R-TYPE FINAL 2 Recensione (qui trovate tutte quelle italiane con media voto) di un titolo che rappresenta il grande ritorno su Playstation (la versione da noi testata), Xbox, Nintendo Switch e PC di una serie davvero mitica nata negli anni ’80 tra i cassoni delle sale giochi.

Correva l’anno 1987. A quei tempi la grafica 3D era qualcosa di esterno al mondo dei videogames e programmare un titolo richiedeva il lavoro di poche unità di programmatori. Il sottoscritto aveva 12 anni, al Governo in Italia c’era Bettino Craxi, il Muro di Berlino era ancora lì bello solido. Sono passati 34 anni e sembrano secoli. In tal contesto una piccola software house giapponese, la Irem Corporation, riuscì ad innalzare lo standard di un genere molto in voga a quei tempi, quello degli shoot’em up.

Il titolo in questione si chiamava R-Type e grazie alla sua grafica strabiliante per quei tempi incantò milioni di giocatori in ogni continente, nonostante una difficoltà veramente elevata, prima in sala giochi e poi con i porting sui computer e le console di quegli anni. Cloni più o meno spudorati (chi se li ricorda Katakis e Denaris?) comparvero un po’ ovunque ma con l’arrivo di nuovi modi di concepire l’esperienza videoludica il trend iniziò ad arrestarsi bruscamente lasciando spazio a Doom, Tomb Raider e tanti altri.

Dopo tanti anni senza nessun nuovo capitolo della serie, un team nipponico, Granzella, ha deciso di tirare fuori dal cilindro R-Type Final 2, decisamente fedele al primo e indimenticabile primogenito di Irem. Scrolling orizzontale, bidimensionalità, power up a iosa, beam da caricare, il nostro fedele pod (ribattezzato force ma è sempre lui…) agganciabile e sganciabile a nostro piacimento: insomma R-Type è davvero tornato!


Ovviamente però c’è qualcosa in più a cominciare dalla possibilità di scegliere fra astronavi diverse sia esteticamente che per loro caratteristiche specifiche. Inoltre il pod-force è stato arricchito di una super arma caricabile che sostanzialmente distrugge ogni nemico su schermo. Non vi preoccupate però: la difficoltà è fedele all’originale e dunque elevatissima!

Per quanto riguarda infine l’aspetto audiovisivo, siamo di fronte ad un prodotto molto curato: vero che il gioco si muove sempre su due dimensioni ma graficamente ci sono vari livelli di sfondo in parallelo ed una differenziazione di stage particolareggiata. Buona anche la caratterizzazione dei vari nemici, in particolare gli stupendi boss di fine livello. Le musiche non hanno melodie memorabili ma gli strumenti elettronici stile anni ’80 sono perfette a ricreare la giusta atmosfera “vintage futuristica”.

R-TYPE FINAL 2 Recensione – IN CONCLUSIONE
Non è facile maneggiare serie mitiche e storiche come quella di R-Type ma con Final 2 il Team di Granzella ha dimostrato classe e stile. Non troppo lontano dalle coordinate originali della serie nata dagli anni ’80 ma con quel qualcosa in più che lo rende appetibile anche nel 2021, il videogame è davvero un inno agli shoot’em up bidimensionali di un tempo, compresa una difficoltà non certo bassa. Se avete amato l’originale non potete assolutamente perdervi questo nuovo e sorprendente capitolo della serie.

VOTO: 8.5