Shadow of The Colossus per Playstation 4 – La Recensione

Postato Feb 19 2018 - 5:16pm da ITG

Ci sono i bellissimi giochi, ci sono gli splendidi giochi e poi ci sono i capolavori come Shadow of the Colossus. Non c’è termine migliore per descrivere la produzione del Team ICO, capaci con questo titolo nel lontano 2005 di arrivare ai limiti “estremissimi” delle capacità hardware della PS2 e di confermare la loro spiccata empatia con suggestioni completamente differenti rispetto alle estetiche e dinamiche più canoniche presenti nel mondo dei videogiochi.

Shadow of The Colossus era stato un altro importantissimo passo in avanti verso quel processo di diversificazione del medium videoludico che ancora continua tutt’oggi. SotC era semplicemente arte, un titolo che forse non è stato proprio apprezzato da tutti ma chi è entrato in sintonia con le sensazioni trasmesse, ha provato una delle più splendide esperienze possibili in campo videoludico.

Ora tutto questo, dopo un primo porting su PS3, torna su Playstation 4 con un vero e proprio remake, termine più corretto possibile perché se la proposta interattiva è rimasta la stessa, il team texano di Bluepoint Games ha rifatto il gioco da capo sotto il punto di vista grafico e non un semplice porting ad alta definizione.

Come su PS2, il titolo si apre con un ragazzo sopra la groppa di un cavallo che si dirige verso un castello misterioso e con sè ha il corpo esanime di una ragazza. Il motivo del suo viaggio è chiedere ad uno spirito misterioso che avvolge quel castello, di resuscitare la giovane donna. Sotto la guida di una voce misteriosa proveniente dalle mura dell’enorme edificio, intraprenderemo così un’affannosa ricerca per scovare e uccidere 16 giganteschi mostri erranti (i colossi appunto) di questo mondo a dir poco “fantasy”. Solo noi possiamo sconfiggere questi imponenti colossi e, portando a termine tale missione, riportare in vita la ragazza che giace sull’altare. Ma le cose andranno veramente così? Solo finendo il gioco lo scoprirete…

Da questo incipit parte così la nostra esperienza in Shadow of The Colossus (qui tutte le recensioni italiane), 10 ore (circa) caratterizzate da un’estetica molto lontana dalle canoniche coordinate dell’universo videoludico che però potrete respirare in toto solo giocando. Solo in questo modo infatti potrete capire l’atmosfera che si respira in questa terra desolata (dove in un silenzio artificiale cavalcheremo il nostro puledro alla ricerca dei colossi da sconfiggere.

E le battaglie con i colossi: non è tanto il gameplay a brillare (comunque discreto: una buona miscela action – puzzle piuttosto originale ed unica) quanto le sensazioni che si proveranno nello “scalare” il colosso per arrivare fino ai suoi punti deboli e farlo accasciare al suolo. E non vi dico nulla sul finale per non rovinarvi la sorpresa ma vi posso assicurare che parlare d’arte è tutt’altro che fuori luogo… tutt’altro!

E poi non si può che rimanere a bocca aperta di fronte alla qualità tecnica di SotC. Da un titolo per Playstation 2 (all’epoca fantasmagorico ma stiamo parlando di 12 anni fa…), ci troviamo oggi di fronte ad un prodotto capace di tenere testa alle migliori produzioni uscite sul mercato negli ultimi mesi. Chi lo giocherà senza sapere del prodotto originale, non avrà neppure il minimo dubbio che sia un titolo “ammodernato” di PS2 perché come detto in apertura, è stato veramente ricostruito da zero sotto l’aspetto grafico.

Oltre ad un miglioramento epocale di texture, effetti luce, modelli poligonali e quant’altro, il gioco su una PS4 “standard” gira fluido a 30 fotogrammi al secondo che raddoppiano se giocherete su Ps4 dove potrete liberamente scegliere se aumentare il frame rate o la qualità grafica generale. Introdotta poi l’inedita modalità foto con cui realizzare tutti gli scatti che vorrete nel corso della vostra avventura.

E’ pur vero che fra i 16 colossi, così come nell’originale, ne abbiamo qualcuno un po’ “doppione” ma almeno una metà sono realizzati in modo a dir poco sublime ed in più di una occasione ho provato la sensazione di non trovarmi di fronte ad un videogame, tanto era il senso di sbigottimento nei confronti di quello che era visualizzato sulla mia TV. Completa il quadro anche la possibilità di utilizzare vari filtri che modificano la cromia dell’esperienza visiva.

In queste sensazioni emozionali gioca un ruolo importante anche la componente sonora, sempre puntuale, capace di giocare con i silenzi, con degli effetti sonori minimali ma comunque presenti, con poche note di pianoforte che riescono ad esprimere molto di più di una intera orchestra. Per dirla in breve, mi sono letteralmente reinnamorato di questo gioco come la prima volta che lo avevo completato su PS2 e credo che dalla recensione questo sia più che esplicito…

IN CONCLUSIONE
Shadow of The Colossus su Playstation 4 segna il nuovo standard per come recuperare i gioielli del passato per il presente. Ad una esperienza rimasta del tutto immutata, si affianca una realizzazione tecnica fatta ex novo per renderlo un prodotto al top su Playstation 4. Un titolo che ci sentiamo di consigliare a tutti coloro che cercano un’esperienza diversa dal solito in un videogame così come con ICO e The Last Guardian, tutti e tre titoli arrivati dalla stesso team di sviluppo. Al momento senza ombra di dubbio l’esclusiva più importante di Playstation 4 per questo inizio di 2018.

VOTO: 9.5

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