One of the greatest things about soccer is unpredictable. Questa citazione di José Mourinho dice moltissimo su quello che è possiamo definire come uno degli aspetti più determinanti del calcio. L’imprevedibilità. La recentissima Champions League è lì a dimostrarlo, soprattuto per come si è svolta la finale (con i favoriti che si sono visti rimontare il vantaggio per poi andare a perdere ai rigori). Da quello che ho avuto modo di provare in questo primissimo hands-on di Fifa 13 appare evidente come il team canadese di EA si sia voluto focalizzare sul concetto di imprevedibilità espresso dalla citazione dello special one.
In questo producer tour organizzato negli uffici milanesi della software house David Rutter, il lead producer di Fifa in EA Sports, ci ha tenuto a sottolineare come questa anteprima riguardasse esclusivamente le novità introdotte a livello di gameplay, controlli e fisica di gioco. Niente anticipazioni riguardo a nuove modalità di gioco per il momento, ma per quelle basterà pazientare per l’imminente E3, dove verranno svelate tutte le novità.
L’incontro si apre con Rutter che comincia a presentare i punti focali su cui si è concentrato il suo team per migliorare un’esperienza di gioca già ottima, cercando di spingere ancora di più sul realismo e sul già citato concetto di imprevedibilità. Se l’anno scorso era stato il reparto difensivo ad essere rivoluzionato (il tactical defending system) quest’anno è in attacco che incontreremo le novità più interessante a livello di gameplay per quanto riguarda fisica della palla, dribbling e contrasti tra i giocatori.
Partiamo dall’IA dei nostri compagni di gioco che quest’anno non si limiteranno a scattare in profondità per ricevere un passaggio, ma cercheranno di crearsi degli spazi, aggirando i difensori avversari o cambiando radicalmente la direzione del loro movimento; inoltre, non sarà solo l’uomo più vicino al portatore di palla (e quindi, il primo a cui potremmo indirizzare il passaggio) a muoversi per crearsi spazi, questi movimenti tattici coinvolgeranno anche i giocatori più lontani, permettendoci di imbastire delle azioni corali molto realistiche e che lasceranno molto spazio alla nostra creatività tattica.
Pad alla mano, la prima novità che si fa sentire in maniera evidente è il First Touch Control. Fino al precedente capitolo praticamente tutti i giocatori erano in grado, nel ricevere passaggi raso terra o cross alti, di stoppare la palla tenendosela attaccata al piede, con azioni poco realistiche in cui magari potevamo osservare difensori poco dotati tecnicamente bloccare una lancio alto in maniera impeccabile per poi uscire dall’area palla al piede.
Ecco, scordatevelo, ora i valori dei giocatori e la posizione del corpo al momento di ricevere un passaggio influiscono pesantemente sul controllo di palla, dando maggior realismo ed imprevedibilità alle azioni di gioco, sia in fase offensiva sia in quella difensiva. Giocando mi è capitato di perdere palla malamente con delle ali poco dotate che buttavano fuori la palla nel tentativo di controllarla in corsa, mentre in difesa, è facile regalare palla all’avversario se si tenta di controllare al volo palle troppo complesse.
In fase offensiva la grossa novità è rappresentata dal Complete Dribbling, un’evoluzione di quanto visto fino ad ora a livello di finte e manovre per saltare le difese avversarie, con un sistema di dribbling totalmente a 360° che è stato implementato con nuove finte e nuovi trick (molti dei quali presi dal recente Fifa Street) e con un nuovo sistema chiamato "Facing the defender" (attivabile tenendo premuti i due trigger del pad) che ci permette di rallentare la nostra corsa una volta di fronte al difensore avversario per prepararci a scattare nel tentativo di aggirarlo. Ma non pensate che ora il gioco sia diventato una fiera del dribbling e delle finte, al contrario, la nuova fisica della palla ha reso più complessa la gestione delle finte, soprattutto in presenza di giocatori scarsi tecnicamente che spesso perderanno la palla nel tentativo di eseguire un particolare trick.
Inoltre, il nuovo Player Impact Engine permette di arginare gli attacchi avversari con un sistema, chiamato "push/pull", che tramite la pressione del tasto B permette di strattonare e spingere l’avversario per tentare di rendere incerto il suo equilibrio, portandolo quindi a sbagliare tiri o passaggi. Insomma, si è fatto un passo avanti rispetto all’anno scorso per rendere ancora più importante la fisicità dei giocatori e l’abilità nel controllare e difendere la palla.
L’ultima novità che ci viene presentata riguarda i calci di punizioni e il sistema di "Tactical Free Kicks" che in pratica ci permette una maggiore possibilità di scelta in merito alle azioni da eseguire su calcio di punizione, tanto in attacco (con la possibilità di avere fino a 3 giocatori sul dischetto) quanto in difesa (con la possibilità di far avanzare il muro, di aggiungere giocatori o di far avanzare uno di essi per tentare di intercettare la palla).
Nonostante la build provata sia ancora indietro rispetto al gioco definitivo (che, lo ricordiamo, uscirà a fine settembre) si avverte subito un feeling diverso cominciando a giocare. Per farvi capire ciò che intendo, vi basti pensare che dopo la mattinata trascorsa giocando a Fifa 13, una volta a casa ho provato a mettere su il precedente capitolo, trovandomi di fronte ad un gameplay che, per alcuni versi, mi pareva quasi arcade.
Già, perchè l’introduzione di una fisica più realistica della palla, soprattutto per quanto riguarda i movimenti offensivi e il controllo sui lanci lunghi, rende molto più complessa l’azione d’attacco, equilibrando molto le due fasi di gioco. Si ha la netta sensazione di avere una totale libertà di gioco con la palla, ma con la consapevolezza che basta poco per sbagliare e perdere palla, arginando parzialmente alcune tattiche di gioco basate sul dribbling folle.
E’ ancora prematuro dare un giudizio al comparto tecnico visto che la build è ancora largamente incompleta (l’audio era assente) ma si nota già un grande lavoro svolto sulle animazioni che vanno ad integrare l’aumentata fisicità dei contrasti di gioco, con giocatori che tirano, spingono e cercano di rimanere in equilibrio in maniera molto realistica.
Fifa 13 mantiene una caratteristica fondamentale che si percepisce ormai dal capitolo del 2008 sviluppato da EA: una forte passione per il calcio giocato. La direzione è quella, creare, anno dopo anno, una perfetta simulazione calcistica che possa avvicinare al massimo l’esperienza di gioco a quella del calcio reale, ricreandone fedelmente ritmi, situazioni ed imprevedibilità. Vista la direzione presa a livello di gameplay, non possiamo che attendere fiduciosi le novità che riguardano le modalità di gioco, le licenze e tutte features che fanno da cornice ad un gioco che mira, una volta per tutte, a creare l’esperienza calcistica definitiva.
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Francesco Saracino





