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Sunken Realms è uno di quei videogiochi che è difficile valutare senza considerare anche ciò che c’è dietro al progetto. Non perché il fatto che sia stato realizzato da una sola persona debba automaticamente trasformarsi in un bonus al voto, ma perché aiuta a capire la natura di un’esperienza che, per ambizioni e dimensioni, si colloca molto lontano dalle produzioni più importanti del genere.

Sviluppato da Brad Warren, sotto il nome di Magic Puncher Games, Sunken Realms è infatti un progetto realizzato da un singolo sviluppatore nel corso di diversi anni, parallelamente al suo lavoro principale. È un action RPG dungeon crawler con elementi roguelite, disponibile su PC Steam e proposto a un prezzo di lancio contenuto, pari a 16,99 euro/dollari a seconda del mercato.

Ed è proprio questa la prima cosa da chiarire: Sunken Realms è un gioco di nicchia. Non cerca di competere con i grandi Souls-like sul piano della produzione, della quantità di contenuti o della rifinitura tecnica. Il suo obiettivo è molto più semplice: prendere alcuni elementi del dungeon crawling classico, mescolarli con combattimento action, progressione, crafting e una struttura roguelite e costruire intorno a essi un’avventura compatta.

Alla ricerca di un padre scomparso

La premessa è semplice. Il protagonista, Alric, scende nelle rovine di Aedaria alla ricerca del padre, scomparso anni prima.

Il grosso dell’esperienza si svolge naturalmente nei dungeon, dove bisogna combattere, esplorare, raccogliere materiali, trovare equipaggiamento e scendere progressivamente verso livelli sempre più profondi.

La struttura dei dungeon è uno degli aspetti più interessanti del gioco. Le stanze sono realizzate manualmente, ma vengono ricomposte proceduralmente nelle diverse discese. L’idea è quindi quella di cercare un compromesso tra contenuti costruiti a mano e una certa varietà nella disposizione degli ambienti.

Non sempre il sistema funziona alla perfezione, ma l’idea alla base è interessante e contribuisce a dare al gioco quella sensazione da vecchio dungeon crawler che rappresenta probabilmente uno dei suoi elementi più caratteristici.

Un ritorno a un’altra epoca

Ed è proprio qui che Sunken Realms può trovare il suo pubblico.

Il gioco sembra quasi voler recuperare una concezione più vecchia del gioco di ruolo occidentale: meno mondo aperto, meno attività secondarie, meno sistemi sovrapposti e una maggiore concentrazione sull’esplorazione del dungeon.

Tra una spedizione e l’altra si torna al campo, dove è possibile occuparsi dell’equipaggiamento, preparare oggetti, cucinare, creare pozioni e migliorare il personaggio. Ci sono inoltre momenti narrativi legati alle conversazioni che si svolgono al campo.

È una struttura semplice, ma funziona abbastanza bene nel dare un ritmo all’avventura: si scende, si esplora, si combatte, si raccolgono risorse e poi si torna indietro per prepararsi alla spedizione successiva.

Non aspettatevi però una quantità di contenuti paragonabile a quella delle produzioni più grandi. Ed è probabilmente questo il limite strutturale più evidente del progetto. Un dungeon crawler vive molto sulla varietà di ambienti, nemici e situazioni e, inevitabilmente, un singolo sviluppatore non può competere sotto questo aspetto con team composti da decine o centinaia di persone.

Sunken Realms

Combattimento: luci e ombre

Il sistema di combattimento combina attacchi ravvicinati, armi a distanza e magie.

Il problema è che qui emergono alcune delle imperfezioni più evidenti di Sunken Realms. Il combattimento non è sempre preciso e alcune meccaniche, come il lock-on, possono risultare poco affidabili. Anche la gestione dei controlli e alcuni elementi dell’interfaccia non raggiungono il livello di immediatezza che ci si aspetterebbe oggi da un action RPG. La recensione di The Wand Report sottolinea proprio diversi problemi di questo tipo, compresi input poco intuitivi, comportamenti anomali del lock-on e situazioni in cui la generazione procedurale può rendere meno chiara la progressione.

Sono difetti reali e sarebbe sbagliato ignorarli.

Allo stesso tempo, non credo che siano sufficienti a cancellare completamente quello che il gioco cerca di fare. Una volta accettata la natura estremamente indie del progetto, alcune imperfezioni diventano più facili da contestualizzare, anche se naturalmente non devono essere ignorate nella valutazione finale.

Sunken Realms – Atmosfera e difficoltà

L’atmosfera è probabilmente l’aspetto più controverso.

Le ambientazioni sono molto scure e vogliono trasmettere la sensazione di essere davvero dentro antiche rovine infestate da creature. In alcuni momenti l’effetto è interessante, in altri la scarsa visibilità diventa semplicemente un problema.

È anche uno dei punti sui quali le due recensioni che abbiamo preso come riferimento divergono maggiormente. InsertCoins vede nel gioco un’esperienza affascinante proprio per il suo approccio concentrato sul dungeon crawling, mentre The Wand Report ritiene che l’oscurità degli ambienti e alcune scelte di design finiscano per risultare più frustranti che coinvolgenti.

Probabilmente la verità sta nel mezzo.

Sunken Realms ha un’identità visiva e concettuale riconoscibile, ma non sempre riesce a trasformare le sue idee in un’esperienza completamente rifinita.

Sunken Realms – Il valore del progetto

Ed è qui che entra in gioco il prezzo.

Sunken Realms non è un gioco da acquistare aspettandosi la produzione di un grande Souls-like. È un piccolo progetto indipendente, realizzato da una sola persona e venduto a una cifra decisamente più contenuta rispetto alle grandi produzioni del genere. Al momento del lancio il prezzo indicato su Steam è di 16,99 dollari, con un’offerta introduttiva che lo portava a 15,29 dollari.

Questo non rende automaticamente migliori i difetti, ma cambia inevitabilmente il modo in cui si guarda al prodotto complessivo.

A quel prezzo, per un giocatore interessato specificamente ai dungeon crawler, agli action RPG e alle esperienze indipendenti, Sunken Realms può rappresentare una proposta interessante. Per chi invece cerca un combattimento estremamente preciso, una grande varietà di ambientazioni, una produzione tecnica impeccabile e una quantità enorme di contenuti, i limiti saranno molto più evidenti.

E questa distinzione è fondamentale.

Sunken Realms – Recensione: IN CONCLUSIONE

Sunken Realms è un gioco imperfetto, ma anche un gioco con una propria identità.

Non tutto funziona come dovrebbe: il combattimento può risultare poco preciso, alcune meccaniche hanno bisogno di maggiore rifinitura, la varietà non è quella delle grandi produzioni e la componente tecnica mostra chiaramente le dimensioni ridotte del progetto.

Dall’altra parte troviamo un dungeon crawler che sa cosa vuole essere. Un’avventura single-player concentrata sull’esplorazione, sulla progressione e sulla scoperta, senza cercare di trasformarsi nell’ennesimo enorme open world pieno di attività.

La sua natura di progetto sviluppato da una sola persona è importante soprattutto per capire le sue dimensioni e le sue ambizioni, non per regalargli punti. Allo stesso modo, il prezzo contenuto rende più facile accettare alcuni compromessi, soprattutto per chi appartiene al pubblico di nicchia a cui il gioco evidentemente si rivolge.

Sunken Realms non è un capolavoro e non è neppure un gioco da scartare a priori. È un piccolo dungeon crawler con buone idee, diversi problemi e un fascino particolare che potrebbe conquistare soprattutto gli appassionati del genere.

Per questo, considerando pregi, difetti, natura del progetto e prezzo, il nostro voto è:

Sunken Realms – Recensione: VOTO: 7




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