Mario Party Superstars Recensione del nuovo capitolo della serie di Nintendo che ci accompagna dal lontano 1998, ovvero i tempi dell’N64. MPS è addirittura il diciassettesimo capitolo della serie “festaiolo” ed il secondo prodotto destinato in esclusiva a Switch. Come sono andate le cose? Ma siamo qui apposta per dirvelo!

Mario Party Superstars ha il merito di omaggiare la serie nel migliore dei modi ma innovandola anche con importanti novità. Chi acquisterà il gioco per la console ibrida della grande N avrà a disposizione 5 tabelloni che sono il compendio del meglio dell’era di Mario Party su Nintendo 64 con centinaia di minigiochi che vanno da una qualità discreta ad eccellente.

Uno sguardo al passato dunque ma anche al presente visto che finalmente è stata accolta la richiesta avanzata da molti utenti di implementare il gioco online. Perché è indubbio che Mario Party Superstars, esattamente come i suoi precedenti capitoli, perda molto se giocato in singolo e se pur il multiplayer con altri giocatori in carne ed ossa sia un’altra cosa, potersi cimentare con altre persone tramite la rete, è decisamente un eccellente surrogato.

Tutto perfetto dunque? Quasi: ad esempio sarebbe stato bello poter giocare con una sola copia del gioco anche se colleghiamo tra loro fino ad un massimo di quattro console ed invece in questo caso ogni giocatore dovrà essere provvisto del software. La soluzione è dunque giocare con un solo hardware collegato alla TV ma non sempre tutti hanno uno schermo sufficientemente grande per un party game da quattro giocatori e indubbiamente Switch ha una fruizione portatile tutt’altro che secondaria.

Altro aspetto che non ci ha convinti fino in fondo è che online forse era il caso di apportare qualche modifica per rendere meno lunghe le sessioni perché indubbiamente la fruizione è diversa rispetto al multiplayer in carne ed ossa.

Detto questo, per il resto i cinque tabelloni classici (Isola Tropicale di Yoshi, Stazione Spaziale, Torta di compleanno di Peach, Bosco boscoso e Terra del terrore) presenti e le centinaia di mini giochi presenti con tante variazioni sul tema anche sul numero di giocatori possibili, rappresentano la summa di un gameplay semplice ma straordinario che rappresentano al meglio quella “Nintendo Difference” che ha prodotto gioielli di gameplay veramente evergreen.

Infine sul fronte visivo, come capita sempre con le produzioni della grande N, non c’è sfoggio dei freddi numeri sulla risoluzione delle texture o dei modelli poligonali, ma è fuori discussione la cura maniacale per ogni minimo dettagli di ambientazioni, animazioni e sincronia con la componente sonora che svolge al meglio il suo ruolo di supporto e accompagnamento all’azione su schermo.

Mario Party Superstars Recensione – IN CONCLUSIONE
Il diciassettesimo capitolo della serie di Mario Party svolge davvero al meglio il suo, proponendosi come un vero e proprio omaggio del passato ma con una serie di innovazioni, a cominciare dall’implementazione del gioco online, che lo rendono davvero un acquisto azzeccato. L’unico suo limite fisiologico è che in single player perde grossa parte del suo fascino ma questo vale dai tempi degli anni ’90 quando la serie debuttò su Nintendo 64.

VOTO: 8.5