Vampire Therapist è uno di quei titoli che sfuggono alle etichette tradizionali e che trovano la propria forza proprio nell’ibridazione.
Nominato ai BAFTA Games Awards e già disponibile su PC dal 2024, il progetto dello studio tedesco Little Bat Games arriva ora su console (lo abbiamo provato su Playstation 5), grazie al lavoro di conversione e pubblicazione curato da Ultimate Games S.A..
Si tratta di un’esperienza che unisce visual novel e simulazione terapeutica, una combinazione che sulla carta potrebbe sembrare curiosa, ma che nella pratica si rivela sorprendentemente coerente e coinvolgente.
Una terapia per l’eternità
L’idea di base è tanto semplice quanto brillante: vestiamo i panni di un ex pistolero del selvaggio West trasformato in vampiro che, anziché abbracciare una vita di sangue e distruzione, decide di diventare terapeuta per altre creature della notte.
Il nostro compito non è combattere, esplorare dungeon o accumulare esperienza, bensì ascoltare, comprendere e guidare.
I pazienti che si siedono davanti a noi provengono da epoche storiche differenti: dall’antica Grecia all’Italia rinascimentale, passando per l’Inghilterra dei Tudor. Ognuno porta con sé secoli di traumi irrisolti, sensi di colpa, ossessioni e conflitti interiori che si sono sedimentati nel tempo.
Il cuore dell’esperienza è il dialogo.
Attraverso conversazioni ramificate dobbiamo individuare distorsioni cognitive, suggerire nuove prospettive e applicare principi ispirati alla terapia cognitivo-comportamentale. Il tutto avviene con meccaniche accessibili e intuitive, pensate per non intimidire chi non ha alcuna familiarità con il tema psicologico.
Non si tratta di un simulatore realistico in senso stretto, bensì di una rielaborazione ludica che utilizza strumenti reali in chiave narrativa.

Ed è proprio questa leggerezza intelligente a fare la differenza.
Tra gotico e dark comedy
L’atmosfera gotica permea l’intera produzione, ma non si scivola mai nel cupo fine a sé stesso.
Il tono alterna introspezione e umorismo nero con un equilibrio notevole, richiamando per spirito opere come What We Do in the Shadows e Young Frankenstein.
Le situazioni possono essere assurde, i dialoghi brillanti e talvolta grotteschi, ma sotto la superficie emerge sempre una riflessione sincera sul dolore, sulla colpa e sull’identità.
Il risultato è una narrazione viva, capace di far sorridere e riflettere nello stesso momento.
La scrittura è il vero pilastro dell’opera: i personaggi sono caratterizzati con cura, le loro storie risultano credibili pur nel contesto sovrannaturale, e ogni percorso terapeutico offre spunti diversi.
Un cast vocale di primo livello per Vampire Therapist
Uno degli elementi che impreziosiscono ulteriormente l’esperienza è il comparto di doppiaggio in lingua inglese.
Tra le voci troviamo Matthew Mercer, noto anche per il suo coinvolgimento in Baldur’s Gate 3, Francesca Meaux (Hades), Sarah Grayson (Hades II) e lo stesso Cyrus Nemati, già presente in Pyre.
Le interpretazioni donano ulteriore spessore ai personaggi, valorizzando le sfumature emotive e rendendo i dialoghi ancora più incisivi.
Un’esperienza più narrativa che ludica
Dal punto di vista strettamente ludico, Vampire Therapist propone meccaniche semplici: scelta delle risposte, individuazione delle distorsioni cognitive, piccoli minigiochi come esercizi di mindfulness.
Non esistono combattimenti, esplorazione libera o sistemi complessi di progressione.
Per questo motivo, parlare di “videogioco” nel senso tradizionale del termine può risultare riduttivo o persino fuorviante.
Siamo di fronte a un’esperienza interattiva che si avvicina molto di più al linguaggio della visual novel che non al gaming classico.
Chi cerca azione o sfida meccanica potrebbe restare spiazzato.
Chi invece ama le storie ben scritte, i dialoghi profondi e la costruzione psicologica dei personaggi troverà qui un prodotto sorprendentemente maturo.
Contenuti e versione console
Le versioni console includono tutti gli aggiornamenti gratuiti pubblicati su PC e il DLC Couples Therapy all’interno dell’edizione base.
Il supporto al controller è stato ottimizzato e l’esperienza risulta fluida anche su hardware di precedente generazione grazie alla retrocompatibilità.
Dal punto di vista tecnico, l’opera punta più sull’atmosfera che sulla spettacolarità grafica, con uno stile coerente e funzionale alla narrazione.
La direzione artistica accompagna perfettamente il tono gotico e ironico del racconto.

Vampire Therapist Recensione – IN CONCLUSIONE
Vampire Therapist è un titolo atipico, raffinato nella scrittura e sorprendentemente efficace nel mescolare introspezione e dark comedy.
Come visual novel funziona in maniera eccellente, grazie a personaggi ben costruiti, dialoghi brillanti e un sistema terapeutico che, pur semplificato, riesce a stimolare riflessione e coinvolgimento.
Va però sottolineato un aspetto importante: il gioco non presenta alcuna localizzazione in italiano. Testi e doppiaggio sono esclusivamente in inglese, e considerando la grande quantità di dialoghi e la centralità delle sfumature linguistiche, è necessaria una buona conoscenza della lingua per apprezzarlo pienamente.
Non è un titolo per tutti, e probabilmente non va nemmeno considerato “gaming” in senso tradizionale.
È piuttosto un’esperienza interattiva narrativa, quasi teatrale, che utilizza il medium videoludico per raccontare e far riflettere.
Il prezzo contenuto rappresenta un ulteriore punto a favore, rendendolo un acquisto consigliato a chi ama le visual novel e le opere narrative fuori dagli schemi.
Un’esperienza originale e ben scritta che trova nella parola il suo vero potere, capace di distinguersi nel panorama indipendente proprio grazie alla sua identità così particolare.
