Gift Cards Instant Gaming

Ci sono personaggi che sembrano essere nati per stare dentro un videogioco e altri che, invece, sulla carta sembrerebbero avere tutto contro. Garfield appartiene decisamente alla seconda categoria: un gatto pigro, goloso, allergico ai lunedì e con una passione quasi patologica per le lasagne non è esattamente il protagonista più naturale per un platform 3D.

Eppure, con Garfield: Escape from Monday, OSome Studio e Microids hanno deciso di provarci ancora una volta. E, sorpresa, il risultato è decisamente più piacevole di quanto ci si potrebbe aspettare.

Non siamo davanti a un nuovo punto di riferimento del genere, sia chiaro. Ma siamo davanti a un’avventura colorata, accessibile e soprattutto capace di rispettare abbastanza bene lo spirito del personaggio creato da Jim Davis. Abbiamo provato il gioco su Playstation 5 ma il titolo è disponibile anche su PC, Switch e Xbox.

Garfield contro… le verdure!

La storia parte da uno dei peggiori incubi possibili per Garfield: una lasagna con le verdure.

Il nostro protagonista finisce infatti per addormentarsi profondamente dopo aver mangiato una lasagna preparata dallo Chef Monday e si ritrova catapultato in una sorta di mondo onirico costruito attorno al cibo. Per riuscire a risvegliarsi dovrà attraversare diversi livelli, affrontare nemici, raccogliere oggetti e naturalmente cercare di mettere le mani su quante più lasagne possibile.

È una premessa semplice, quasi infantile, ma funziona proprio perché non cerca di trasformare Garfield in qualcosa che non è. L’umorismo, le situazioni assurde e l’ossessione per il cibo accompagnano costantemente l’avventura, rendendo il viaggio piacevole soprattutto per chi conosce e apprezza il personaggio.

Un platform 3D vecchio stile

Il cuore di Escape from Monday è quello di un classico platform 3D: si corre, si salta, si evitano ostacoli, si affrontano nemici e si esplorano i livelli alla ricerca di collezionabili.

Il sistema di controllo è immediato e Garfield risponde bene ai comandi. Non servono ore per prendere confidenza con il protagonista e anche chi non ha particolare esperienza con questo genere può iniziare a giocare senza difficoltà.

La struttura è divisa in tre mondi principali, ciascuno caratterizzato da un tema alimentare e da ambientazioni differenti. Ci sono inoltre numerosi livelli secondari, oggetti da raccogliere e prove a tempo che permettono di tornare sui propri passi e cercare di completare tutto al 100%.

È proprio qui che emerge uno dei pregi del gioco: Garfield: Escape from Monday non vuole essere complicato. Vuole essere un’avventura rilassante e accessibile.

E in questo senso centra abbastanza bene il bersaglio.

Garfield - Escape from Monday

Troppo facile?

Sì. Probabilmente fin troppo.

La difficoltà è estremamente bassa e il rischio di trovarsi davanti a un vero game over è praticamente nullo. I nemici sono generalmente prevedibili e gli ostacoli non richiedono particolare abilità per essere superati.

Per i giocatori più esperti questo può diventare rapidamente un limite. Chi cerca la precisione di un Super Mario o una sfida platform più impegnativa potrebbe rimanere deluso.

D’altra parte, questa scelta rende il gioco particolarmente adatto a un pubblico più giovane e permette di vivere l’avventura senza frustrazioni. È una precisa scelta progettuale e, pur non condividendola completamente, possiamo capire perché sia stata adottata.

Il problema maggiore è che, andando avanti, la semplicità rischia di trasformarsi in monotonia.

Un mondo coloratissimo

Dal punto di vista artistico, invece, Garfield: Escape from Monday ci ha convinto.

Il cel shading restituisce molto bene l’aspetto da cartone animato e il gioco è generalmente vivace e colorato. Le ambientazioni sfruttano il tema culinario per proporre scenari surreali nei quali troviamo giganteschi alimenti, dolci, verdure e strutture che sembrano uscite direttamente da un sogno particolarmente strano di Garfield.

Non tutto è però allo stesso livello.

Alcune ambientazioni finiscono per assomigliarsi troppo e texture e modelli tendono a ripetersi. Anche sul piano tecnico non mancano alcune sbavature, con compenetrazioni e qualche problema nella gestione di determinati elementi dello scenario.

Nulla che comprometta completamente l’esperienza, ma sono difetti che si fanno notare.

Lasagne, costumi e collezionabili

Una componente importante dell’avventura è rappresentata dai collezionabili.

Le lasagne sono sparse nei livelli e spesso richiedono di esplorare con maggiore attenzione oppure di affrontare piccole prove a tempo. C’è poi il Ghiottometro, che si riempie raccogliendo diversi tipi di cibo disseminati lungo il percorso.

A rendere un po’ più interessante l’esplorazione ci pensano anche i costumi di Garfield, alcuni dei quali modificano le sue capacità. È un’idea semplice, ma contribuisce a variare almeno in parte le situazioni di gioco.

Il problema è che il gioco raramente riesce a trasformare questi elementi in qualcosa di davvero sorprendente. Sono piacevoli aggiunte che incentivano il completismo, ma non cambiano radicalmente il modo di affrontare l’avventura.

Un Garfield che fa il suo dovere

Il vero punto di forza di Escape from Monday, alla fine, è proprio Garfield.

Il personaggio funziona, le sue animazioni sono simpatiche e l’intero progetto sembra costruito con l’obiettivo di far sentire a casa chi conosce il gatto più pigro e affamato dei fumetti.

Anche la scelta di ambientare tutto nei suoi sogni permette agli sviluppatori di avere una certa libertà creativa, senza dover giustificare troppo le situazioni assurde nelle quali ci troviamo coinvolti.

Peccato che alcune idee interessanti non vengano sfruttate fino in fondo. Il gioco mette sul tavolo diversi ingredienti potenzialmente interessanti, ma raramente riesce a trasformarli in momenti davvero memorabili.

Garfield - Escape from Monday

Garfield: Escape from Monday – Recensione – IN CONCLUSIONE

Garfield: Escape from Monday è un buon platform, ma soprattutto è un buon gioco di Garfield.

Non inventa nulla di nuovo, non propone una difficoltà particolarmente elevata e il level design avrebbe beneficiato di una maggiore varietà. Anche qualche problema tecnico e una certa ripetitività impediscono all’avventura di fare il salto di qualità che avrebbe potuto trasformarla in un titolo davvero sorprendente.

Ma allo stesso tempo sarebbe ingeneroso fermarsi soltanto ai suoi difetti.

Il gioco è colorato, i controlli funzionano, Garfield è perfettamente a suo agio nel ruolo di protagonista e l’insieme riesce a offrire diverse ore di intrattenimento leggero e senza troppe pretese. La struttura accessibile lo rende inoltre particolarmente adatto ai giocatori più giovani e a chi cerca un’esperienza rilassante.

Insomma, non è il platform che cambierà la storia del genere e probabilmente non è nemmeno quello che ricorderemo tra qualche anno. Ma è un’avventura onesta, simpatica e sufficientemente divertente.

E considerando la storia non proprio memorabile di Garfield nel mondo dei videogiochi, non è affatto poco.

Garfield: Escape from Monday – Recensione – VOTO: 7




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