Un nuovo network internazionale prende vita con un obiettivo chiaro: dare voce e supporto agli sviluppatori di videogiochi palestinesi, troppo spesso sottorappresentati e vittime di una narrazione disumanizzante. Si chiama Palestinian Voices in Games ed è una rete professionale autogestita che unisce studi di sviluppo, curatori ed organizzatori di eventi da tutto il mondo, pronti a mettere a disposizione tempo, risorse e competenze per accompagnare creatori emergenti e affermati.
Il progetto verrà presentato pubblicamente in occasione di un incontro speciale: l’intervento, intitolato “Palestinian Voices in Games – Aiutare lo sviluppo di giochi palestinesi”, sarà tenuto da Pietro Righi Riva dello studio Santa Ragione, realtà indipendente italiana tra le più note a livello internazionale. L’appuntamento è fissato per il 21 settembre alle ore 19:15 presso la Cascina Autogestita Torchiera senzacqua di Milano, nell’ambito delle attività promosse da Zona Warpa
Al momento sono oltre 50 i professionisti del settore che hanno offerto volontariamente il proprio contributo, sostenendo già quattro progetti guidati da sviluppatori palestinesi. Un segnale forte di apertura e solidarietà, che punta a trasformarsi in una piattaforma di crescita e opportunità concrete.
Progetti già in corso
Tra le prime iniziative supportate dal network figurano quattro titoli che uniscono sperimentazione artistica, memoria e narrazione personale:
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Dreams on a Pillow
Firmato da Rasheed Abueideh, già autore del noto Liyla and the Shadows of War, questo progetto sta prendendo vita grazie alla collaborazione di numerosi artisti del network che stanno donando ore di lavoro volontario. Il titolo è attualmente in fase di crowdfunding e la comunità è invitata a partecipare anche tramite Discord. -
Being 2 (titolo provvisorio)
L’artista e fumettista Iasmin Omar Ata, conosciuto come Delta, sta sviluppando un’avventura punta e clicca ambientata in una colonia spaziale palestinese del futuro. Si tratta del seguito di Being, gioco astratto che raccontava un secolo di vita palestinese, sospeso tra dolore e speranza. La prima demo è in lavorazione e l’autore è in cerca di produttori e supporto per il crowdfunding. -
RiYafa
Ideato da Yusra, designer e ricercatrice indipendente interessata alla psicologia morale, questo gioco fonde testimonianze reali e simbolismo per raccontare la storia della propria famiglia e comunità in Cisgiordania. Ambientato in un oscuro mondo sottomarino, i giocatori esploreranno luoghi carichi di memoria e resistenza, raccogliendo documenti e testimonianze. Il progetto può essere seguito su Instagram (@riyafagame) e su X/Twitter (@RiYafaGame48). -
Pomegranates
Creato da Yasmine Batniji (alias Gabbah Baya), porta i giocatori nel 2048, in una Gaza City ricostruita, con il compito di fare da custodi della memoria presso l’ospedale Al-Ahli. Attualmente è in fase di sviluppo di una vertical slice e l’autrice cerca fondi per proseguire. Ogni donazione è considerata preziosa per il progetto.
Un invito aperto a creatori e volontari
Il network non si limita a supportare i progetti già avviati: Palestinian Voices in Games lancia un appello a tutti i creativi palestinesi, indipendentemente dal livello di esperienza o dallo stadio di sviluppo delle loro opere. Attraverso il Creator Form disponibile sul sito ufficiale, gli sviluppatori possono candidare i propri giochi per le prossime fasi di sostegno.
Parallelamente, l’iniziativa cerca nuovi volontari e partner finanziari: professionisti del settore, appassionati e organizzazioni sono invitati a contribuire con competenze, ore di mentoring o sostegno economico, anche minimo, tramite il Supporter Form.
Come funziona la rete
Il modello di Palestinian Voices in Games si fonda su due pilastri principali:
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Volontariato professionale: sviluppatori, designer, artisti, curatori e specialisti da diversi ambiti del settore offrono ore di mentoring, consulenze e contributi creativi ai progetti selezionati.
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Finanziamento: il network sta esplorando canali per connettere i creatori con possibili fonti di sostegno, dai micro-donatori fino a publisher e investitori.
L’obiettivo è creare un ecosistema collaborativo, capace non solo di portare avanti i singoli progetti ma anche di contrastare l’emarginazione culturale e creativa dei palestinesi nel mondo dei videogiochi.
Come partecipare
Chi desidera unirsi alla rete può:
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offrire supporto compilando il Supporter Form, mettendo a disposizione tempo, competenze o fondi;
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presentare un progetto tramite il Creator Form, per essere presi in considerazione nelle prossime fasi di sostegno.
Tutte le informazioni sono disponibili sul sito ufficiale: palestinian-voices-in-games.com.
Un impegno contro l’invisibilità
Con la nascita di Palestinian Voices in Games, la comunità internazionale del gaming lancia un messaggio forte: contrastare la disumanizzazione dei palestinesi passa anche dal riconoscimento e dal sostegno delle loro voci creative.
Un invito che si estende a tutti gli operatori del settore, chiamati a trasformare i videogiochi non solo in intrattenimento, ma in strumenti di memoria, testimonianza e futuro.
