Thymesia Recensione della nuova produzione del team taiwanese di OverBorder Studio che si lancia nel mondo dei soulslike. Disponibile per PC, Playstation 5 (la versione da noi testata) ed Xbox Serie X|S, il titolo si propone con un nuovo souls-like, genere molto trendy negli ultimi tempi soprattutto grazie all’incredibile successo di Elden Ring.

Emergere in questo ambito non è affatto semplice ma vi consigliamo di leggere questa recensione se amate questo tipo di esperienza perché dietro un involucro “anonimo” in realtà Thymesia è molto meglio di quello che potrebbe sembrare.

La caratterizzazione del nostro alter ego è quanto di più spersonalizzato ci potrebbe essere: in preda ad un’amnesia, senza un volto (coperto da una maschera da dottore in fase pestilenziale), il nostro Corvus dovrà farsi strada in un mondo malato ed in sofferenza a causa di una misteriosa piaga.

Thymesia non è un titolo tripla A, non ha una longevità mostruosa (la quest principale si riesce a completare in 10 ore circa) come il già citato Elden Ring e neppure mappe enormi o cut scene particolarmente lunghe e spettacolari. Ma allora perché lo consideriamo una delle migliori produzioni del genere di quest’anno? Per quello che alla fine, secondo la nostra opinione, rimane l’aspetto più importante in un videogame: il gameplay.

Il nostro alter ego si controlla in modo molto convincente e dinamico, la progressione delle abilità è davvero ben congegnata con tante possibilità di scelta lasciate al giocatore e la sfida soprattutto contro i boss è piacevolissima, fino ad arrivare a tratti di pura esaltazione. Il sistema di attacchi, parate e combo si fa apprezzare tantissimo soprattutto quando se ne prende la totale dimestichezza. La gestione della “morte” è simile a quella dei vari “Souls” con la possibilità di recuperare gli oggetti e poteri che avevamo prima della dipartita virtuale.

Se sul fronte audiovisivo il termine che più descrive la qualità della realizzazione è quello di funzionale, va segnalato che invece sul fronte della longevità, una volta completato lo story mode principale si potrà ripartire con il nostro personaggio “pompato” e con le varie side queste da affrontare che sbloccheranno ulteriori boss fight. Quest’ultimo è sicuramente uno degli aspetti più riusciti del gioco. Tra l’altro con le side quest avremo disponibili nuove informazioni che non rendono memorabile la storia di Thymesia ma la rendono comunque decisamente più soddisfacente.

Thymesia Recensione – IN CONCLUSIONE
Thymesia potrebbe sembrare l’ennesimo Souls-like arrivato sul mercato negli ultimi anni ma se pur non riesca ad eguagliare le produzioni di FromSoftware è indubbiamente una delle migliori produzioni derivative, soprattutto in fatto di gameplay. Se avete sviscerato fino in fondo l’inarrivabile Elden Ring, è proprio Thymesia da consigliarvi visto che si tratta di una delle migliori produzioni dell’anno in questo ambito.

VOTO: 8