Il momento di riaccendere i riscaldamenti si avvicina per milioni di famiglie italiane. Da giovedì 15 ottobre 2026, salvo diverse disposizioni locali, prende il via la stagione termica nei comuni della Zona E, che comprende numerose città del Nord Italia. Ma con un autunno ancora mite, accendere subito i termosifoni e alzare la temperatura potrebbe non essere la scelta migliore per il comfort domestico e per il portafoglio.
La vera sfida, infatti, non è soltanto riscaldare casa, ma farlo evitando sprechi. Programmare le accensioni, regolare la temperatura in base alle proprie abitudini e non riscaldare inutilmente gli ambienti meno utilizzati sono alcune delle strategie che possono aiutare a contenere i consumi energetici durante i mesi più freddi.
Proprio in vista dell’inizio della stagione termica, tado°, azienda specializzata nelle soluzioni intelligenti per la gestione del clima domestico, propone alcuni suggerimenti per utilizzare meglio il riscaldamento. Tra le possibilità ci sono anche i termostati smart, che consentono di gestire la temperatura attraverso un’app e di adattare il funzionamento dell’impianto alle esigenze quotidiane della famiglia.
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Vuoi gestire meglio la temperatura di casa e programmare il riscaldamento anche quando sei fuori? I dispositivi tado° permettono di controllare il clima domestico in modo intelligente, con soluzioni per il termostato centrale e per la regolazione dei singoli termosifoni.
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1. La temperatura giusta è quella equilibrata
Uno degli errori più comuni quando arriva il freddo è impostare il termostato a una temperatura molto alta, pensando che in questo modo la casa si scaldi più velocemente. In realtà, alzare eccessivamente il valore impostato non garantisce un riscaldamento più rapido: può semplicemente portare l’impianto a funzionare più a lungo e aumentare i consumi.
La soluzione è scegliere una temperatura adeguata alle proprie esigenze e mantenerla sotto controllo, evitando continue variazioni dettate dalla sensazione momentanea di freddo o caldo. Anche pochi gradi possono fare la differenza sulla quantità di energia necessaria per riscaldare un’abitazione.
È importante ricordare che esistono anche limiti normativi da rispettare. Per gli edifici residenziali, la normativa nazionale prevede generalmente una temperatura massima di 20 °C, con una tolleranza di 2 °C, fatte salve le eccezioni previste dalla legge. La temperatura effettivamente più adatta dipende comunque dalle condizioni della casa e dalle esigenze delle persone che la abitano.
2. Programmare il riscaldamento in base alle proprie abitudini
Una casa non è occupata allo stesso modo durante tutta la giornata. C’è chi esce al mattino per andare al lavoro, chi rientra soltanto la sera e chi trascorre molte ore in smart working. Programmare il riscaldamento in funzione di queste abitudini aiuta a evitare che i termosifoni rimangano accesi inutilmente quando gli ambienti sono vuoti.
Un termostato programmabile permette, per esempio, di impostare fasce orarie differenti per il mattino, il pomeriggio e la sera. I dispositivi intelligenti aggiungono la possibilità di modificare le impostazioni attraverso un’app, anche quando non si è in casa, rendendo più semplice intervenire se cambiano gli orari di rientro.
Non esiste però una programmazione identica per tutti: bisogna considerare l’isolamento dell’edificio, l’inerzia termica dell’abitazione e il tipo di impianto. L’obiettivo è trovare un equilibrio tra comfort e consumi, evitando sia il riscaldamento superfluo sia raffreddamenti eccessivi che rendano poi necessario un lungo recupero della temperatura.
3. Riscaldare soltanto gli ambienti necessari
Il soggiorno, il bagno, la camera da letto e lo studio non vengono utilizzati sempre negli stessi momenti e non hanno necessariamente bisogno della medesima temperatura. Scaldare ogni stanza allo stesso modo, indipendentemente dall’effettivo utilizzo, può tradursi in energia consumata senza un reale beneficio.
Le valvole termostatiche, comprese quelle intelligenti, consentono di regolare il calore erogato dai singoli radiatori, nei limiti delle caratteristiche dell’impianto. In questo modo è possibile impostare temperature differenti per i vari ambienti, privilegiando quelli maggiormente utilizzati e riducendo il riscaldamento dove non è necessario.
Una gestione stanza per stanza richiede però attenzione: non bisogna trascurare la ventilazione e il rischio di umidità o condensa, soprattutto negli ambienti più freddi. Inoltre, la regolazione dei singoli termosifoni deve essere compatibile con il funzionamento dell’impianto centralizzato o autonomo.
4. Evitare le dispersioni di calore
Il risparmio energetico non dipende soltanto dal termostato. Anche alcune abitudini quotidiane possono compromettere l’efficienza del riscaldamento. Lasciare le finestre aperte troppo a lungo durante i mesi freddi, coprire i termosifoni con tende pesanti oppure posizionare mobili davanti ai radiatori può ostacolare la diffusione del calore e aumentare le dispersioni.
Per arieggiare le stanze è preferibile aprire le finestre per periodi brevi, evitando di lasciare gli ambienti aperti a lungo con il riscaldamento in funzione. Quando possibile, è utile controllare anche gli spifferi e le guarnizioni degli infissi, intervenendo sui punti in cui si verificano perdite di calore.
Un’altra accortezza riguarda i radiatori: è meglio lasciare libero lo spazio circostante e non coprirli con oggetti che ostacolino la circolazione dell’aria. Si tratta di interventi semplici che, insieme a una corretta regolazione dell’impianto, possono contribuire a migliorare il comfort senza aumentare inutilmente i consumi.
5. Controllare i consumi per capire dove intervenire
Per ridurre gli sprechi è utile sapere come viene utilizzato il riscaldamento. Monitorare la temperatura degli ambienti, verificare le fasce di accensione e confrontare i consumi nel tempo permette di individuare le abitudini che incidono maggiormente sulla spesa energetica.
Le soluzioni smart possono facilitare questo controllo, offrendo strumenti per programmare il riscaldamento, modificare le impostazioni a distanza e, a seconda del dispositivo e dei servizi disponibili, consultare informazioni sui consumi. Questi dati possono aiutare a capire se determinate fasce orarie o alcuni ambienti richiedono una regolazione diversa.
Naturalmente, i risultati dipendono da diversi fattori: le condizioni climatiche, le caratteristiche dell’edificio, il tipo di impianto e le abitudini di chi vive in casa. La tecnologia può rendere più semplice gestire il riscaldamento, ma non sostituisce gli interventi necessari per migliorare l’isolamento o risolvere eventuali problemi dell’impianto.
tado° Smart Thermostat X di seconda generazione: come funziona
Tra le novità per la stagione fredda c’è il nuovo tado° Smart Thermostat X di seconda generazione, presentato a settembre 2026. Il dispositivo punta su un design compatto, un display LED e comandi touch per rendere più immediata la gestione della temperatura. Attraverso l’app tado° è possibile controllare il riscaldamento e impostare programmazioni in base alle proprie esigenze.
La famiglia di prodotti tado° comprende soluzioni cablate e wireless, oltre a teste termostatiche intelligenti per la regolazione dei singoli radiatori. La scelta dipende dal tipo di impianto e dalla configurazione della casa: prima di acquistare un dispositivo è quindi importante verificare la compatibilità con la propria caldaia o con il sistema di riscaldamento esistente.
Il nuovo modello si inserisce in una strategia che punta a rendere più semplice il controllo del clima domestico, anche attraverso funzionalità software dedicate alla gestione energetica. Alcune funzioni avanzate possono richiedere servizi aggiuntivi: è quindi opportuno controllare quali caratteristiche siano incluse nel prodotto acquistato e quali dipendano da eventuali abbonamenti.
Risparmio energetico: tado° indica una media del 22%
Secondo i dati interni comunicati dall’azienda, le soluzioni tado° consentono un risparmio medio del 22% sui costi del riscaldamento. Si tratta di una stima dichiarata dal produttore, che non rappresenta una garanzia di risparmio identico per ogni abitazione: il risultato effettivo può variare in base ai consumi iniziali, alle caratteristiche dell’edificio, al clima e alle modalità di utilizzo dell’impianto.
Il principio alla base di queste tecnologie resta comunque semplice: riscaldare quando serve, impostare temperature coerenti con l’utilizzo degli ambienti e tenere sotto controllo il funzionamento dell’impianto. Con l’avvicinarsi dell’inverno, anche rivedere le proprie abitudini può contribuire a evitare sprechi e affrontare la stagione fredda con maggiore consapevolezza.
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