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Ai più attenti lettori e videogiocatori non sarà sfuggito il fatto che con questo nuovo capitolo di Yakuza scompare il numero che contraddistingue il capitolo per lasciare spazio al sottotitolo Dead Souls. Il motivo è presto detto, DS è uno spin-off della saga principale e porta con sé una ventata di novità, a partire proprio dal gameplay…

Yakuza Dead Souls Recensione Playstation 3

A dire il vero, le novità contraddistinguono anche il background e la trama, visto che per la prima volta avremo a che fare con degli zombie. A fare da sfondo una trama semplice quanto poco originale: Aprile 2011, Kamurocho, il famoso distretto a luci rosse di Tokyo, è sotto l’attacco di orde di Zombie. I non morti si moltiplicano e invadono le strade di questa parte di città già invasa dal peccato, qualcuno dovrà liberarla. Quattro uomini insorgono a difesa di quello a cui tengono e diventeranno l’unica speranza per coloro che sono ancora umani.

Presi i comandi del gioco, ci si accorge di come il gameplay sia radicalmente cambiato: non più picchiaduro ma sparatutto in terza persona. Sono poi scomparsi i combattimento casuali, viaggiare per la città principale adesso serve solo ad accedere alle varie missioni secondarie.

Yakuza Dead Souls Recensione Playstation 3

Il sistema di fuoco è piuttosto semplice, con L1 potrete mirare mentre con R1 potrete far fuoco e il vostro alter ego cercherà sempre di colpire il bersaglio più vicino avvalendosi di una sorta di auto-focus: non manca la possibilità poi di prendere la mira manualmente, tramite pressione del tasto L2.

Dobbiamo dire che se il nuovi sistema di combattimento ci ha piacevolmente colpiti, nel medio-lungo periodo purtroppo mostra tutti i suoi limiti (soprattutto quando i nemici che ci si fanno contro cominciano ad essere davvero numerosi).

Yakuza Dead Souls Recensione Playstation 3

Infatti, il sistema di mira automatico non sempre svolge agevolmente il proprio compito arrivando a mancare il bersaglio non di rado, mentre quello manuale risente di una forte lentezza e imprecisione: il risultato è che il divertimento tende purtroppo ad affievolirsi proprio a casua di questi difetti, andando a compensare in maniera negativa i pregi del nuovo gameplay. Fortunatamente non manca a possibilità di controllare ancora una volta quattro personaggi differenti, ognuno con la sua storia e di accedere ai tanti passatempo, come le sale giochi, il karaoke, hostess club, i casinò, la pesca e il golf.

Il comparto audio video è pressochè invariato rispetto al terzo capitolo, aspettatevi quindi una cura quasi maniacale per i dettagli dei personaggi principali, mentre gli ambienti risentono di una scarsa modellazione poligonale e di texture di basso livello; purtroppo poi nelle situazioni più concitate il frame rate risente dell’elevato numero dei nemici a schermo. Buono il sonoro, con musiche ben ritmate che sottolineano a dovere l’azione di gioco, mentre ancora una volta il titolo è parlato solo in giapponese con sottotitoli in inglese.

Yakuza Dead Souls Recensione Playstation 3

IN CONCLUSIONE
Uno spin-off può essere un’ottima occasione per sperimentare situazioni e meccaniche nuove rispetto al brand principale. Devono averlo capito bene i ragazzi di Sega, che ne hanno approfittato per introdurre gli zombie e per trasformare Yakuza in uno sparatutto in terza persona. Le idee di base sono buone e portano una ventata di novità di cui si sentiva il bisogno, peccato solo che alcune imprecisioni del sistema di mira tendano a vanificare, almeno in parte, gli sforzi compiuti in tal senso…

GLAMOUR 7
GRAFICA 7
SONORO 8
GAMEPLAY 6
LONGEVITA’ 8
TOTALE 7




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