Dieci anni. Tanto abbiamo dovuto aspettare per rivedere Snoopy e la banda dei Peanuts in un videogioco dopo Peanuts: La Grande Avventura di Snoopy, uscito nel 2015. Oggi, con Snoopy & The Great Mystery Club, il bracchetto più famoso del mondo torna a esplorare, correre, annusare tracce e – come sempre – farci sorridere. Eppure, fin dalle prime schermate, si avverte una sensazione particolare: quella di trovarsi davanti a un titolo che non vuole solo divertire, ma anche evocare, con garbo e semplicità, un mondo che appartiene all’infanzia collettiva di generazioni.

E qui bisogna essere sinceri: sarà davvero difficile essere imparziali. Chi scrive questa recensione ritiene infatti che Charles M. Schulz sia stato uno dei più grandi uomini che questo pianeta abbia mai avuto la fortuna di conoscere. I suoi Peanuts sono un concentrato di genialità, originalità, humour, filosofia e tenerezza come raramente si è visto in qualsiasi altra opera umana. La sua capacità di rendere universali le fragilità, i dubbi, la malinconia e le speranze dell’essere umano attraverso i pensieri di bambini e animali parlanti è qualcosa di irripetibile. Schulz avrebbe meritato un Nobel, e forse anche qualcosa di più: un riconoscimento non solo per l’artista, ma per l’anima luminosa che ha saputo mostrare attraverso la semplicità.

Un ritorno pensato per i più piccoli

Tornando con i piedi per terra e pad alla mano, Snoopy & The Great Mystery Club è un videogioco chiaramente pensato per un pubblico giovane. Si tratta di un’avventura leggera, dal ritmo pacato, in cui si alternano momenti di esplorazione, piccoli enigmi da risolvere e minigiochi che mettono alla prova l’osservazione e la curiosità del giocatore. Non c’è violenza, non ci sono timer stressanti, né difficoltà insormontabili. Tutto è costruito per offrire un’esperienza rilassante e accessibile, proprio come ci si aspetterebbe da un titolo legato a Snoopy e ai suoi amici.

Il mix funziona, anche se manca un pizzico di cura in più. Alcune sezioni esplorative, ad esempio, lasciano un po’ l’amaro in bocca: capita spesso di avvicinarsi a un’area interessante per poi leggere un secco “qui non c’è nulla”. È un peccato, perché con un minimo di sforzo creativo in più il gioco avrebbe potuto diventare una vera e propria lettera d’amore all’universo dei Peanuts. L’impressione è che gli sviluppatori abbiano preferito la sicurezza alla sorpresa, rinunciando a dare profondità a un mondo che, invece, per sua natura trabocca di meraviglia e ironia.

Un’avventura semplice ma genuina

Il cuore del gameplay è costituito da una serie di missioni che portano Snoopy e Woodstock a investigare misteri di piccola scala: oggetti scomparsi, amici in difficoltà, piccoli malintesi da chiarire. Tutto avviene in un contesto sereno e colorato, perfetto per i bambini, ma che può comunque strappare più di un sorriso anche agli adulti.

I minigiochi sono vari e ben integrati: si va dalle sezioni sportive a momenti in cui occorre osservare dettagli e collegare indizi. Nulla di particolarmente complesso, ma sempre coerente con l’atmosfera generale. L’avventura è accompagnata da un sistema di progressione lineare ma piacevole, che invoglia a completare le missioni senza mai annoiare del tutto.

Certo, i giocatori più esperti troveranno ben poco che possa metterli alla prova. Il livello di sfida è minimo, e la ripetitività si fa sentire dopo qualche ora. Tuttavia, per il target cui si rivolge – bambini e famiglie in cerca di un’esperienza rilassante e priva di stress – la formula funziona.

Fedeltà e infedeltà a Schulz

Uno degli aspetti più interessanti da analizzare è quanto il gioco riesca a rispettare l’eredità dei Peanuts. E qui il discorso si fa complesso. Da un lato, Snoopy & The Great Mystery Club riesce in modo brillante a catturare lo spirito, i toni e il linguaggio delle strisce di Schulz. Le citazioni abbondano, e non mancano riferimenti sottili che solo i fan più attenti sapranno cogliere. Alcune battute di Linus o Lucy, ad esempio, sembrano uscite direttamente da una vignetta del fumetto, e il gioco fa spesso l’occhiolino a chi conosce bene l’universo di Schulz.

Dall’altro lato, però, non mancano stonature. Vedere ad esempio Charlie Brown riuscire finalmente a fare strike a Piperita Patty può sembrare un gesto di riscatto simpatico per chi guarda con occhi moderni, ma per i veri appassionati è quasi un’eresia. Charlie Brown non vince. Non ce la fa. E proprio per questo lo amiamo: perché in lui si riflette la nostra vulnerabilità, la nostra eterna speranza di riuscire, anche quando sappiamo di non potercela fare. Alterare quella dinamica toglie un po’ di poesia al personaggio, trasformando la sua dolce tragicità in un lieto fine che stona con la filosofia di fondo dei Peanuts.

Aspetto tecnico e direzione artistica

Sul fronte audiovisivo, Snoopy & The Great Mystery Club si comporta bene, senza però stupire. La direzione artistica è coerente con lo stile classico dei Peanuts: colori pastello, linee morbide, scenari semplici ma accoglienti. I personaggi sono perfettamente riconoscibili, e Snoopy, in particolare, risulta irresistibile nelle sue espressioni e movenze, anche se le animazioni avrebbero potuto essere più curate e fluide.

Snoopy

Dove invece il titolo convince pienamente è nel comparto sonoro. Le musiche di sottofondo, ispirate ai temi storici dei lungometraggi di Snoopy, sono un omaggio sincero e riuscito. C’è quella dolce malinconia jazzata che ha reso indimenticabili le colonne sonore dei cartoni anni Settanta, e che qui torna a scaldare il cuore. I dialoghi, doppiati in inglese, sono perfettamente calati nel tono dell’opera, mentre i sottotitoli in italiano risultano ben tradotti e rispettosi dello spirito originale.

Un gioco che riscalda, ma non accende, nonostante Snoopy!

Dopo una decina d’ore di gioco, Snoopy & The Great Mystery Club lascia una sensazione contrastante. Da un lato, la felicità di rivedere Snoopy e i suoi amici su console dopo tanto tempo. Dall’altro, la consapevolezza che si poteva fare di più. Il gioco è piacevole, gentile, educativo, ma manca di quella scintilla di creatività che avrebbe potuto trasformarlo da buon prodotto per bambini a omaggio indimenticabile per i fan di tutte le età.

È un peccato soprattutto perché i Peanuts non sono “solo per bambini”. Non lo sono mai stati. Dietro il sorriso di Snoopy, le crisi di Charlie Brown, le riflessioni di Linus e le pretese di Lucy si nasconde un intero universo di emozioni adulte, di filosofia quotidiana, di ironia sul vivere. Limitare tutto questo a un pubblico giovanissimo significa ridurre la portata di un’opera che, invece, parla a chiunque.

Snoopy

Snoopy & The Great Mystery Club Recensione – IN CONCLUSIONE

Dopo dieci anni di attesa, Snoopy & The Great Mystery Club non riesce a essere il grande ritorno che molti fan speravano, ma resta comunque un titolo sincero, gradevole e rispettoso dell’eredità di Schulz. Nonostante qualche scelta discutibile e un livello di difficoltà troppo basso, il gioco ha il merito di riportare Snoopy e i suoi amici sul palcoscenico videoludico, con un’avventura accessibile, tenera e mai volgare. Forse le aspettative erano troppo alte, o forse era inevitabile che un’opera così legata all’infanzia suscitasse sentimenti contrastanti. In ogni caso, il risultato finale è un prodotto onesto, ben confezionato, ma non memorabile. Un ritorno gradito, affettuoso e rassicurante, ma che lascia il desiderio di qualcosa di più profondo – come un ultimo sguardo malinconico di Charlie Brown verso il cielo, aspettando che Snoopy torni a volare sulla sua cuccia.

Snoopy & The Great Mystery Club Recensione – VOTO: 7.5