The Persistence Enhanced Recensione della nuova versione del gioco uscito inizialmente come esclusiva di Playstation VR nell’estate di 3 anni fa. Disponibile su Playstation 5 (la versione da noi testata) e PC, con la versione Xbox Serie X|S “coming soon”, la produzione di Firesprite ha dalla sua alcuni punti di forza ma anche qualche criticità che andremo ad esplicitare nei prossimi paragrafi. Da segnalare che chi ha acquistato il gioco in versione “base” riceverà l’update “Enhanced” in forma del tutto gratuita.

Si tratta a tutti gli effetti di un vero e proprio horror fantascientifico e dunque potete facilmente capire come qualche rimando cinematografico all’immortale saga Alien e all’indimenticabile serie videoludica di Dead Space non possa ovviamente mancare.

Sia chiaro però, The Persistance ha una sua anima sia estetica che videoludica visto che sotto l’aspetto strettamente interattivo può considerarsi un’esperienza in prima persona roguelike con creazione dei livelli procedurali sempre differenti di partita in partita.

Un titolo dove un approccio action brutale non sarà affatto premiato. Meglio dunque pensare subito ad una attitudine stealth per mettere KO i vari mostruosi mutanti presenti sull’astronave dove è ambientato il gioco.

Come ogni roguelike che si rispetti, anche in The Persistance si muore con facilità: per fortuna c’è una macchina sfornacloni di Zimri Eder, la responsabile della sicurezza che oltre a dover cercare di sopravvivere, avrà come fine ultimo quello di tornare sulla Terra visto che il bagno di sangue interstellare è nato dall’effetto di un buco nero che ha letteralmente risucchiato la nave.

Il genere si presta ovviamente alla tradizionale crescita del personaggio per vari parametri. La progressione sarà direttamente proporzionale all’acquisizione di una sostanza organica estraibili dai simpatici cloni mostri killer.

Per quanto riguarda l’upgrade “next generation” è da apprezzare lo sforzo della software house di implementare il ray tracing ed altri effetti visivi molto piacevoli e su Playstation 5, la versione da noi testata, sono supportati sia i grilletti adattivi che il feedback aptico. Rimane evidente però che il videogame provenga da una generazione passata di console ed alcuni bug presenti nella versione originali sono presenti anche dopo questo aggiornamento.

I dialoghi sono rimasti in inglese ma con sottotitoli in italiano mentre l’accompagnamento musicale riesce in modo più che discreto ad aumentare la tensione che l’esperienza di gioco vuole ovviamente provocare nel giocatore.

The Persistence Enhanced Recensione – IN CONCLUSIONE
The Persitence anche in questa versione Enhanced rimane un horror fantascientifico da consigliare in primis agli “orfani” di Dead Space che ritroveranno atmosfere oscure e piene di tensioni per un’esperienza ludica che strizza l’occhio in modo evidente ai roguelike. Pur non esente da qualche difetto, ci sentiamo davvero di consigliarlo a tutti coloro che vogliono provare emozioni forti impreziosite dall’upgrade next generation.

VOTO: 7.5