Outriders Recensione del videogame realizzato dal team polacco di People Can Fly e prodotto da Square Enix per Playstation 5 (la versione da noi testata), PS4, PC, Google Stadia, Xbox One ed Xbox Serie X.

Lo diciamo subito: non è affatto semplice recensire e giudicare Outriders e guardando i voti molto differenti tra loro che trovate nella nostra scheda del gioco, vi fa comprendere come possa essere percepito in maniera molto differente. Ma cerchiamo di andare con ordine.

Il videogame distribuito in Italia da Koch Media è sostanzialmente uno shooter affrontabile in single player oppure in cooperativa per team composti da un massimo di tre giocatori. L’ambientazione è tipicamente fantascientifica o per meglio dire sci-fi. Siamo in un futuro lontano dove gli ultimi esseri umani sopravvissuti scappano da una Terra oramai inospitale. Dopo un interminabile viaggio, sembra che finalmente si sia trovato un nuovo pianeta abitabile ma non è tutto oro quello che luccica… Da qui inizia una trama che negli elementi è convincente ma che poi nella sua “messa in scena” rimane decisamente sotto tono anche in quelli che dovrebbero essere i momenti più epici.

Tutto però si dimentica quando si inizia a giocare visto che i People Can Fly sono un team che di shooter davvero se ne intende. Non ci divertivamo così tanto con uno sparatutto da tempo immemore visto che Outsiders ha un gunplay esaltante e trasforma ogni scontro a fuoco in un vero e proprio assedio in cui avremo tanta libertà di azione. Da una parte infatti potremo cambiare il livello di difficoltà a nostro piacimento in ogni momento. Ovviamente però più basso sarà e meno ricompense avremo. Dall’altra a seconda delle quattro classi che sceglieremo per il nostro personaggio, muterà profondamente il tipo di strategia che sarà il caso di adottare. Potremo scegliere tra chi preferisce lo scontro ravvicinato o chi invece preferisce le lunghe distanze o chi si colloca nel mezzo. Tutti comunque avranno dei super poteri speciali da gestire al meglio visto che richiedono un certo tempo per la ricarica.

In ogni caso ci sarà sempre un’azione di gioco davvero esaltante con una intelligenza artificiale “smart” anche a basso livello con scontri a fuoco mai banali con i alcuni boss fight decisamente tosti. Nel corso delle circa 15 ore di campagna (raddoppiate il tempo se vorrete dedicarvi a molte delle missioni secondarie), c’è solo il problema di un level design monocorde e che non prevede particolari variazioni sul tema che avrebbero portato ad una maggiore dinamicità dell’azione. Quando abbiamo dovuto prendere una funivia ci siamo immaginati ad un esempio un intermezzo giocabile ad alte quote così come ci siamo trovati a guidare un furgone corazzato.

Ed invece no: niente diversivi stile Call of Duty che secondo la nostra opinione, nella giusta dose rappresentano un buon antidoto all’eccessiva monotonia delle situazioni in cui verremo coinvolti. Niente che pregiudichi l’ottima qualità di gioco, sia chiaro, ma un accorgimento che avrebbero reso indubbiamente tutto più frizzante.

In precedenza parlavamo della longevità della campagna. Finita quest’ultima si apriranno una serie di nuove missioni affrontabili ma People Can Fly ha già promesso ulteriori contenuti che aggiungeranno ulteriormente combustile a chi vorrà continuare a vivere in questo mondo fantascientifico persistente dove il nostro alter ego inizialmente personalizzabile potrà contare su un albero delle abilità da sbloccare ed un arsenale di armi pronte anche ad essere perfezionate con varie mod.

Ultime considerazioni infine per la realizzazione audiovisiva. La natura cross generazionale è ben visibile sulla versione PS5: 4K e 60 fotogrammi al secondo sono assolutamente un piacere per gli occhi così come alcuni elementi degli scenari ed effetti visivi. Dall’altra le animazioni vengono decisamente da una precedente generazione di videogiochi e lo stesso può dirsi per la qualità delle texture anche se non si può negare che l’orizzonte visivo sia decisamente ampio.

Il sonoro rimane sempre nello sfondo e non si può certo dire memorabile. Discreta la localizzazione completa in italiano che non raggiunge livelli cinematografici ma si rivela sicuramente al di sopra delle media.

Outriders Recensione – IN CONCLUSIONE
Giudicare un titolo come Outriders e dargli un voto numerico non è stato affatto facile. Da una parte abbiamo un gameplay robusto e convincente come pochi altri shooter negli ultimi anni. Dall’altro un level design eccessivamente monocorde senza particolari variazioni sul tema che avrebbero reso la campagna più dinamica. Tornando ai pregi c’è una enorme libertà di gestire il proprio personaggio ed una esperienza di gioco profondamente diversa a seconda della classe che sceglieremo, dall’altra una trama che non riesce ad incidere mai profondamente neppure in quei momenti che sarebbero dovuto esseri di impatto emotivo. Detto tutto questo, nelle tante ore passate in questi giorni con Outriders ci siamo divertiti davvero molto e dunque si merita un voto più che buono anche se rimane l’amaro in bocca visto che con qualche accortezza in più sarebbe potuto essere senza ombra di dubbio eccellente.

Outriders Recensione – VOTO: 8.5