Dopo aver debuttato su PC e Xbox Series X|S, Indiana Jones e l’Antico Cerchio fa finalmente il suo ingresso trionfale su PlayStation 5. L’attesa è stata di qualche mese, ma l’approdo sulla console Sony è avvenuto con tutti i crismi, senza compromessi né rinunce. Bethesda e MachineGames consegnano ai giocatori PS5 lo stesso, identico gioco che ha già incantato critica e pubblico, arricchito però dal tocco in più garantito dalle peculiarità del DualSense: il feedback aptico e i grilletti adattivi, già attivi su PC per chi possiede l’hardware adeguato, trovano qui la loro espressione più naturale e accessibile.

Per chi non sapesse cosa aspettarsi dal gioco, Indiana Jones e l’Antico Cerchio è un’avventura action in terza persona, profondamente cinematografica e spettacolare, che porta in scena tutto il carisma del celebre archeologo nato dalla mente di George Lucas. Siamo di fronte a una produzione tripla A che cerca di coniugare il fascino classico dell’eroe col cappello e la frusta con le moderne esigenze videoludiche. Il risultato è una vera e propria lettera d’amore al personaggio, ma anche un titolo solido, profondo e appassionante, capace di reggersi in piedi con le proprie gambe anche per chi non ha mai visto un film della saga.

Indiana Jones e L'Antico Cerchio

Un’avventura degna di Indy

L’impianto ludico di L’Antico Cerchio affonda le sue radici nelle dinamiche action più classiche con una nuova prospettiva in prima persona, e le rielabora con una fluidità e una modernità sorprendenti. Il gioco alterna momenti esplorativi a enigmi ambientali e sequenze action, con un ritmo narrativo che ricorda molto da vicino quello dei film. Il level design è vario e ben costruito, con ambientazioni che spaziano da antiche catacombe a deserti infuocati, da città europee sotto l’ombra del secondo conflitto mondiale a templi nascosti e pieni di insidie. La verticalità degli ambienti e l’uso della frusta come strumento multifunzione — per oscillare, tirare leve, disarmare nemici o semplicemente colpire — rendono il gameplay vivace e sempre dinamico.

Il sistema di combattimento non è particolarmente profondo, ma è efficace e ben integrato. Indiana può sferrare pugni, afferrare oggetti da usare come armi improvvisate (in perfetto stile cinematografico), o affrontare sparatorie sfruttando coperture e la varietà di armi dell’epoca. Tuttavia, è nelle fasi stealth e nei combattimenti corpo a corpo che il gioco dà il meglio di sé, restituendo quel sapore avventuroso e un po’ “sporco” che caratterizza l’iconico protagonista.

Non mancano le boss fight, mai eccessivamente complicate, ma sempre spettacolari e ben contestualizzate all’interno della narrazione. È proprio quest’ultima a fare da collante perfetto all’intera esperienza: la storia è coinvolgente, scritta con cura e strutturata in modo da mantenere alto l’interesse per tutta la durata del gioco, che si attesta intorno alle 20-25 ore, a seconda dell’approccio del giocatore.

Una regia degna di Spielberg

Dal punto di vista estetico e visivo, Indiana Jones e l’Antico Cerchio è una piccola meraviglia. Il motore grafico viene sfruttato per costruire ambientazioni dense di dettagli, con effetti di luce e ombra che restituiscono una bellezza tangibile, quasi materica. I personaggi sono ben animati, con espressioni facciali credibili e una recitazione digitale che sorprende. Il modello di Indiana, ispirato a un giovane Harrison Ford ma doppiato da Troy Baker in originale, è stato realizzato con grande cura, e incarna alla perfezione l’eroe tanto amato dai fan.

L’interfaccia è pulita e discreta, con pochissimi elementi a schermo, proprio per esaltare la componente cinematografica. Le cutscene si alternano al gameplay in modo fluido, senza stacchi netti, e la regia è decisamente sopra la media per gli standard videoludici. È facile dimenticare di star giocando, tanto il ritmo narrativo e la messa in scena ricordano da vicino una pellicola hollywoodiana.

Sonoro e localizzazione: un mix vincente

Altro punto di forza del gioco è l’aspetto audio. La colonna sonora orchestrale,ricca di richiami ai temi classici di John Williams, accompagna l’azione con intensità crescente, contribuendo a enfatizzare i momenti chiave dell’avventura. Gli effetti sonori sono realistici e ben campionati: il rumore della frusta, il suono dei proiettili, i passi in una grotta umida o le esplosioni improvvise restituiscono una grande immersione.

Da lodare anche la localizzazione in italiano, che non si limita alla semplice traduzione dei testi. Il doppiaggio in lingua nostrana è di ottimo livello, con voci credibili e ben recitate. Il doppiatore di Indiana riesce a catturare tutta l’ironia, il coraggio e l’umanità del personaggio, mentre il cast secondario è altrettanto all’altezza. In un periodo in cui la qualità delle localizzazioni altalena troppo spesso, L’Antico Cerchio rappresenta un esempio virtuoso di come si dovrebbe adattare un gioco per il mercato italiano.

Indiana Jones e L'Antico Cerchio

Il tocco del DualSense per Indiana Jones e l’Antico Cerchio

Se su PC e Xbox il gioco ha già brillato sotto ogni punto di vista, la versione PlayStation 5 aggiunge un elemento che non stravolge, ma impreziosisce ulteriormente l’esperienza: il controller DualSense. Grazie al feedback aptico, si percepiscono distintamente le superfici su cui cammina Indy, le vibrazioni degli scontri e persino la tensione della frusta. I grilletti adattivi, invece, rendono ogni azione più fisica: l’innesco di una trappola, il colpo di pistola, la pressione per sollevare un portone… tutto è restituito con un realismo tattile che rende l’immersione ancora più profonda.

Queste caratteristiche ora sono disponibili anche su PC per chi disponedi DualSense collegato via cavo, e come su PlayStation 5 sono implementate in maniera perfetta. Il risultato è un’esperienza che sfrutta pienamente le potenzialità della console Sony, dando quel tocco di esclusività a una conversione altrimenti identica.

Nessuna sbavatura: un porting eccellente

Indiana Jones e l’Antico Cerchio su PS5 non è una versione “ridotta” o compromessa. Si tratta dello stesso identico titolo già acclamato su altre piattaforme, convertito con precisione millimetrica. La qualità visiva è invariata, con un frame rate sostanzialmente stabile a 60 FPS.

Non si registrano bug evidenti, né problemi di caricamento o glitch grafici. Il gioco gira in modo impeccabile, e anzi, grazie ai caricamenti ultra rapidi dell’SSD PS5, le transizioni tra scene e ambienti sono ancora più fluide che in passato. Anche le funzionalità social della console, come la cattura di clip e immagini, funzionano perfettamente e permettono di immortalare le sequenze più spettacolari dell’avventura.

Indiana Jones e l’Antico Cerchio Recensione Playstation 5 – IN CONCLUSIONE

Con Indiana Jones e l’Antico Cerchio, MachineGames e Bethesda dimostrano che è ancora possibile realizzare grandi giochi d’avventura senza per forza dover rivoluzionare l’intero medium. Il titolo è un tributo appassionato a una delle icone più amate della cultura pop, ma anche un prodotto solido, divertente, tecnicamente curato e narrativamente appagante. Ogni elemento — dalla grafica alla colonna sonora, dal gameplay alle interpretazioni vocali — è stato confezionato con cura, rispetto e ambizione. Su PlayStation 5, il gioco si presenta nella sua forma più completa e raffinata, con un porting perfetto e il valore aggiunto dell’interazione DualSense, che arricchisce l’esperienza senza mai forzarla.

Indiana Jones e l’Antico Cerchio Recensione Playstation 5 – VOTO: 9.5