The Bridge Curse Road to Salvation Recensione del videogame horror della software house taiwanese Softstar e adattamento dell’omonimo film (che confessiamo di non aver visto) uscito nel 2020 e disponibile se lo volete recuperare anche sul catalogo “italiano” di Netflix.
Disponibile davvero su TUTTE le piattaforme attualmente su mercato (PC, Switch, Xbox e Playstation), noi abbiamo avuto modo di testare il gioco su PS5 e le riflessioni che seguono si basano su questa versione del gioco.
La storia del videogame ruota attorno a sei amici universitari che sfidano una nota leggenda urbana e finiscono per risvegliare una maledizione di cui nessuno di loro sa come liberarsi. Spetta al giocatore assumere il ruolo di questo gruppo di amici a turno e aiutarli a trovare un modo per sopravvivere durante la notte mentre sono inseguiti da un fantasma piuttosto vendicativo…
I giocatori dovranno essere furtivi per evitare il fantasma omicida che li sta inseguendo mentre mettono insieme i pezzi del mistero della maledizione e cercano un modo per uscire vivi dal campus. The Bridge Curse Road to Salvation è un mix di azione (non combattimenti visto che l’unico modo di sopravvivere allo spirito maligno è letteralmente scappare), puzzle ed esplorazione in prima persona con tanti jump scare ed emozioni forti in stile horror orientale. Di nuovo ed originale c’è poco per non dire nulla ma nell’insieme se amate il genere cinematografico e videoludico non ci sono neppure particolari criticità da segnalare se non una certa tendenza al “trial and errror” che potrebbe scoraggiare i giocatori meno pazienti.

Per quanto riguarda infine la realizzazione tecnica, il gioco è mosso dall’Unreal Engine ma si palesa in modo evidente il fatto che si tratti di una produzione indie in termini di budget a disposizione. Detto questo però il team taiwanese è da lodare per l’ottima regia tipica da horror ed anche per la cura di tanti piccoli particolari che riescono a coprire quasi del tutto una qualità tecnica meramente funzionale.
Solo lodi invece per il comporto sonoro tutto realizzato davvero con cura. E’ importante però sottolineare che il gioco non sia stato in alcun modo localizzato in italiano neppure con i sottotitoli e questo potrebbe essere un problema per chi non ha anche una minima infarinatura con l’idioma anglosassone.

The Bridge Curse Road to Salvation Recensione – IN CONCLUSIONE
Se amate gli horror di stampo orientale sia al cinema che nel gaming e non vi fate troppi problemi se l’elemento originalità non fa troppo capolino, The Bridge Curse Road to Salvation può fare davvero al caso vostro. Nel corso delle 5-6 ore che servono per arrivare a conclusione della spettrale avventura, non mancano “jump scare”, un’ottima colonna sonora e tante emozioni forti. Il prezzo ridotto con cui è disponibile solo in digitale è un altro elemento a suo favore mentre la mancata localizzazione in italiano potrebbe essere un problema per chi non ha anche una minima infarinatura con l’idioma anglosassone.
VOTO: 7.5
