Partiamo dall’analisi del titolo originale. Okami su Playstation 2 ha rappresentato al meglio la filosofia dei Clover Studios. Il gioco, sotto un profilo ludico, si muove sulle coordinate dell’action RPG in stile Zelda con oltre 30 ore e più di gioco garantito per completare l’avventura al 100%. La difficoltà del titolo non è delle più elevate ma la componente ludica è di sopraffina qualità anche grazie ad alcune particolari innovazione come il “magical brush” in cui con una sorta di pennello dovremo compiere azioni simili a disegnare linee e tratti per procedere nella missione. Il risultato finale è sopraffino, a patto che si abbia quella minima empatia con le dinamiche interattive tipiche della terra del sol levante…

Il grandissimo valore aggiunto della produzione di Capcom risiede poi nell’aspetto estetico-tecnico. Una splendida realizzazione in cel-shading tecnicamente ai limiti della potenza di Playstation 2 conferisce un’estetica da favola interattiva ad Okami che infatti raccoglie la tradizione della mitologia giapponese con il protagonista Amaterasu, Dio del sole, un bellissimo lupo bianco che dovrà difendere gli uomini dalla forze del male.

Accostare la parola arte ad Okami non è assolutamente fuori luogo visto che, come potete intuire dalle immagini, si ha veramente la sensazione di vivere interattivamente all’interno di una tela di un quadro con delle cromie e dei tratti che sembrano essere il risultato di un pittore e di non di un grafico digitale!

Okami comunque non è per tutti sia per la già citata lunga durata che per la totale mancanza di localizzazione in italiano ed anche alcune scelte come lo strano vociare dei personaggi può non soddisfare tutti (le musiche invece sono qualcosa di assolutamente meraviglioso) ma rimane il fatto che Okami è un titolo che nessun videogiocatore dovrebbe assolutamente perdere.