Partiamo dall’analisi del titolo originale. Okami su Playstation 2 ha rappresentato al meglio la filosofia dei Clover Studios. Il gioco, sotto un profilo ludico, si muoveva sulle coordinate dell’action RPG in stile Zelda con oltre 30 ore e più di gioco garantito per completare l’avventura al 100%.

La difficoltà del titolo non era delle più elevate ma la componente ludica era di sopraffina qualità anche grazie ad alcune particolari innovazione come il “magical brush” in cui con una sorta di pennello dovremo compiere azioni simili a disegnare linee e tratti per procedere nella missione. Il risultato finale fu sopraffino, a patto che si avesse quella minima empatia con le dinamiche interattive tipiche della terra del sol levante.

Il grandissimo valore aggiunto della produzione di Capcom, oltre ad una colonna sonora splendidamente evocativa. risiedeva poi nell’aspetto estetico-tecnico. Una splendida realizzazione in cel-shading conferiva un’estetica da favola interattiva ad Okami che infatti raccoglieva la tradizione della mitologia giapponese con il protagonista Amaterasu, Dio del sole, un bellissimo lupo bianco che doveva difendere gli uomini dalla forze del male.

Accostare la parola arte ad Okami non è assolutamente fuori luogo visto che, come potete intuire dalle immagini, si ha veramente la sensazione di vivere interattivamente all’interno di una tela di un quadro con delle cromie e dei tratti che sembrano essere il risultato di un pittore e di non di un grafico digitale!

Tutto quello che avete letto sino ad ora può essere traslato alla terza incarnazione di Okami, dopo la prima rimasterizzazione per Playstation 3. Su PS4, Xbox One e PC il videogame rimane lo stesso con l’aggiunta dei 4K per chi ha un monitor su PC o una TV con questa risoluzione e la PS4 Pro e/o Xbox One X, oltre al nuovo formato in 16/9. Al di là della maggiore pulizia visiva non c’è molto altro da segnalare in questa nuova versione ad alta definizione se non, in negativo, la terza consecutiva mancata localizzazione in italiano.

IN CONCLUSIONE
Okami HD, terza incarnazione del titolo su tre generazioni diverse di Playstation, offre poco di più rispetto alle precedenti edizioni se escludiamo il supporto alla risoluzione massima di 4K ed il nuovo formato più moderno dei 16/9. Risulta dunque un prodotto da consigliare senza un attimo di esitazione a chi non lo avesse ancora provato per ragioni anagrafiche o di altro tipo. Occhio però alla confermata assenza della localizzazione in italiano. Chi lo ha già ampiamente vissuto su PS2 e/o PS3 lo prenda in considerazione soltanto se Okami è all’interno dei suoi 5-10 giochi preferiti di sempre o lo vuole rigiocare ancora una volta alla massima risoluzione possibile.

VOTO: 9
(se non avete giocato le due precedenti versioni)

[amazon_link asins=’B075S8Y7KS,B075T7V485′ template=’ProductCarousel’ store=’ital05-21′ marketplace=’IT’ link_id=’310c8d81-dfff-11e7-9d2b-2fa503340049′]