Ready or Not Recensione del videogame disponibile in esclusiva per PC Steam che dopo una lunga fase di accesso anticipato (due anni circa…) è finalmente arrivato alla sua release 1.0.

In Ready or Not, realizzato dal team irlandese di Void Interactive, i giocatori assumono il ruolo di un comandante della SWAT del Dipartimento di polizia di Los Sueños (nome che ci ricorda un po’ quelli “rielaborati” su GTA), impegnato a risolvere diversi scenari ad alto rischio, tra cui liberazione di ostaggi, minacce attive di bombe, sospetti barricati e molto altro.

Sin da quando è stato presentato Ready or Not aveva due obiettivi: uno era quello dichiarato di rappresentare le operazioni delle forze speciali in maniera estremamente realistica (crudezza compresa) e davvero verosimile tanto che Void Interactive si è confrontata con diverse squadre di polizia di tutto il mondo per realizzare un sistema di punteggio e delle regole di ingaggio emozionanti ma allo stesso tempo realistiche. Per incrementare il realismo di Ready or Not, si è prestata particolare attenzione ai principi di penetrazione balistica, di rimbalzo, al funzionamento del kevlar e alla dinamica delle piastre, così come all’espansione e al moto dei proiettili.

L’altro obiettivo forse non propriamente dichiarato era quello di trasformarsi nell’erede spirituale della mitica serie SWAT (che ci ha lasciato da quasi un ventennio) e, anticipando le conclusioni, possiamo dirvi che entrambi i propositi sono stati realizzati egregiamente. E sono tante le scelte difficili che dovrete fare. Esempio: catturare vivi i criminali vi darà un punteggio finale maggiore a conclusione della missione ma tergiversare troppo potrebbe costare la vita ad un ostaggio o ad un civile che si trova in loco. E di variabili come questo ce ne sono tante come alcuni civili magari poco collaborativi: utilizzerete il dialogo che vi porterà via tempo o preferirete risolvere tutto rapidamente con taser o spray al peperoncino?

RoN è un titolo ultra spartano. Si comincia all’interno dell’ufficio di polizia, si analizza il monitor da tavolo per le missioni, si prende il tablet per formare la squadra (da gestire anche da un punto di vista psicologico con alcune funzioni messe ad hoc per migliorare il loro benessere psicofisico), si può passare al vestiario e al poligono di tiro. Niente cinematiche, niente spettacolo: l’unica ridottissima cut scene vede gli uomini delle forze speciali nel furgone per qualche secondo e poi via si parte per l’inizio di un’altra missione pericolosa.

Per quanto tutti i livelli siano differenti tra loro o in compagnia dell’intelligenza artificiale o con altri giocatori connessi on line, gli obiettivi sono sempre gli stessi: arrestare (quando possibile altrimenti eliminare) in qualsiasi modo le presenze ostili, salvare i civili e collezionare le prove dei crimini presenti sul luogo. Come detto il gioco è ultra realistico, tattico e simulativo quindi mettete in conto che può anche bastare un solo colpo di un nemico (e l’intelligenza artificiale è spietata.. fin troppo!) per farvi soccombere e ripartire da zero con la missione.

Ready or Not con questo update 1.0 propone una interfaccia dei comandi molto ben costruita e se anche giocherete da soli l’intelligenza artificiale che muove i nostri agenti è decisamente ben equilibrata. Come scritto in precedenza quelli dei fuorilegge è secondo la nostra opinione fin troppo elevata e visto che questo pensiero è piuttosto comune, magari con una prossima patch renderanno i criminali meno killer infallibili…

L’aggiornamento 1.0 ha pure introdotto la modalità commander per il single player che se pur non abbia un filo narrativo specifico come anticipato nei precedenti paragrafi, lega le missioni dal fatto che saranno sbloccabili una ad una. Ancora più importante è l’aggiunta di ben otto nuovi livelli arrivando così ad un totale di 18. 

Per quanto riguarda infine la realizzazione audiovisiva, Ready or Not è un titolo che nell’insieme raggiunge un livello più che discreto ma con una qualità altalenante. Ad esempio il sistema di illuminazione è splendido, tanto da essere sostanzialmente alla pari a produzioni tripla A più altisonanti. La qualità delle texture invece sia degli ambienti che dei personaggi è invece ad un livello sufficiente. C’è poi qualche animazione davvero mal fatto tipo quando si vuole aprire una serratura con i classici ferri. Elementi marginali visto che alla fine il gioco è sempre fluido e questo è decisamente l’elemento più importante per l’esperienza di gioco.

Il sonoro è ugualmente spartano, realistico e poco incline a lasciare spazio a sottofondi musicali, concentrandosi su voci ed effetti audio. Purtroppo il gioco non è stato localizzato in alcun modo in italiano ma da leggere e da sentire non c’è poi molto a dire il vero.

Ready or Not Recensione – IN CONCLUSIONE
Dopo un lungo periodo di accesso anticipato, Ready or Not arriva alla release 1.0 realizzando l’obiettivo che si era sostanzialmente posto ovvero di trasformarsi nell’erede spirituale di una serie indimenticabile come SWAT. L’estremo realismo nelle operazioni che potremo vivere in svariate modalità, sia in single che in multiplayer, faranno la felicità di chi in un first person shooter decisamente tattico cerca un elevato tasso di verosimiglianza. Qualcosina da aggiustare sul fronte visivo è ancora presente così come nell’intelligenza artificiale (fin troppo elevata) dei fuorilegge ma se amate gli shooter in prima persona realistici e tattici sarebbe davvero criminale (tanto per rimanere in tema…) non inserire Ready Or Not nella vostra libreria di giochi su Steam.

VOTO: 8.5