Lost in Random Recensione del nuovo titolo di Zoink Games e prodotto da Electronic Arts dal 10 settembre scorso disponibile per Playstation 5 (la versione da noi testata), PS4, Nintendo Switch, PC, Xbox One e Xbox Serie X ed S.
Anticipando le conclusioni, siamo rimasti positivamente sorpresi da Lost in Random per tante ragioni. La più importanti è che pur essendo chiari i tanti rimandi da cui ha tratto ispirazione, risulta essere una produzione originale, un’alchimia di generi che convince assolutamente nel corso delle circa 12 ore che servono per portarlo a termine. Ma ora guardiamo i primi 30 minuti di gioco nella bellezza dei 4K e poi proseguiamo nella nostra recensione…
Come avrete visto da video e immagini, Lost in Random ha una estetica fortemente onirica che non può non ricordare varie produzioni di quel geniaccio di Tim Burton a cominciare da Nightmare Before Christmas. In campo videoludico invece il riferimento più vicino è quello di American McGee con le sue reinterpretazioni dark gotiche di varie fiabe classiche a cominciare da Alice.
LiR ci porta in un universo immaginifico fantasy chiamato Random – Alea, un luogo un tempo magico dove ogni persona portava sempre con sé un dado capace di modificare l’esistenza del suo proprietario. Pian piano i dadi divennero anche strumenti bellici per veri e proprio combattimenti in arena fino a degenerare quasi in una guerra civile. Improvvisamente l’ordine viene imposto da una Regina con pessime intenzioni ed un dado oscuro.

Oppressione e remissione arrivano all’apice nei confronti dei bambini che all’età di 12 anni devono tirare il dado per il momento più importante della loro vita. A seconda di quale faccia uscirà, i giovani saranno spostati in una delle sei zone del reame: con un “bel” 6 si potranno trasferire nella dimora della Regina e vivere una presunta esistenza agiata. A questo destino va incontro Odd, sorella maggiore del nostro alter ego Even.
Il distacco forzato del suo più grande affetto porterà Even ad avventurarsi in un lungo viaggio per riabbracciare sua sorella e riscoprire la magia di cui è ancora intriso il suo pianeta. Non mancheranno certo ostacoli di ogni tipo ma con sè avrù un potente alleato: uno dei quei dadi magici che sembravano essersi definitivamente estinti dopo l’arrivo della tenebrosa regina.
Detto di atmosfere e narrazione, andiamo a scoprire più da vicino l’elemento ludico di Lost in Random, a tutti gli effetti un action combat adventure. Se sul fronte dell’azione e dell’avventura non c’è molto da segnalare se non un mix di esplorazione (non tantissima), stealth (idem) e minimi accenni di RPG (per via di alcune sidequest) l’elemento più peculiare è indubbiamente quello dei combattimenti.

Sostanzialmente il combat system funziona così. Even utilizza una fionda per estrarre una “sostanza magica” dai nemici. Una volta che ne avrà acquisita a sufficienza, entrerà in gioco Dicey, il dado suo compagno di avventura. A questo punto Even fermerà il tempo e potrà gestire le carte del mazzo che ha Dicey. Scelte le carte sia di attacco che di difesa, riprenderà l’azione su schermo ed Evian utilizzerà nei combattimenti le abilità speciali delle carte.
Per spiegare il tutto abbiamo creato un video ad hoc che spiega i primi combattimenti presenti nell’avventura e che ci preme sottolineare convincono in pieno anche nel proseguo della storia.
Lost in Random Recensione – I Primi Combattimenti
Da un punto di vista visivo bisogna dividere il giudizio estetico da quello tecnico. Il primo è strepitoso con un design ed una direzione artistica davvero di prim’ordine e con ambientazioni tra loro coerenti ma anche diversificate e sorprendente. Una qualità così elevata tanto che il videogame è stato pure scelto nella Selezione Ufficiale al Tribeca Festival 2021. Il secondo invece è sostanzialmente funzionale al primo anche se a suo favore bisogna segnalare anche dei boss di pregevole fattura e di grandi dimensioni. Certo non è un titolo a cui contare i poligoni su schermo o la complessità delle texture.
L’unico elemento criticabile davvero è la totale assenza di qualsiasi implementazione su Playstation 5 delle features esclusive del DualSense: siamo certi che l’utilizzo di feedback aptico, grilletti adattivi e speaker interno avrebbero migliorato ulteriormente la già bellissima esperienza interattiva.
Ultime considerazioni infine per il sonoro: le tracce musicali sono sostanzialmente perfette nell’amalgamarsi all’azione su schermo e al “mood” predisposto dai programmatori. Anche la qualità di interpretazione dei dialoghi è di pregio in primis per il narratore esterno che è davvero di prim’ordine. Avremmo di certo apprezzato il doppiaggio in italiano ma comunque possiamo accontentarci dei sottotitoli a schermo per il nostro idioma.

Lost in Random Recensione – IN CONCLUSIONE
Zoink Games riesce nel non facile compito di prendere varie fonti di ispirazione estetiche e ludiche miscelandole in un’esperienza interattiva convincente e, pur essendo chiari i vari rimandi, sotto vari aspetti originale. Una sorta di favola dark con un gameplay capace di mescolare azione e strategia nel modo giusto. Ad un passo dall’eccellenza e indubbiamente una produzione da consigliare a tutti coloro che amano le atmosfere alla Tim Burton e la sperimentazione di generi diversi in nuove alchimie videoludiche.
VOTO: 8.5
