Tra le icone più importanti nella storia dei videogiochi non possiamo non annoverare quell’intrepida e attraente archeologa che risponde al nome di Lara Croft. Dalla sua comparsa a metà degli anni ’90 ne è passata di acqua sotto i ponti e, come per tante altre serie che hanno intrapreso la stessa strada ultimamente, anche per la nostra eroina nel 2013 è arrivato il momento per un reboot con una ottima produzione firmata da Crystal Dynamics.

Visto che squadra che vince non si cambia, Square Enix ha deciso di puntare nuovamente sul team statunitense per il sequel, Rise of The Tomb Raider uscito a fine 2015 e poi per Shadow of The Tomb Raider, già disponibile su Playstation 4 (la versione da noi testata), Xbox One e PC. Siamo di fronte alla prosecuzione esatta sia sotto il profilo narrativo che videoludico del suo predecessore anche se, dopo la fredda Siberia, l’ambientazione si è spostata nella caliente America Latina tra rovine azteche e maya.

Tra flashback e momenti “introspettivi” di Lara non ci si può affatto lamentare della narrazione che ovviamente può contare anche su tantissimi momenti di pura spettacolarità.

L’andamento del level design di Shadow of The Tomb Raider (qui tutte le recensioni italiane con voto) è piuttosto simile al suo predecessore. E così l’inizio del gioco ha dinamiche decisamente survival, in cui la nostra Lara dovrà lottare con le unghie e con i denti per restare in vita: la vedremo ferita e sanguinante, costretta a qualsiasi cosa pur di sopravvivere.

Superate però le prime ore di gioco il titolo entra su binari più “standard”, e si fa anche evidente la fonte di ispirazione, vale a dire Uncharted. In effetti, quasi fosse una versione femminile di Nathan Drake, Lara vedrà alternarsi fasi di sparatorie con altre più ginnico-esplorative ed in questo secondo caso dobbiamo sottolineare come le doti atletiche della nostra eroina siano superiori a quelle del protagonista di Uncharted, rendendo il titolo più divertente da giocare.

Non mancheranno poi fasi stealth ed enigmi vari, alcuni davvero difficili da poter essere portati a termine. L’unico punto debole del suo predecessore risiedeva sostanzialmente nella scarsa reattività e competitività dei nemici nei momenti shooter. Scordatevelo: Shadow of The Tomb Raider anche da questo punto di vista è davvero una grande sfida con un’intelligenza artificiale davvero incarognita.

Dal punto di vista tecnico il videogame fa davvero bella mostra di sé, grazie soprattutto a degli effetti luce straordinari (tra i migliori visti in questa generazione di console) e alla realizzazione delle ambientazioni, ricche di paesaggi mozzafiato e di scenari piuttosto diversificati tra loro. Più che buone le animazioni così come la fluidità a 30 frames al secondo (almeno su Playstation 4 “standard”) quasi mai messa in discussione neppure nelle situazioni più caotiche di gioco.

Il sonoro è straordinario, con musiche d’atmosfera degne di un lungometraggio cinematografico ed un doppiaggio italiano ben recitato, decisamente al di sopra della media, in particolare per quanto riguarda la nostra Lara e gli altri principali protagonisti.

Promozione a pieni voti per la longevità: con una scelta saggia, Crystal Dynamics ha deciso di puntare esclusivamente sul singleplayer regalandoci un’avventura principale molto al di sopra della media in fatto di durata.

Oltretutto la possibilità di crafting per armi, abilità e caccia potrebbe spingere molti giocatori a voler compiere le tantissime missioni secondarie che potremo portare a termine senza dimenticare la parte più “archeologica” in senso stretto con varie tombe da esplorare sempre come sidequest al filone narrativo principale. Non potevano ovviamente mancare vari elementi sbloccabili, altro aspetto che potenzialmente favorisce il possibile allungamento dell’esperienza di gioco.

IN CONCLUSIONE 
Senza rivoluzionare quanto fatto dal suo eccesslente predecessore due anni fa, Shadow of The Tomb Raider è senza ombra di dubbio un kolossal videoludico da consigliare senza esitazioni a tutti gli amanti dei videogames action, oltre che ovviamente a tutti i fan di Lara Croft in versione sia digitale che filmica. Un gameplay solidissimo, una realizzazione audiovisiva pregevole, l’eccellente level design, l’alto tasso di spettacolarizzazione ed una trama ricca di spunti e ben strutturata sono le ragioni principali per attribuirgli un pienissimo nove e per considerarlo uno dei migliori titoli di questo eccellente anno videoludico.

VOTO: 9

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