Correre fino a 200 chilometri in una settimana, affrontare allenamenti durissimi tra il Trentino e il Kenya e preparare una delle maratone più attese al mondo. Per Yeman Crippa, però, la strada verso New York passa anche da un’abitudine molto meno faticosa: il riposino dopo pranzo. Il campione azzurro ha raccontato alcuni dettagli della sua preparazione, tra corse lunghissime, lavoro sulla velocità e attenzione al recupero, con Amazfit Cheetah 2 Pro al polso.
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Yeman Crippa verso la Maratona di New York: una preparazione da 200 km a settimana
Dopo il successo alla Maratona di Parigi, conquistata con il tempo di 2 ore, 5 minuti e 18 secondi, Yeman Crippa si prepara a una nuova sfida di grande prestigio. La Maratona di New York, in programma il 1° novembre 2026, rappresenta un appuntamento speciale per il mezzofondista e maratoneta italiano, pronto a confrontarsi con le strade della Grande Mela.
Il percorso, che attraversa i cinque distretti della città, presenta difficoltà particolari: saliscendi, vento e un contesto competitivo di altissimo livello. A rendere unica la gara contribuiscono anche il pubblico e l’atmosfera che accompagna i corridori lungo il tracciato.
Crippa sa che la preparazione fisica non è tutto. «La Maratona di Parigi mi ha insegnato molto. Un aspetto da non sottovalutare è quello mentale, che a mio avviso incide in misura determinante sulla maratona», racconta l’atleta, sottolineando l’importanza delle corse lunghe e della capacità di gestire lo sforzo senza cercare sempre la massima velocità.
Ripetute, corse lunghe e doppie sessioni: come si allena Crippa
Il volume di allenamento può arrivare a 200 chilometri settimanali, distribuiti in una routine che combina resistenza, velocità e recupero. Le giornate prevedono spesso due sessioni: una corsa principale al mattino e un allenamento più leggero nel pomeriggio, generalmente dedicato al recupero e al mantenimento del ritmo.
Tra gli esempi raccontati dall’atleta c’è una corsa pomeridiana di circa 10 chilometri a un ritmo di 4 minuti al chilometro. Un passo relativamente tranquillo per un professionista del suo livello, ma inserito in un programma che comprende anche sedute decisamente più impegnative.
Durante la settimana trovano spazio le ripetute, mentre nel fine settimana arrivano i lunghi, che possono raggiungere i 40 chilometri. Tra gli allenamenti descritti figurano sei ripetute da 4.000 metri, con recuperi di due minuti e mezzo da fermo, per un totale di oltre 24 chilometri a un ritmo medio di 2 minuti e 57 secondi al chilometro.
Un’altra sessione prevede 15 ripetute da 1.000 metri, intervallate da un minuto e mezzo di recupero. Non mancano corse superiori ai 27 chilometri a un ritmo medio di 3 minuti e 3 secondi al chilometro, alternate a uscite più controllate.
Numeri che aiutano a capire quanto sia articolato il lavoro necessario per affrontare una maratona ai massimi livelli. I 42,195 chilometri della gara sono soltanto la parte visibile di un percorso fatto di settimane di allenamenti, gestione della fatica e attenzione ai dettagli.
Dal Trentino al Kenya: perché allenarsi in altura
Una parte importante della preparazione di Crippa si svolge tra le montagne del Trentino e gli altopiani del Kenya, dove l’atleta si allena a circa 2.000 metri di altitudine.
I due ambienti offrono condizioni differenti e permettono di alternare percorsi, pendenze e stimoli di allenamento. In Kenya, in particolare, la prima fase è dedicata all’acclimatazione, prima di riprendere progressivamente le doppie sessioni quotidiane.
Il programma comprende corse di recupero, ripetute e lunghi su terreni ondulati. Le salite e le variazioni di ritmo contribuiscono a rendere il lavoro più completo, mentre l’alternanza tra sedute intense e corse più tranquille aiuta a organizzare il carico di allenamento.
È un approccio che mostra come, nella preparazione di un atleta d’élite, non conti soltanto accumulare chilometri. Anche la distribuzione degli sforzi e la capacità di arrivare alle sessioni successive nelle condizioni migliori hanno un ruolo fondamentale.
Il segreto del recupero? Il riposino dopo pranzo
Tra i dettagli più curiosi della routine di Yeman Crippa c’è proprio il riposo pomeridiano. In un programma che può comprendere due allenamenti al giorno, recuperare le energie diventa una parte essenziale della preparazione.
L’atleta cerca di mantenere orari regolari: va a dormire intorno alle 23 e si sveglia verso le 7. Dopo pranzo, inoltre, si concede un momento di riposo prima di affrontare la seconda sessione di corsa.
«Dormire è molto importante: credo che sia il modo migliore per recuperare dopo uno sforzo fisico. Vado a letto quasi sempre alla stessa ora e tendo a riposarmi dopo pranzo, prima del mio secondo allenamento», spiega Crippa.
L’attenzione al recupero aumenta ulteriormente nei giorni che precedono una competizione importante. In quella fase il volume e l’intensità degli allenamenti vengono ridotti, mentre il sonno assume un ruolo ancora più importante.
Il maratoneta racconta anche di cercare di limitare l’utilizzo di smartphone e tablet prima di dormire e di preferire pasti leggeri in vista della gara. Accorgimenti semplici, inseriti in una routine costruita per arrivare alla partenza nelle condizioni migliori.
Amazfit Cheetah 2 Pro al polso di Yeman Crippa
Nella preparazione verso New York, Crippa utilizza Amazfit Cheetah 2 Pro, uno sportwatch progettato per chi pratica la corsa e vuole monitorare con attenzione i propri allenamenti.
Il dispositivo offre GPS a doppia banda e supporto a più sistemi satellitari, metriche avanzate per la corsa e strumenti per seguire ritmo, prestazioni e carico di lavoro. Sono presenti anche funzioni dedicate agli allenamenti strutturati e piani di corsa tramite Zepp Coach, pensati per accompagnare il runner nella preparazione.
Tra le caratteristiche figurano inoltre un display AMOLED protetto da vetro zaffiro, una cassa in titanio e una batteria progettata per sostenere anche sessioni prolungate con GPS attivo.
Uno sportwatch di questo tipo può essere interessante per chi vuole analizzare i propri progressi, pianificare le uscite e avere a disposizione più dati durante la corsa. Naturalmente, gli strumenti tecnologici accompagnano il lavoro dell’atleta, ma non sostituiscono la preparazione, la costanza e il recupero.
Verso New York, tra ambizione e consapevolezza
Per Crippa la Maratona di New York non è soltanto un’altra gara da aggiungere al calendario. È l’occasione per vivere in prima persona una delle manifestazioni più iconiche della corsa mondiale, dopo aver già dimostrato il proprio valore sulla distanza con la vittoria di Parigi.
«Sarò soddisfatto quando taglierò il traguardo senza più energie da spendere e potrò ripensare a ogni momento della mia preparazione», racconta il campione.
È forse questo il dettaglio più significativo della sua routine: dietro i chilometri, le ripetute e gli allenamenti in altura c’è la consapevolezza che una maratona si prepara anche imparando a gestire le proprie energie.
E sì, nel programma di uno dei migliori maratoneti italiani c’è spazio anche per un riposino dopo pranzo.
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