Song in The Smoke per Playstation VR (la versione da noi testata) e Oculus Quest propone in realtà virtuale un’esperienza di gioco survival. Scopriamo dunque più da vicino la produzione dei programmatori di 17-BIT.

Song in the Smoke, disponibile negli store digitali al prezzo di 29.99 euro, immerge letteralmente in un’esperienza di realtà virtuale, i giocatori in un misterioso mondo preistorico e pieno di creature insolite, in cui dovranno creare oggetti, esplorare, cacciare e lottare per cercare di sopravvivere.

Risvegliati da un corvo a tre teste ai margini di una foresta, i giocatori di SitS esploreranno un mondo tanto vario quanto affascinante, spostandosi tra otto scenari diversi:
da foreste lussureggianti ad antiche vallate fino a vette innevate, dovremo cercare di sopravvivere raccogliendo materiali per creare strumenti, armi, abiti, farmaci e ripari. Che sia con la clava o con l’arco, dovremo difenderci da creature insolite (boss di fine livello compresi) e affrontare gli elementi, diventando il superpredatore in questo ambiente spietato.

Con la grafica creata dal famoso illustratore Katsuya Terada (The Legend of Zelda, Blood: The Last Vampire, The Monkey King), SitS dà vita a un’ambientazione selvaggia e primordiale assolutamente affascinante. In parte gioco di sopravvivenza e in parte avventura misteriosa, grazie a creature fantastiche e scenari stilizzati, SitS conferisce un tono inquietante e ultraterreno a un’esperienza ricca di azione e molto personale.

Il gioco è assolutamente equilibrato nei vari elementi proposti così come la realtà virtuale ci fa sentire davvero protagonisti di questa strana preistoria “alternativa”. Forse la componente narrativa poteva essere più approfondita ma solitamente nei survival non si presta poi così attenzione a questo aspetto.

Dal punto di vista della realizzazione visiva, come abbiamo scritto in un precedente paragrafo, c’è un tocco autoriale nell’estetica che si apprezza dall’inizio alla fine dell’esperienza. Tecnicamente non siamo certo di fronte al titolo più impegnativo di Playstation VR ma nell’insieme, salvo una fisica piuttosto approssimativa e qualche glitch che sovente si materializzerà, l’aspetto grafico si mantiene su livelli più che discreti ed eccelle per quanto riguarda le animazioni. Solo lodi infine per il sonoro, sempre puntuale e capace di vivacizzare ulteriormente l’azione su schermo.

Un ultimo plauso infine va alle possibilità di personalizzazione dei comandi. Difficilmente un utente non troverà il suo setup preferito nell’ampio arco di possibilità messe a disposizione dal gioco.

Song in the Smoke Recensione – IN CONCLUSIONE
Al netto di alcuni glitch e limitazioni in fatto di fisica e componente narrativa, SitS è una piacevole ed originalissima esperienza survival in ambito di realtà virtuale. Un titolo ricco di fascino capace di equilibrare al meglio tutte le varie componenti interattive. Nell’attesa di scoprire qualcosa di più su Playstation VR2, i possessori di PSVR così come di Oculus Quest, dovrebbe assolutamente prenderlo in considerazione visto che si tratta di una delle migliori esperienze in VR di quest’anno.

VOTO: 8.5