Ratatan Recensione. Ci sono giochi che cercano di conquistare attraverso la spettacolarità, altri che puntano tutto sulla profondità e poi ci sono quelli che riescono a distinguersi grazie a un’idea capace di farci sorridere fin dai primi minuti. Ratatan appartiene decisamente a quest’ultima categoria. Dopo averlo provato durante l’Early Access, torniamo nel coloratissimo mondo creato da Ratata Arts per valutare il risultato raggiunto con la versione completa. Il progetto nasce da una formula che richiama inevitabilmente Patapon, ma prova a costruire una propria identità attraverso combattimenti ritmici, elementi roguelite, personaggi eccentrici e battaglie nelle quali bisogna imparare a gestire contemporaneamente più situazioni.
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La domanda da cui vogliamo partire è semplice: quanto è cresciuto Ratatan rispetto alla sua prima incarnazione e, soprattutto, siamo davanti a un gioco capace di mantenere viva la voglia di affrontare una spedizione dopo l’altra? La risposta è positiva, ma con alcune riserve. La sua formula possiede un fascino particolare, la musica rappresenta una componente fondamentale dell’esperienza e il sistema di progressione offre motivazioni per tornare in battaglia. Tuttavia, la ripetitività di alcune situazioni e la necessità di gestire tante informazioni contemporaneamente impediscono al gioco di raggiungere risultati ancora più convincenti.
Ratatan è un’esperienza che ci diverte e che dimostra personalità, ma che non riesce sempre a trasformare tutte le sue buone idee in un insieme perfettamente equilibrato. Ecco la nostra recensione della versione completa.
Da Early Access alla versione completa: il viaggio di Ratatan
Quando abbiamo provato Ratatan durante l’accesso anticipato, avevamo davanti un progetto interessante, con una formula riconoscibile e un potenziale ancora da sviluppare. La sensazione era quella di trovarsi di fronte a una buona base sulla quale costruire un’esperienza più ampia, soprattutto per quanto riguardava la varietà delle situazioni, la progressione e la possibilità di rendere ogni partita sufficientemente diversa dalla precedente.
La versione completa ci permette di considerare Ratatan in una prospettiva differente. Non dobbiamo più fermarci a ciò che potrebbe diventare, ma possiamo giudicare l’esperienza nel suo insieme, prendendo in considerazione il modo in cui le sue diverse componenti lavorano insieme.
Il gioco mantiene al centro la combinazione tra ritmo, combattimento e strategia, arricchita da una struttura roguelite che ci spinge a ripetere le spedizioni, raccogliere risorse e migliorare progressivamente le nostre possibilità. Non è una semplice riproposizione delle meccaniche di Patapon con una nuova veste grafica: gli sviluppatori hanno scelto di ampliare la formula, introducendo il controllo diretto del protagonista e una gestione più articolata delle battaglie.
Il risultato è un titolo che ha una propria identità, anche se non tutte le modifiche introdotte contribuiscono a migliorare l’esperienza nella stessa misura. Ratatan è più movimentato, più affollato e decisamente più impegnativo da gestire rispetto a un rhythm game tradizionale. Una scelta che regala momenti divertenti, ma che porta con sé anche qualche problema di leggibilità e immediatezza.
Ratatan e Patapon: un legame evidente, ma non basta la nostalgia
Il paragone con Patapon è inevitabile. Chi ha conosciuto la storica serie PlayStation ritroverà immediatamente una filosofia di gioco nella quale la musica non rappresenta un semplice accompagnamento, ma diventa uno strumento essenziale per comandare le proprie unità.
Anche in Ratatan il ritmo è il linguaggio attraverso cui impartiamo gli ordini. Dobbiamo seguire le battute, scegliere le sequenze corrette e coordinare le azioni dei nostri alleati per ottenere risultati migliori durante gli scontri. La soddisfazione nasce proprio quando riusciamo a entrare nel meccanismo, eseguendo i comandi con naturalezza e trasformando una serie di input ritmici in una strategia efficace.
Le somiglianze, però, non devono farci pensare a un’esperienza identica. Ratatan introduce una struttura più vicina ai roguelite contemporanei, una progressione costruita attraverso spedizioni e potenziamenti e la possibilità di controllare direttamente il personaggio principale sul campo di battaglia.
Il richiamo a Patapon funziona come punto di partenza, ma Ratatan cerca di andare oltre il semplice effetto nostalgia. È una decisione condivisibile, perché permette al progetto di svilupparsi in maniera autonoma invece di vivere esclusivamente dei ricordi legati a una serie amata da tanti giocatori.
Questo cambiamento, tuttavia, richiede un prezzo. La semplicità con cui si poteva entrare nel ritmo dei combattimenti di Patapon lascia spazio a una gestione più complessa, nella quale dobbiamo prestare attenzione al nostro Ratatan, ai Cobun, agli attacchi avversari e alle sequenze musicali.
Chi cerca una riproposizione fedele del classico PlayStation potrebbe quindi rimanere spiazzato. Chi, invece, è disposto ad accettare una reinterpretazione più moderna troverà in Ratatan una proposta interessante, capace di distinguersi da molti altri titoli indipendenti.
Il gameplay: comandare un esercito seguendo la musica
Il cuore dell’esperienza è rappresentato dal sistema di combattimento ritmico. Durante le battaglie guidiamo i Cobun, le creature che compongono il nostro esercito, impartendo ordini attraverso sequenze di pulsanti da eseguire a tempo. Attaccare, difendersi, avanzare e sfruttare le possibilità della squadra richiede attenzione, coordinazione e una buona capacità di riconoscere il ritmo.
Nelle prime fasi bisogna prendere confidenza con le meccaniche e imparare a distinguere le diverse situazioni. Una volta assimilati i comandi, però, Ratatan riesce a restituire quella particolare soddisfazione che deriva dal vedere un’intera squadra reagire in maniera coordinata alle nostre indicazioni.
Il sistema non si limita a premiare la velocità con cui premiamo i pulsanti. Dobbiamo capire quando conviene attaccare, quando è meglio proteggere le nostre unità e come sfruttare le abilità disponibili per affrontare i nemici più impegnativi.
A rendere tutto più interessante è la presenza del Ratatan controllato direttamente dal giocatore. Il protagonista può muoversi sul campo di battaglia e deve evitare gli attacchi avversari, mentre il resto dell’esercito continua a dipendere dai nostri comandi musicali.
È qui che Ratatan mostra la propria idea più interessante: dobbiamo ragionare come uno stratega, ma reagire anche come in un gioco d’azione. Non possiamo limitarci a impartire ordini e osservare passivamente il risultato, perché la nostra posizione e la capacità di evitare i pericoli possono fare la differenza tra una spedizione riuscita e una sconfitta.
Il problema è che questa doppia gestione non sempre risulta naturale. Mentre cerchiamo di mantenere il ritmo, dobbiamo osservare gli attacchi in arrivo e decidere come muoverci. Nelle situazioni più concitate, il rischio è quello di perdere il controllo di una delle due componenti, commettendo errori che non dipendono necessariamente da una strategia sbagliata, ma dalla quantità di informazioni da elaborare nello stesso momento.
Non è un difetto che annulla la validità del sistema, ma è un aspetto che limita l’accessibilità del gioco. Serve pratica e bisogna accettare una curva di apprendimento non sempre immediata. Quando tutto funziona, però, Ratatan riesce a offrire battaglie dinamiche e gratificanti.

Combattimenti spettacolari, ma a volte troppo caotici
Una delle caratteristiche più evidenti di Ratatan è la quantità di elementi che possono entrare contemporaneamente in gioco. Sullo schermo si muovono numerosi personaggi, si susseguono gli attacchi e gli effetti delle abilità contribuiscono a rendere le battaglie visivamente movimentate.
Questa abbondanza è parte del fascino della produzione. Vedere il nostro esercito affrontare gruppi di avversari, mentre cerchiamo di mantenere la coordinazione tra ordini e movimenti, trasmette una sensazione di partecipazione che difficilmente si ritrova in un rhythm game più tradizionale.
Quando le situazioni si fanno particolarmente affollate, tuttavia, l’effetto può diventare controproducente. Gli elementi visivi si sovrappongono, individuare tutti i pericoli non è sempre semplice e mantenere contemporaneamente l’attenzione sul ritmo e sulla posizione del protagonista può trasformarsi in un esercizio di concentrazione impegnativo.
La difficoltà dovrebbe derivare soprattutto dalla capacità di leggere il combattimento e prendere le decisioni giuste, non dalla fatica di distinguere ciò che accade sullo schermo. Ratatan non supera sempre questa linea di confine e alcune battaglie risultano più confuse di quanto vorremmo.
È un peccato, perché il sistema possiede basi solide e la necessità di coordinare più elementi avrebbe potuto diventare un punto di forza ancora maggiore con una leggibilità più costante.
La sensazione complessiva resta comunque positiva. Una volta acquisita una certa familiarità con le meccaniche, impariamo a riconoscere meglio le situazioni pericolose e a reagire con maggiore sicurezza. Non scompare ogni difficoltà, ma aumenta la soddisfazione nel riuscire a gestire gli scontri più impegnativi.
Ratatan è un roguelite: la voglia di ripartire conta davvero
La struttura roguelite rappresenta una delle differenze più importanti rispetto al modello al quale il gioco si ispira. Le nostre spedizioni si sviluppano attraverso diversi livelli, incontri e scontri con i boss. Durante il percorso possiamo ottenere risorse e bonus che influenzano le possibilità a nostra disposizione.
Una parte dei potenziamenti è legata alla singola partita, mentre altre risorse possono essere utilizzate per migliorare progressivamente il nostro personaggio e la squadra. Questo meccanismo crea un ciclo di gioco nel quale ogni tentativo contribuisce, almeno in parte, a prepararci per quello successivo.
La possibilità di trovare potenziamenti differenti e costruire combinazioni diverse aggiunge una componente di sperimentazione. Possiamo cercare soluzioni più adatte al nostro stile, provare nuove configurazioni e capire quali sinergie funzionano meglio contro determinati avversari.
È una struttura che si integra bene con il sistema di combattimento, perché ci spinge a non affrontare ogni spedizione esattamente nello stesso modo. Il piacere non deriva soltanto dal superare un livello, ma anche dal capire come sfruttare ciò che abbiamo trovato durante il percorso.
La progressione è una delle ragioni per cui Ratatan riesce a mantenere vivo il nostro interesse anche dopo le prime ore. La sconfitta non rappresenta necessariamente una perdita di tempo, perché può diventare l’occasione per migliorare l’equipaggiamento e affrontare la spedizione successiva con maggiori possibilità.
Il limite emerge quando la voglia di sperimentare lascia spazio alla sensazione di ripetere passaggi già affrontati. La struttura a spedizioni è efficace, ma ha bisogno di una varietà sufficiente per evitare che il percorso diventi prevedibile. Non tutte le combinazioni di nemici e situazioni riescono a offrire lo stesso livello di interesse e, dopo diverse partite, alcune dinamiche cominciano a mostrare i propri limiti.
Personaggi, Cobun e potenziamenti: sperimentare è parte del divertimento
Ratatan non ci mette a disposizione soltanto un protagonista e un esercito sempre uguale. La scelta del Ratatan e la composizione della squadra contribuiscono a definire il nostro approccio alle battaglie, introducendo differenze che vale la pena conoscere e sfruttare.
I diversi personaggi presentano caratteristiche e abilità specifiche, mentre i Cobun possono essere sviluppati attraverso equipaggiamenti e armi. Le possibilità di personalizzazione permettono di costruire configurazioni più adatte alle proprie preferenze e di intervenire sulla preparazione in vista delle sfide successive.
A questo si aggiungono i bonus raccolti durante le spedizioni, che possono modificare temporaneamente le nostre capacità e aprire la strada a combinazioni particolarmente efficaci. Una scelta può valorizzare determinate abilità, mentre un’altra può suggerire un approccio differente alla gestione degli scontri.
Questa componente offre una discreta profondità e rappresenta uno dei motivi per cui vale la pena dedicare tempo alla comprensione dei sistemi di gioco. Non si tratta soltanto di premere i pulsanti a tempo: la preparazione e la capacità di costruire una squadra funzionale hanno un peso concreto.
La soddisfazione maggiore arriva quando riusciamo a trovare una combinazione capace di valorizzare il nostro stile di gioco. In quei momenti Ratatan dimostra di avere più sostanza di quanto possa sembrare a un primo sguardo.
Non tutte le possibilità di personalizzazione, però, si traducono necessariamente in una varietà altrettanto evidente durante le battaglie. Alcune configurazioni risultano più convincenti di altre e il rischio è che, una volta trovata una soluzione efficace, venga meno la motivazione a sperimentare ulteriormente.
Avremmo apprezzato una differenziazione ancora più marcata tra alcune situazioni di gioco, così da rendere ogni scelta strategica maggiormente significativa e ridurre la sensazione di affrontare le spedizioni con una formula ormai consolidata.

Ratatan Recensione – La musica è protagonista, non un semplice accompagnamento
In un gioco costruito intorno al ritmo, la colonna sonora non può essere considerata un elemento secondario. Ratatan lo dimostra con brani vivaci, melodie riconoscibili e un accompagnamento che contribuisce a dare energia alle battaglie.
La musica guida le nostre azioni e accompagna la progressione degli scontri. Quando riusciamo a eseguire correttamente le sequenze e a mantenere una buona coordinazione, il ritmo diventa parte integrante della soddisfazione che proviamo nel controllare la squadra.
Il lavoro sonoro contribuisce anche a definire la personalità dei personaggi e a rendere più riconoscibile l’universo di gioco. Le creature hanno un carattere eccentrico, l’atmosfera è leggera e la componente musicale aiuta a tenere insieme le diverse parti dell’esperienza.
È proprio attraverso la musica che Ratatan riesce a distinguersi maggiormente e a ricordarci perché questo genere di meccaniche abbia ancora qualcosa di speciale da offrire.
La colonna sonora non risolve i problemi di leggibilità e di gestione dei comandi, ma rafforza il legame tra le azioni del giocatore e ciò che accade sullo schermo. Quando entriamo nel flusso della battaglia, il gioco riesce a trasmettere una piacevole sensazione di continuità tra ritmo, strategia e movimento.
Per gli appassionati di giochi musicali, questo è senza dubbio uno degli aspetti più convincenti della produzione.
Ratatan Recensione – Direzione artistica: un mondo colorato e pieno di personalità
Ratatan adotta uno stile visivo vivace, con personaggi caricaturali, creature riconoscibili e ambientazioni che contribuiscono a rendere l’esperienza immediatamente identificabile. La scelta di un’estetica colorata si adatta perfettamente al tono del gioco e alla natura quasi coreografica delle battaglie.
I protagonisti e i loro alleati possiedono un aspetto eccentrico che contribuisce a dare carattere all’universo narrativo. Anche i nemici partecipano a questa identità visiva, mentre l’insieme costruisce un mondo che non cerca il realismo, ma punta sulla leggibilità dei personaggi e sull’impatto delle situazioni.
La direzione artistica è uno degli elementi che ci hanno convinto maggiormente. Ratatan non ha bisogno di puntare su una rappresentazione realistica per risultare piacevole da guardare: il suo fascino deriva dalla coerenza dello stile e dalla capacità di dare personalità a ciò che vediamo.
C’è però una contraddizione interessante. La ricchezza visiva rende le battaglie più spettacolari, ma può anche contribuire alla confusione nei momenti in cui troppi effetti e personaggi occupano contemporaneamente lo schermo.
Il problema non è avere tanti elementi visivi, ma riuscire a farli convivere senza compromettere la comprensione dell’azione. È un aspetto sul quale avremmo voluto una maggiore attenzione, soprattutto nelle situazioni più movimentate.
Nel complesso, comunque, il comparto artistico rimane uno dei punti di forza del gioco e contribuisce in maniera significativa alla sua identità.
Ratatan Recensione – Longevità e contenuti: c’è spazio per tornare a giocare
La struttura roguelite invita naturalmente a ripetere le spedizioni, migliorare il proprio equipaggiamento e sperimentare configurazioni differenti. La progressione tra una partita e l’altra fornisce una motivazione concreta per tornare in gioco, soprattutto quando abbiamo ancora potenziamenti da sbloccare o combinazioni da provare.
La presenza di personaggi differenti, equipaggiamenti e bonus contribuisce ad ampliare le possibilità. Anche dopo aver acquisito familiarità con le meccaniche di base, possiamo continuare a intervenire sulla preparazione e a cercare soluzioni più efficaci.
La versione completa rappresenta il momento giusto per valutare il gioco come un’esperienza complessiva, anziché come una semplice promessa. Il suo valore dipende anche dalla disponibilità del giocatore a entrare nel ciclo delle spedizioni e ad accettare che una parte del divertimento nasca proprio dalla ripetizione e dal miglioramento graduale.
Non tutti, però, apprezzeranno questo approccio. Chi cerca un’avventura costruita intorno a una successione di livelli molto diversi tra loro potrebbe trovare la struttura meno varia di quanto desiderato. Alcune situazioni tendono a ripresentarsi e la progressione non sempre basta a rendere ogni nuova partita realmente sorprendente.
La possibilità di affrontare il gioco in cooperativa online fino a quattro giocatori amplia inoltre le opportunità di divertirsi insieme ad altre persone, aggiungendo una dimensione sociale a un’esperienza già ricca di elementi da gestire. È una caratteristica che può risultare particolarmente interessante per chi ama condividere le sfide con gli amici.
Ratatan ha contenuti e meccaniche sufficienti per offrire diverse ore di gioco, ma la varietà delle situazioni resta fondamentale per mantenere alta la motivazione nel lungo periodo.
Le criticità: cosa ci convince meno di Ratatan
Arrivati a questo punto, è giusto soffermarci sugli aspetti che impediscono a Ratatan di ottenere una valutazione ancora più alta. Il gioco possiede una formula originale e una personalità evidente, ma non tutte le sue componenti raggiungono lo stesso livello qualitativo.
La prima criticità riguarda la gestione simultanea delle azioni. Comandare i Cobun a tempo e muovere direttamente il protagonista richiede una buona dose di concentrazione. È una scelta che rende l’esperienza più dinamica, ma che in alcuni momenti finisce per complicare eccessivamente il controllo.
La seconda riguarda la leggibilità degli scontri. Quando lo schermo si riempie di nemici, effetti e attacchi, individuare con precisione ogni pericolo può diventare difficile. In un gioco nel quale la tempestività delle reazioni è fondamentale, questo limite pesa più di quanto dovrebbe.
C’è poi la ripetitività. La struttura roguelite funziona e offre una buona motivazione per tornare a giocare, ma non tutte le spedizioni riescono a distinguersi abbastanza dalle precedenti. La sensazione di crescita è presente, tuttavia avrebbe potuto essere accompagnata da una maggiore varietà delle situazioni e da una differenziazione più netta tra le sfide.
Infine, la curva di apprendimento non è sempre immediata. Ratatan richiede pazienza e disponibilità a comprendere le sue meccaniche prima di riuscire a sfruttarle al meglio. Per alcuni giocatori sarà una componente gratificante, per altri potrebbe diventare un ostacolo.
Ratatan Recensione – perchè non è perfetto?
- Gestire contemporaneamente ritmo, esercito e movimento del protagonista può risultare complicato.
- Alcune battaglie diventano troppo caotiche e non sempre è facile leggere l’azione.
- La ripetitività di determinate situazioni si fa sentire dopo diverse spedizioni.
- La varietà delle sfide non sempre riesce a sostenere la qualità delle idee di partenza.
- Serve un po’ di pratica prima di riuscire a sfruttare pienamente tutte le meccaniche.
Sono limiti che meritano di essere considerati, ma non cancellano i risultati positivi raggiunti. Ratatan rimane un progetto con una propria identità, capace di proporre una combinazione di meccaniche che non si incontra frequentemente nel panorama indipendente.
Ratatan Recensione – vale la pena? Il nostro giudizio
Dopo aver seguito il progetto durante l’Early Access e averlo valutato nella sua versione completa, possiamo dire che Ratatan è riuscito a trasformare una buona intuizione in un’esperienza concreta, riconoscibile e capace di divertire.
Il legame con Patapon rappresenta un punto di partenza efficace, ma il gioco cerca una strada autonoma attraverso la struttura roguelite, il controllo diretto del protagonista e la possibilità di costruire strategie differenti. La musica è coinvolgente, la direzione artistica possiede una personalità evidente e il sistema di progressione offre motivazioni per continuare a giocare.
Non tutto, però, funziona allo stesso modo. La gestione contemporanea delle diverse azioni può diventare impegnativa, alcune battaglie sono eccessivamente confuse e la ripetitività emerge quando la struttura comincia a mostrare le proprie regole. Sono difetti che non impediscono di divertirsi, ma che limitano il potenziale complessivo della produzione.
Il nostro giudizio è positivo perché Ratatan riesce a distinguersi e a offrire un’esperienza con un carattere ben definito, senza affidarsi soltanto alla nostalgia. Avremmo voluto una maggiore pulizia nella gestione dei combattimenti e una varietà più costante, ma le sue qualità sono sufficienti per consigliarlo a chi ama i giochi ritmici e non disdegna una componente strategica e roguelite.
Il voto di 7,5/10 rappresenta quindi un giudizio favorevole, ma non incondizionato. Ratatan è un gioco divertente, originale e ricco di buone intuizioni, che avrebbe potuto raggiungere risultati ancora migliori con un sistema di controllo più immediato e una gestione più efficace delle situazioni più caotiche.
Ratatan Recensione – IN CONCLUSIONE
Ratatan è un’esperienza originale e divertente che riprende lo spirito dei giochi ritmici strategici e lo combina con una struttura roguelite capace di offrire progressione, sperimentazione e battaglie movimentate.
La musica è uno dei suoi punti di forza, la direzione artistica trasmette personalità e il sistema di crescita dei personaggi e dei Cobun offre buone ragioni per affrontare nuove spedizioni. Il risultato è un gioco che riesce a ritagliarsi uno spazio tutto suo, senza limitarsi a vivere del confronto con Patapon.
Le criticità, però, sono evidenti. Gestire contemporaneamente gli ordini ritmici e il movimento del protagonista richiede concentrazione, alcuni combattimenti diventano troppo confusi e la ripetitività delle situazioni può ridurre il desiderio di continuare dopo diverse ore.
Un gioco dal grande carattere, con una formula divertente e una colonna sonora coinvolgente, che avrebbe meritato una maggiore pulizia nei combattimenti e più varietà nel lungo periodo.
Il bilancio finale resta positivo. Ratatan riesce a divertire, ha una propria identità e dimostra che la combinazione tra musica, strategia e progressione può ancora offrire esperienze interessanti. Non è un capolavoro e non raggiunge sempre il livello delle sue intuizioni migliori, ma è una proposta che consigliamo agli appassionati del genere.
Il nostro voto è 7,5/10: Ratatan è un’avventura ritmica originale e piena di personalità, consigliata a chi cerca un gioco diverso dal solito ed è disposto a convivere con qualche limite.
Ratatan Recensione – VOTO: 7,5
Un gioco ritmico originale, colorato e divertente. Ratatan unisce comandi musicali, strategia, combattimenti dinamici e progressione roguelite, valorizzati da una colonna sonora coinvolgente e da una direzione artistica piena di personalità.
La gestione contemporanea delle azioni può risultare complicata, la confusione visiva penalizza alcuni scontri e la ripetitività si fa sentire dopo diverse spedizioni. Nonostante questi limiti, il gioco riesce a distinguersi e offre un’esperienza che merita di essere provata dagli appassionati del genere.
Ratatan Recensione – PRO e CONTRO
PRO
- Un sistema di combattimento ritmico originale e coinvolgente.
- Una colonna sonora vivace e perfettamente integrata nel gameplay.
- Direzione artistica colorata e ricca di personalità.
- Progressione roguelite che incentiva a migliorare e sperimentare.
- Personaggi, Cobun ed equipaggiamenti che offrono possibilità strategiche.
- Un’identità autonoma che va oltre il richiamo a Patapon.
- Possibilità di affrontare le battaglie in cooperativa online.
CONTRO
- Gestire ritmo, movimento e comandi può risultare impegnativo.
- Alcuni combattimenti diventano confusi e difficili da leggere.
- La ripetitività emerge dopo diverse spedizioni.
- La varietà delle situazioni non è sempre sufficiente.
- La curva di apprendimento può scoraggiare i meno pazienti.
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