limitazioni. Da una parte c’è il desiderio evidente di riportare in vita una serie storica, di raccontare qualcosa di nuovo e di osare, anche a costo di dividere il pubblico.
Dall’altra ci sono i limiti di una produzione indie, che si riflettono soprattutto nella varietà dei contenuti e nella profondità di alcune meccaniche. Nonostante questo, il titolo riesce a mantenere una propria identità e, soprattutto, a trasmettere passione.

Legacy of Kain Ascendance Recensione – IN CONCLUSIONE
Arrivati ai titoli di coda, Legacy of Kain: Ascendance lascia sensazioni contrastanti, ma mai indifferenza.
È un titolo coraggioso, forse fin troppo per certi versi, che sceglie di rischiare sia sul piano estetico che su quello narrativo.
Non tutte le scelte funzionano, e alcuni limiti strutturali sono evidenti, soprattutto per quanto riguarda la varietà dei nemici e l’impatto delle boss fight.
Eppure, sotto quella pixel art da produzione indipendente si intravede chiaramente il potenziale enorme di una saga che non ha mai smesso di avere qualcosa da dire.
Il ritorno delle voci originali, una colonna sonora eccellente e alcune intuizioni nel gameplay dimostrano che l’anima di Legacy of Kain è ancora viva.
Il voto finale è 7, un punteggio che riflette un’esperienza imperfetta ma significativa.
Un punto di ripartenza più che di arrivo, che lascia una speranza concreta: quella di vedere, prima o poi, il ritorno definitivo della serie con una produzione tripla A capace di renderle finalmente giustizia.
