The Last Guardian per Playstation 4: La Recensione

Postato Dic 21 2016 - 5:40pm da ITG

Ci sono bellissimi giochi, ci sono splendidi giochi e poi ci sono produzioni autoriali come The Last Guardian che se pur non esente da difetti, si è dimostrato una esperienza incredibile da vivere. Non c’è modo migliore per descrivere la nuova produzione di Fumito Ueda, apprezzatissimo per i suoi titoli precedenti (ICO e Shadow of Colossus).

Abbiamo dovuto attendere addirittura 10 anni dal primo annuncio della produzione e un doppio passaggio generazionale di console Playstation  ma alla fine è arrivata la conferma della sua spiccata empatia con suggestioni completamente differenti rispetto alle estetiche e dinamiche più canoniche presenti nel mondo dei videogiochi. The Last Guardian (qui tutte le recensioni italiane) è un altro passo in avanti verso quel processo di diversificazione del medium videoludico che finalmente è stato ampiamente sdoganato.

The Last Guardian potrebbe essere catalogato come poesia visiva o più semplicemente arte: un titolo che forse non sarà apprezzato da tutti ma se entrerete in sintonia con le sensazioni trasmesse da questa esclusiva Playstation 4, sarete di fronte ad una delle più splendide esperienze che potete fare in campo videoludico. Secondo l’opinione di chi sta scrivendo questa recensione, è un titolo che non dovrebbe mancare nella softeca di nessun videogiocatore. Sarebbe sufficiente questo per descrivere la produzione Sony ma andiamo ad analizzare più in dettaglio TLG.

Ueda è un artista visionario e la trama dei suoi titoli è sempre e soltanto accennata. Ambientato in un mondo fiabesco dalle forti tinte nipponiche, The Last Guardian racconta l’avventura di un bambino che si risveglia accanto ad una gigantesca creatura, Trico, ferita in più punto del suo immenso corpo. Il particolarissimo animale può considerarsi un particolare ibrido fra un cane, un gatto ed un uccello ma al di là della sua natura è nel rapporto fra i due che si fonda la bellezza dell’esperienza proposta.

Pian piano Trico inizia a fidarsi del giovane umano e i due riescono in qualche modo a comunicare ed interagire in un lungo viaggio (difficilmente riuscirete a completare il titolo in meno di 15 ore) verso la libertà pieno di ostacoli e difficoltà ma anche di intense emozioni.

Come detto in apertura, ci sono voluti quasi 10 anni prima che The Last Guardian arrivasse nei negozi dal suo annuncio ed è palese come le dinamiche ludiche risentano del tempo passato. TLG può considerarsi un’avventura grafica sui generis con molti puzzle ambientali da risolvere, qualche spolverata action e ovviamente la sua unicità data dalla presenza di Trico. Il tutto funziona molto bene anche se a volte alcune situazioni sono eccessivamente reiterate e non manca qualche problema marcato nella gestione della telecamera e nella presenza piuttosto forte di inerzia dei comandi.

The Last Guardian dunque strizza l’occhio ai giocatori di vecchia data o quelle nuove leve che hanno ampliato i loro orizzonti oltre le caratteristiche tipiche del blockbuster tipicamente a stelle e strisce. Entrambe le categorie riusciranno ad andare oltre dunque i limiti comunque presenti nel videogame ed apprezzarne le qualità.

La vita decennale di The Last Guardian si manifesta parzialmente anche nella realizzazione tecnica proprio nella sua struttura di base. In realtà poi l’esclusiva Playstation 4 è una vera gioia per gli occhi grazie all’impressionante mole di Trico, alle sue animazioni sia dei suoi movimenti che del suo piumaggio, rendendolo incredibilmente affascinante e convincente sia da un punto di vista sensoriale che in fatto di freddi numeri tecnici. Il tutto però porta spesso a cali nel frame rate che difficilmente riesce a mantenersi costante sui 30 trenta fotogrammi al secondo.

Soltanto lodi invece per il sonoro con una soundtrack incredibilmente ispirata e capace di aumentare la forte carica emotiva che già il videogame presenta di suo. Suggestiva anche la voce narrante del bambino cresciuto rimasta in lingua originale (il giapponese) ma accompagnata dagli essenziali sottotitoli in italiano.

IN CONCLUSIONE
The Last Guardian è un titolo anomalo per molte ragioni, tutt’altro esente da difetti, ma al tempo stesso propone un’esperienza unica tanto che nei precedenti paragrafi chi sta scrivendo l’ha definito poesia visiva. Un prodotto che mira al cuore dei giocatori e al fanciullino che è in noi anche se si è arrivati agli enta o agli anta. Una bellissima favola dalle tinte fortemente nipponiche da consigliare senza esitazioni a tutti, ma che tutti forse non apprezzeranno per la sua quasi unicità.

VOTO: 9

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