In un mercato inflazionato come è quello attuale dei videogames, per un team di sviluppo è difficile direzionare su di sé l’attenzione del grande pubblico e farsi strada quindi tra i nomi più blasonati ed oramai storici. Eppure un team come quello degli Arkane Studios dopo aver partorito titoli come Arx Fatalis e Dark Messiah of Might and Magic, di certo non perfetti ma contraddistinti da tanta passione e dalla voglia di osare, oramai quattro anni fa riuscì nel suo intento con Dishonored, un action FPS disponibile su PS3, Xbox 360 e PC per certi tratti molto originali sia in fatto di gameplay che da un punto di vista estetico.

Dopo la Definitive Edition uscita qualche mese fa, è già disponibile il secondo capitolo della serie su Playstation 4 (la versione da noi testata), Xbox One e PC. Come sono andate le cose? Siamo qui apposta per dirvi tutto in merito e non dimenticate che nella nostra scheda trovate tutte le recensioni italiane ed il loro voto medio.

Dishonored 2 – Trailer di pubblicazione di pesfifagamesitalia

Per chi non conoscesse la serie, entrambi i capitoli di Dishonored (anche se in questo sequel faremo la conoscenza anche di un’altra regione: Carnaca) sono ambientati nella immaginaria città di Dunwall, fortemente ispirata alla Londra della prima rivoluzione industriale e permeata da un’affascinante commistione di tecnologia e misticismo che la rende tetra e inquietante.

Ritroviamo a distanza di 15 anni alle vicende raccontate nel prequel il protagonista del primo capitolo della serie, Corvo Attano e sua figlia Emily, nel frattempo divenuta Imperatrice del Regno. Tutto sembra scorrere per il meglio quando la presunta sorella della mamma di Emily, l’imperatrice assassinata nel primo capitolo, reclama per sé il regno e se lo prende con un brusco colpo di stato anche grazie ai servigi di traditori interni. Da qui cominciano così le avventure che ci vedranno protagonisti subito dopo aver fatto una scelta definitiva. Gustatevi i primi quindici minuti del gioco nel video che segue e poi vi spieghiamo tutto.

Con un escamotage narrativo, dopo l’introduzione, saremo costretti a scegliere se giocare Dishonored 2 nei panni di Emily o di Corvo Attano. I due personaggi hanno caratteristiche differenti e presentano anche punti deboli e di forza molto divergenti. Il tutto renderà così molto probabile la voglia del giocatore di rivivere l’esperienza di gioco con entrambi gli alter ego virtuali raddoppiando così una longevità già elevata che, a seconda di come lo giocherete (vari obiettivi, quest secondarie etc.), può andare tra le 20 e le 30 ore.

Dishonored 2, esattamente come il suo predecessore ha tutte le caratteristiche di un action-stealth in prima persona e che pesca a piene mani (e non fa nulla per nasconderlo) da mostri sacri quali i capitoli orginali di Thief, Metal Gear Solid, Splinter Cell, Hitman e Deus Ex: caratteristica peculiare del lavoro di Arkane Studios è quella di conferire grande autonomia e libertà d’azione al giocatore grazie ai vari poteri speciali e ad un level design da vero e proprio sand box con varie diramazioni sia in orizzontale che in verticale.

Il videogame può essere giocato come un tipico action ma secondo la nostra opinione, a causa di un combat system non proprio immune da eventuali critiche, lo si apprezza molto di più come uno stealth game: a tal proposito risultano davvero utili la possibilità di sbirciare dal buco della serratura di una porta prima di entrare i una stanza e quella di potervi sporgere da dietro un oggetto per vedere senza essere visti.

L’art direction del titolo è stata affidata, così come il predecessore, a Victor Antonov, che si è fatto conoscere per aver dato vita alla City 17 di Half Life 2. In effetti, visivamente parlando il titolo ha personalità da vendere, con le sue ambientazioni decadenti dal fortissimo impatto emotivo sul giocatore.

Decisamente meno convincente invece l’aspetto più prettamente tecnico con alcuni NPC realizzati in maniera approssimativa e più in generale con un dettaglio delle location non sempre elevatissimo, nonostante il passaggio dell’engine grafico dall’Unreal Engine, al Void (una propria versione personalizzata dell’ID Tech) che comunque ha migliorato la situazione generale rispetto al precedente capitolo. Le musiche appaiono in modo saltuario ma preciso e opportuno, mentre il doppiaggio in italiano presenta risultati altalenanti soprattutto di alcuni comprimari, anche se nel complesso può essere considerato più che discreto.

IN CONCLUSIONE
Arkane Studios ci ha da sempre abituato a titoli dalla forte personalità e dal gameplay incisivo: Dishonored 2 non fa eccezione e si presenta come un action-stealth che lascia al giocatore grande autonomia e libertà di azione. La giocabilità poi assume toni di profondità e diversificazione grazie ai tanti poteri che acquisiremo nel corso dell’avventura e la possibilità di giocare la stessa avventura con due alter ego particolarmente differenziati. Peccato per un comparto grafica non all’altezza in tutti  gli aspetti alle produzioni blockbuster, ma la sua meravigliosa ed originale estetica riesce a coprire quasi del tutto qualche mancanza più specificatamente tecnica come numero di poligoni e risoluzione delle texture.

VOTO: 8.5

[AMAZONPRODUCTS asin=”B01LY6DPB6″ partner_id=”ital05-21″]