Outcast Second Contact – La Recensione

Postato Nov 30 2017 - 3:33pm da ITG

1999. Dobbiamo tornare al millennio scorso per ricordare l’uscita di Outcast. Prodotto da Infogrames (quanti bei ricordi legati al publisher francese fin dai tempi del Commodore Amiga..) e sviluppato da Appeal, in quella lontana estate il videogame disponibile esclusivamente soltanto su Windows, portò molto in avanti il confine della tridimensionalità applicata agli action, della libertà d’azione all’interno di un videogame ed anche dal punto di vista narrativo, segnava piccoli qualitativi veramente molto al di sopra della media.

Un prodotto quindi di straordinaria importanza nella storia dei videogiochi che probabilmente non ottenne il successo commerciale che avrebbe meritato ma che in tanti giocatori è decisamente rimasto nel cuore. A 18 anni di distanza, il team di sviluppo ha deciso di riproporlo in versione rimasterizzata su Playstation 4 (la versione da noi testata), Xbox One e PC. Come sono andate le cose? Continuate a leggerlo per scoprirlo!

Nonostante l’introduzione di alcune cut scene inedite e qualche area segreta aggiunta, l’esperienza di gioco proposta da Outcast Second Contact ricalca in modo pedissequo la proposta originale anche perché, pur essendo anche cambiato il motore grafico di gioco, le linee di codice da cui si è partiti per la rimasterizzazione sono state quelle originali.

Specifichiamo tutto questo per farvi comprendere di come OSC ci riporta a come veniva fruito il videogioco nel secolo scorso con tutti i limiti strutturali e visivi che il medium aveva nel 1999. Questa non vuole essere una bocciatura tout court del titolo ma specificare chi potrebbe avere interesse a giocare con Outcast Second Contact di cui qui trovate tutte le recensioni italiane.

Da una parte ci sono coloro che hanno amato il videogame originale che saranno lietissimi di rituffarsi nell’universo immaginifico creato oltralpe, per riviverlo con una grafica in alta definizione che se pur tra alti e bassi così come per il sonoro, riesce comunque a garantire una qualità d’insieme accettabile nonostante i limiti sopra esposti.

Dall’altra possono esserci i videogiocatori più giovani. E non parliamo dei “causaloni” ma dei veri e propri appassionati del medium videoludico e che con questo prodotto, se pur con una veste rinnovata, possono riscoprire un prodotto di notevole importanza nello sviluppo che ha portato al modo di fare videogiochi attualmente inteso.

Un prodotto sicuramente non per tutti dunque, ma che può avere il suo fascino per le utenze appena descritte e per chi in generale vuole un’esperienza di gioco con una storia veramente interessante a metà fra fantasy e fantascienza, da seguire come poche altre nel corso di questi ultimi 18 anni.

IN CONCLUSIONE
Outcast Second Contact non nasce come un potenziale blockbuster ma l’opera di rimasterizzata prodotta da BigBen Interactive fa risplendere un titolo forse non sufficientemente apprezzato nel 1999 che in tanto saranno lieti di rivivere oppure di scoprire per la prima volta. Il voto dato è tendenzialmente simbolico vista la natura piuttosto peculiare del titolo, che somma da una parte i pregi ancora oggi visibili e dall’altra i limiti innegabili che porta con sè una rimasterizzazione di un prodotto uscito 18 anni fa.

VOTO: 7

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