The Last Worker Recensione sia per realtà virtuale che non (abbiamo provato il gioco su Playstation VR2 ma la produzione è disponibile anche per PS5, PS4, tutte le console Xbox, PC, Oculus e Switch) e che propone un’esperienza decisamente differente dal solito.

In The Last Worker vestiremo i panni di Kurt, l’ultimo lavoratore umano della Jungle (vi fa rieccheggiare qualcosa questo nome nelle vostre menti?), una enorme multinazionale specializzata in vendita on line di ogni genere di prodotto.

Insieme al suo fedele hovercraft, continua a servire fedelmente la Jungle, controllando e spedendo pacchi e prendersi in carico la gestione dei resi. Kurt è l’ultimo dei lavoratori umani perché ha un tasso di produttività anche superiore alle macchine e per essere così performante vive pure all’interno della Jungle con la sola compagnia di un piccolo impertinente robot.

La routine quotidiana di Kurt viene interrotta quando un gruppo di attivisti politici gli svela alcune verità scomode sulla Jungle e chiedono il suo supporto per sabotarla e distruggerla dall’interno. E Kurt, squarciato il velo della realtà, accetta di aiutarli.

Inizia così la doppia vita di Kurt ed anche il doppio gameplay con cui porteremo avanti l’avventura che dura una manciata di ore. Quando è il suo turno di lavoro, Kurt continuerà a svolgere i suoi compiti abitudinari e lui con noi. Qui purtroppo l’effetto noia dopo un po’ fa capolino. E comprendiamo che in un certo senso possa essere un modo per denunciare l’alienazione al lavoro ma in fin dei conti siamo di fronte ad una produzione che dovrebbe intrattenere, ancora di più se giocato con la realtà virtuale di Playstation VR2 o Oculus.

Le cose cambiano quando Kurt, fuori turno, cerca di sabotare la sua Jungle e qui il gameplay mescola azione stealth e puzzle da risolvere, risultando decisamente una formula più intrigante.

Da un punto di vista visiva. TLW utilizza la tecnica del cel shading per proporci una sorta di cartoon adulto interattivo e nell’insieme la proposta convince anche grazie all’immersione della realtà virtuale di Playstation VR2. La componente sonora è di pregevole fattura sotto ogni punto di vista a cominciare dall’interpretazione dei dialoghi (rimasti in inglese ma con i sottotitoli in italiano), dagli effetti audio e dalle eccellenti musiche.

The Last Worker Recensione – IN CONCLUSIONE
The Last Worker è un titolo non facilmente inquadrabile nei tipici metri di giudizio di un videogame per molti aspetti. Un gioco di denuncia politico/sociale con un cast di attori per il doppiaggio di elevatissimo valore ma che sotto il profilo del gameplay risulta essere fin troppo ripetitivo. In un certo senso è un modo per denunciare l’alienazione al lavoro ma in fin dei conti siamo di fronte ad una produzione che dovrebbe intrattenere, ancora di più se giocato con la realtà virtuale di Playstation VR2 o Oculus. Da prendere sicuramente in considerazione se amate qualcosa al di fuori dell’ordinario per l’industria videoludica tanto che si tratta di una delle poche produzioni videoludiche ad essere stato presente alla Mostra Internazionale del Cinema di Venezia. Mica ciufoli… 

VOTO: 7.5