Lost Ember Recensione del titolo già disponibile per Playstation 4, Xbox One, PC (la versione da noi testata) e prossimamente anche su Nintendo Switch. Si tratta di un’opera prima del team tedesco Mooneye e se il buongiorno si vede dal mattino, sentiremo a lungo parlare di questo studio di sviluppo.

Indubbiamente Lost Ember riprende la scia dei vari Journey, Ico e Shadow of The Colossus. Produzioni videoludiche in cui grafica e sonoro più che ad un gameplay complicato, sono al servizio di vere e proprie esperienze evocative per non dire propriamente spirituali.

Lost Ember tratta infatti di temi molto alti come l’anima, la vita dopo la morte, la reincarnazione. Lo fa in modo poetico ma piacevole e senza eccedere in intellettualismi, tutt’altro. Si incontrano due anime, una errante senza corpo, l’altra che è invece all’interno di un lupo ma che con facilità può entrare anche temporaneamente le caratteristiche di altri animali.

Senza darvi alcuna anticipazione sulla trama, il tema portante del gioco è la redenzione da compiere in un lungo viaggio da fare in compagnia di questo strano duo e ambientazioni meravigliose che avrà accesso anche a ricordi del passato con dei flashback sui generis.

Bene subito specificare che il gameplay di Lost Ember è lineare e senza un vero e proprio livello di difficoltà. La bellezza dell’esperienza sta proprio nel viaggio stesso da compiere. Ed il titolo ci riesce grazie ad una colonna sonora semplicemente straordinaria ed una realizzazione grafica a dir poco meravigliosa per quanto riguarda l’estetica. Niente che faccia surriscaldare le schede grafiche di PC e console ma lo stile adottato è semplicemente sublime così come la caratterizzazione delle caratteristiche dei vari animali in cui ci potremo materializzare.

L’unico difetto oggettivo per un titolo che comunque costa 29.99 euro è l’eccessiva brevità dell’esperienza di gioco che può concludersi nel giro di 3-4 ore. Non un difetto in sè, anzi, è apprezzabile rendere un’esperienza più concentrata ma pregna di emozioni, soltanto che forse sarebbe stato decisamente auspicabile un prezzo più basso.

Lost Ember Recensione – IN CONCLUSIONE

Prodotti come Lost Ember sono sempre difficili da valutare perché si distanziano enormemente dalle produzioni videoludiche più standard. Oggettivamente il debutto del team Mooneye ha un solo difetto: una durata ben al di sotto della media visto che si conclude nel giro di 3-4 ore. Detto questo però, l’esperienza evocativa – spirituale è davvero meravigliosa sotto davvero ogni punto di vista. Un inno alla vita e al rispetto, proposto con una estetica meravigliosa ed una esperienza di gioco semplice ma coinvolgente. Una perla improvvisa ed inaspettata.

Lost Ember Recensione –  VOTO 9

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