Cyberpunk 2077 La Recensione del titolo probabilmente più discusso di sempre nella storia dei videogiochi. Neppure facile approcciarsi ora al gioco pensando come sia stato rimosso perfino dal Playstation Store. Ancora più difficile giudicare un titolo ben sapendo che il videogame è davvero pessimo se giocato su una Playstation 4 o una Xbox One “base”.

Noi abbiamo avuto la fortuna di provarlo su Xbox Serie X e, pur girando sostanzialmente in retrocompatibilità in attesa dell’aggiornamento next gen previsto per il 2021, abbiamo vissuto una esperienza eccellente, sotto vari aspetti (non tutti) la più next gen provata sulle nuove console da gioco.

E questo ci fa subito esprimere una prima critica a CD Projekt: pur essendo stato annunciato ben 8 anni fa, Cyberpunk 2077 era evidentemente oramai un prodotto da fare uscire direttamente solo ed esclusivamente su Playstation 5, Xbox Serie X e PC (di fascia alta). Capiamo ovviamente le ragioni commerciali ma sin dal primo istante si comprende come la grandezza di CP77 andasse stretto a degli hardware uscito ben 7 anni fa.

Cyberpunk 2077 (qui tutte le recensioni italiane sostanzialmente basate sulla versione PC) paga anche delle aspettative mostruosamente alte e dunque dalla community e dai media non gli è stato risparmiato niente perché, ad essere onesti intellettualmente, anche altri giochi usciti negli ultimi mesi con in mente le console next gen, sulle vetuste Xbox One e PS4 del 2013 non è che girassero così bene, tutt’altro.

Ma qui siamo di fronte ad un prodotto di culto per cui giornalisti ed influencer sono stati minacciati ed insultati soltanto per aver mosso delle critiche prima che il titolo arrivasse nei negozi. E si sa che il fondamentalismo e l’integralismo di qualsiasi genere poi può cambiare direzione ma SEMPRE fare danni.

Detto tutto questo, cerchiamo di venire al gioco e all’esperienza avuta su Xbox Serie X. Continuiamo a scrivere la versione dove abbiamo testato il gioco altrimenti sarebbe difficile comprendere il voto finale che abbiamo dato. Anche sull’ammiraglia di casa Microsoft, abbiamo comunque dovuto fare dei compromessi per l’esperienza interattiva. Se normalmente è nostra abitudine scegliere la fluidità piuttosto che il dettaglio grafico, in questo caso abbiamo scelto un abbassamento del frame rate intorno ai 30 fps per una migliore qualità grafica. L’altra opzione toglieva davvero TROPPO all’incredibile bellezza di Night City. 

Abbiamo anche rimosso vari filtri grafici “accesi” di default per vedere un risultato grafico migliore che comunque, siamo certi, con una ottimizzazione anche software delle caratteristiche di Xbox Serie X così come di Playstation 5, indubbiamente porterà a risultati ancora migliori, magari assimilabili se non propriamente uguali, a quelli che si vedono già su PC di fascia alta.

E dunque già dopo centinaia di caratteri, è finalmente arrivato il momento di parlare del GIOCO. Cyberpunk 2077 in estrema sintesi è Deus EX che incontra Grand Theft Auto. Indubbiamente, dovendo scegliere il suo genere di appartenenza è quello dei giochi di ruolo in prima persona, all’interno di una struttura open world appunto alla GTA.

Ma quello che hanno realizzato i programmatori di CD Project è una produzione mastodontica sotto ogni punto di vista, un sforzo mastodontico di ricreare un futuro tutt’altro che roseo. Ogni singolo elemento di Cyberpunk 2077 trasuda la famigerata “next generation” del gaming per la qualità delle animazioni, della caratterizzazione grafica dei personaggi, della quantità di elementi con cui è stata caratterizzata Night City. Tutto questo ovviamente si paga con tutti i problemi che il gioco ha su PS4 e Xbox One che non riescono a gestire davvero questa “grande, enorme, incredibile bellezza”. 

Le virgolette sono dovute al fatto che l’atmosfera che si respira in CP2077 è tutt’altro che bella, anzi. Se avete visto il film Strange Days, da cui Cyberpunk prende TANTISSIMO ispirazione potete farvene un’idea: mega corporazioni che controllano l’intera economia, criminalità a livelli record, innesti cibernetici che rendono sempre più labile il confine tra uomini e macchine con pesanti ripercussioni anche sulla psiche: le brain dance (qualcosa che avevamo visto di molto simile proprio in Strange Days) ovvero la possibilità di rivivere i ricordi di altre persone con una verosimiglianza totale ci fanno un po’ riflettere su quali potranno essere le conseguenze di una tecnologia che può sempre di più ma che nelle mani sbagliate può fare davvero moltissimi danni magari sempre a favore di chi è avvantaggiato da un punto di vista economico. 

Nelle tantissime e tantissime ore di gioco (il fatto poi che inizialmente si possano scegliere tre tipi di identità diverse per il nostro alter ego, aumenta ulteriormente la possibilità di rigiocarlo più volte) che potete passare tra missioni principali e secondarie di CP2077 c’è sempre tutto questo elemento “politico – sociologico” e non si può che apprezzare la profondità di questo aspetto. Non si può che lodare anche l’ottima trama, un intreccio molto complesso che si dipana nel corso di tantissime ore con tantissimi coprotagonisti più o meno riusciti. Per quanto infatti sia eccezionale il background generale ed il plot, alcuni dettagli a volte cadono eccessivamente nei cliché di genere.

Come detto, Cyberpunk 2077 è un RPG e dunque potremo realizzare il nostro alter ego a piacimento per molti parametri, livellarlo sotto vari aspetti scegliendo se magarli farlo più “picchiatore” o “nerd” visto che il videogame dà molte possibilità di completare la stessa missione tipo combattere contro ogni nemico su schermo, oppure scegliere una tattica più stealth o approfittare degli hacking possibili in un contesto e raggirare i nemici con vari sotterfugi.

L’elemento più “ludico” di Cyberpunk 2077 è buono ma non eccellente sia per quanto riguarda i momenti di guida e di combattimento. In ambito RPG siamo probabilmente ai quasi massimi livelli ma di certo non lo possiamo paragonare ad un DOOM Eternal come FPS o ad un Forza Horizon 4 per il racing. D’altronde anche sul fronte dell’intelligenza artificiale ci sono vari aspetti ancora migliorabili.

Sul fronte sonoro ugualmente bene ma non benissimo: gli effetti ambientali svolgono bene il loro mestiere mentre le musiche della soundtrack cadono un po’ nella stereotipia di come immaginarsi il futuro appunto cyberpunk: elettronica ultra pompata, chitarrone elettriche… Sostanzialmente una versione riveduta e corretta di quanto già sentito in altre occasioni tra cui il mai troppo citato Strange Days.

Sul fronte della localizzazione in italiano bisogna ammettere che qui la quantità di linee di dialogo da realizzare era veramente elevata ed il livello è assolutamente buono (ma non eccellente). Lo stesso può dirsi per l’interpretazione di Luca Ward per Keanu Reeves nella parte di Johnny Silverhand: la sua voce è sempre la più bella che un italiano può ascoltare, ma di certo abbiamo anche sentito sue migliori caratterizzazioni interpretando lo stesso Keanu in lungometraggi cinematografici.

Cyberpunk 2077 La Recensione – IN CONCLUSIONE
Cyberpunk 2077 su Xbox Serie X (fondamentale aggiungere la piattaforma dove l’abbiamo giocato per comprendere la nostra votazione…) è una delle più intense ed interessanti esperienze di gioco provate da chi vi sta scrivendo questa recensione e che da oltre 4 decadi ha a che fare con software videoludico. Certamente avrebbe avuto più senso avere un titolo già next gen dal day one con cui quasi sicuramente avremmo dato un perfect score al gioco.  D’altronde, secondo la nostra opinione, la grandezza di CP77 mal si sposa con gli hardware oramai vetusti delle Xbox One e PS4 del day one. Non sappiamo se, come e quando CD Project riuscirà a fixare le versioni old gen del gioco però al di là di tutto l’ambaradan mediatico, noi vi consigliamo caldamente, se in possesso di PS5, Xbox Serie X o un PC di fascia medio-alta (magari anche Google Stadia) di non perdervi questa grandiosa esperienza interattiva che ci mostra molti degli elementi che potenzialmente potrà esprimere la next generation del gaming.

Cyberpunk 2077 La Recensione – VOTO: 9