Predator: Hunting Grounds – Recensione

Postato Apr 30 2020 - 1:54pm da ITG
Predator: Hunting Grounds

Per chi ha raggiunto gli “anta” quando si parla di Predator, il pensiero non può che andare al film che ha dato origine al franchise del 1987. Pellicola cult in campo action ed irraggiungibile dai vari sequel e crossover che si sono poi susseguiti nel corso degli anni.

Predator: Hunting Grounds, già arrivato su Playstation 4 (la versione da noi testata) e PC, vuole riprodurre digitalmente l’atmosfera del primo film portandoci in un contesto molto simile ovvero la fitta giungla dell’America Latina, più specificatamente quella del Guatemela.

La proposta di gioco però non è quella di un classico videogame tratto da un film. I programmatori di IllFonic (gli stessi di Venerdì 13: The Game) infatti hanno scelto la via del multiplayer asincrono in cui potremo scegliere di essere il Predator extraterrestre oppure far parte di una squadra composta da un massimo di quattro marine  che proverà a fermarlo.

Partiamo da un pregio innegabile di PHG: non presenta alcun tipo di microtransazione e quindi una volta pagato il gioco, non tirerete fuori neppure un altro centesimo di euro. Tutti gli upgrade, che sia per un marine o per il Predator, saranno sbloccabili esclusivamente aumentando di livello con i punti esperienza ricevuti nel corso dei match disputati.

Dobbiamo però annotare anche varie magagne all’esperienza di gioco avuta. In primis il matchday non sembra riuscire a livellare bene i giocatori. Ci è capitato così inizialmente di essere in netto svantaggio rispetto a giocatori più livellati per poi trovarci, alcune volte, nella situazione opposta. Oltretutto l’esperienza di gioco ci ha dato di essere eccessivamente squilibrata a favore dei marine rispetto al Predator che contro quattro giocatori “umani” difficilmente riuscirà ad uscire vincitore.

Un po’ tutto il gameplay risulta poi eccessivamente legnoso sia indossando in panni del Predator che di un marine, per non parlare del gunplay che davvero non dà quel feedback di soddisfazione che uno shooter dovrebbe mediamente dare.

Per quanto riguarda infine la realizzazione tecnica, il gioco non mette a repentaglio il chipset grafico di Playstation 4 ma nell’insieme propone una realizzazione funzionale e senza particolari problemi di frame rate se non nei momenti davvero molto convulsi. Mediocri purtroppo le animazioni mentre raggiunge la sufficienza il sonoro che presenta anche la localizzazione completa nella nostra lingua.

IN CONCLUSIONE

Eravamo davvero esaltati dall’annuncio di Predator: Hunting Grouds, un titolo che ambiva a riproporre l’atmosfera del primo mitico cult movie della serie. L’operazione purtroppo non è riuscita appieno, nonostante molti spunti di interesse precedentemente elencati. Da tenere in considerazione comunque per i fan più sfegatati di Alan “Dutch” Schaefer con la speranza che gli update già previsti del titolo migliorino le criticità elencate nei precedenti paragrafi.

VOTO 6