The Inpatient è il primo titolo che recensiamo per Playstation VR nel nuovo anno e, nonostante alcuni limiti che metteremo in evidenza nei prossimi paragrafi, rappresenta una buona base da cui partire per le prossime esperienza della realtà virtuale di casa Sony che ci ha inviato un codice download per scaricare il gioco da Playstation Store e provarlo.
Il titolo infatti, sviluppato da Supermassive Games e spin off dell’apprezzata serie Until Dawn, propone una interazione piuttosto limitata sotto il profilo ludico ma riesce ad avvolgerci in un’atmosfera di paura letteralmente fenomenale. Una sorta di film interattivo a tutti gli effetti caratterizzato da un ottimo sistema di riconoscimento vocale da utilizzare al momento dei dialoghi con gli altri personaggi.
L’inizio è traumatico. Ci troviamo legati su una sedia di fronte ad un dottore calmo ma al tempo stesso inquietante all’interno di una casa di cura per problemi mentali durante gli anni ’50 in una località di montagna completamente innevata. Ci dice che siamo lì per i nostri disturbi della memoria ed infatti noi non sappiamo nulla sul nostro alter ego: chi sia, che cosa ha fatto fino a quel momento, se ha una moglie, dei figli, dei genitori. Vuoto totale. E non va meglio nella prima metà del gioco dove la realtà si mescola alla dimensione onirica e dove sarà facile letteralmente tremare di paura!
Se per gli ingredienti siano i più tipici del cinema e dei videogiochi horror, The Inpatient (qui tutte le recensioni italiane) fa assolutamente tremare di paura in più di una occasione, con momenti pensati lungamente per farci spaventare brutalmente in talune situazioni anche grazie all’incredibile valore aggiunto della realtà virtuale e ad una realizzazione grafica tra le migliori viste su Playstation VR ed un doppiaggio in italiano di qualità cinematografica. L’interazione con due Playstation Move non è perfetta ma nettamente al di sopra della media dei giochi provati su PSVR. Possibile giocare anche con il dualshock ma in talune situazioni i comandi si complicano leggermente.

Tutto bene dunque? Purtroppo no. The Inpatient conosce anche qualche battuta d’arresto. In primis la longevità si attesta intorno alle tre ore. Nessun problema in sé ma una durata ridotta se pensiamo che il prezzo di lancio del gioco è di 39.99 euro. Vero che seguendo bivi diversi sbloccheremo finali multipli e sottotrame ma dopo la prima volta che si completa, molto del gusto della scoperta della verità ovviamente si perde.
E poi c’è una parte centrale dell’esperienza che tende a conoscere un eccesso di ripetizioni e tempi oltremodo eccessivamente dilatati. Ciò però inficia solo parzialmente un’esperienza orrifica da consigliare senza esitazione a chi ama le emozioni forti. MOLTO FORTI. Da evitare dunque, seriamente, a chi ha problemi di tachicardia e simili.
IN CONCLUSIONE
Pur rimanendo lontano dal masterpiece di Playstation VR, ovviamente Resident Evil 7, The Inpatient è un eccellente film horror interattivo, arricchito da un eccellente sistema dei comandi vocali, momenti di paura veramente da brividi ed una realizzazione audiovisiva di elevatissimo livello. Una durata ridotta rispetto al prezzo con cui viene lanciato il gioco ed una parte centrale ridondante per alcune ragioni sono gli unici aspetti per cui non premiamo la nuova produzione di Supermassive Games con un voto più elevato. Per chi ama l’horror comunque secondo la nostra opinione è veramente da non perdere.
VOTO: 7
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