Svelato a sorpresa nel corso della conferenza Bethesda all’E3 di Los Angeles, Prey Mooncrash è un DLC atipico rispetto ai canoni. Non si tratta infatti di una espansione della campagna di gioco dell’apprezzatissimo gioco base ma una modalità a sé stante comunque disponibile soltanto se in possesso del gioco base. Se proprio volessimo utilizzare un termine preciso, potremmo quasi dire che Mooncrash è una sorta di spin-off di Prey.
Disponibile su Playstation 4 (la versione da noi testata), Xbox one e PC, in Mooncrash la base lunare segreta della famigerata TranStar ha interrotto le comunicazioni poco dopo gli eventi vissuti dai giocatori che hanno completato Prey. Peter, un hacker a bordo di un satellite spia incaricato di intercettare le comunicazioni della TranStar, deve scoprire cosa sia successo. Vincolato da un contratto con la KASMA Corp, l’unica speranza per l’hacher per rivedere la sua famiglia è svelare i segreti della base lunare.
Nell’incipit dunque Peter indossa un caschetto stile realtà virtuale e dalla raccolta delle registrazioni potrà rivivere in prima persona quanto accaduto sulla Luna agli ultimi 5 sopravvissuti della base. L’inizio del gioco ci vede con poca attrezzatura disponibile ed un’alta probabilità di morire rapidamente. Pian pianino però ad ogni “restart” tutto sarà più semplice anche perché parametri e abilità dei nostri alter ego potranno migliorare anche se al contempo, “randomicamente” aumenteranno anche il numero di ostacoli organici o meccanici che si metteranno fra noi e la fuga dalla base lunare.
Il gameplay di Mooncrash comunque non si discosta quasi affatto da Prey ed anche qui il numero di proiettili sarà sempre eccessivamente ridotto con le ovvie ripercussioni sul gameplay. Il level design non arriva ai fasti del gioco base ma pensando alla struttura che si ripete, dobbiamo ammettere che difficilmente ci si annoia e si percepisce la pesantezza del rivedere lo stesso scenario di gioco.

Ci siamo lasciati per ultimi gli aspetti che invece non ci sono piaciuti particolarmente di Prey. Oltre a dei caricamenti al di sopra della media che per la natura di Mooncrash risultano penalizzare maggiormente l’esperienza di gioco, la realizzazione visiva, così come il gioco base, non riesce ad arrivare alle stesse vette qualitative riscontrate negli altri parametri.
Sia chiaro: Prey non ha problemi di bug, di fluidità (fissata a 30 fotogrammi al secondo) e non è un titolo brutto da vedere ma è fuori discussione che il dettaglio generale e dei vari effetti grafici è piuttosto lontano dalle vette raggiunte dalle ultime produzioni PC – Console.

IN CONCLUSIONE
Prey: Mooncrash è una riuscitissima variazione sul tema del gioco base, capace di convincere nella sua particolare struttura, ripetitiva soltanto nella sua essenza ma non in fatto di piacevolezza per il giocatore. Un peccato che anche questo DLC – spin off non abbia risolto il problema dei caricamenti ben al di sopra della media e che per il tipo di esperienza proposta, risultano ancora più fastidiosi. Se comunque avete amato il gioco base, armatevi soltanto di un po’ di pazienza e non perdetevi l’esperienza proposta da Mooncrash.
VOTO: 8
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