Returnal Playstation 5 Recensione di uno dei titoli più intensi, interessanti e coinvolgenti degli ultimi mesi ma al contempo particolarmente frustranti. Indubbiamente l’esclusiva per la console next generation di casa Sony non è un prodotto che lascia indifferenti.

Come potete vedere nella nostra scheda dove abbiamo raccolto voti e recensioni dei principali siti italiani, il gioco dei finlandesi di Housemarque e co-prodotto dai Playstation Studios è stato accolto molto bene ma al contempo è stato anche oggetto di un review bombing da parte di un nutrito gruppo di utenti.

La ragione? Quella accennata inizialmente: Returnal è un titolo DAVVERO difficile, l’erede spirituale dei vari Souls (compreso il remake uscito sempre in esclusiva su PS5), uno shooter con la creazione dei livelli randomica (roguelike o roguelite se preferite), senza possibilità di scegliere la difficoltà e con checkpoint numericamente limitatissimi e non considerabili alla stessa stregua di quelli presenti in giochi “normali”.

Spesso una “run” fantastica prima del boss viene rovinata da uno stanzone con più nemici del solito e magari protetto da uno scudo energetico posto in una posizione difficile da arrivare senza che qualcuno ci rovesci una marea infinita di proiettili addosso. La presenza o meno di power up, consumabili, potenziamenti di cui sono una minimissima parte rimangono a nostra disposizione nel tentativo successivo, rendono a volte davvero frustrante tutta la nostra dedizione a non farci mai colpire per aumentare anche la nostra adrenalina che ci consente di avere maggiore potenza di fuoco.

Chi vi sta scrivendo questa recensione, normalmente di fronte ad un titolo così ostico, si sarebbe arreso ma questa esclusiva Playstation 5 ha davvero una quantità di pregi straordinaria. Intanto il gameplay: tra le capacità di una software house nata ai tempi dell’Amiga che per la prima volta si mette alla prova con le tre dimensioni e le obiettive maggiori capacità tecniche date da PS5, Returnal rappresenta davvero una nuova generazione per gli shooter.

Siamo infatti di fronte ad un gunplay ESALTANTE, ad una precisione del sistema di controllo impareggiabile e ad una empatia con il controller che non ha davvero precedenti. In questo aiuta moltissimo anche il DualSense che fra grilletti adattivi e feedback aptico, risulta spesso il vero protagonista dell’esperienza di gioco.

Come se non bastasse, l’idea di costruire la narrazione fuori dagli schemi aumenta l’interesse e la voglia di andare avanti. Inizialmente ci ritroviamo davvero con pochissime informazioni. La nostra alter ego, Selena, sembra essere un’astronauta caduta su un pianeta alieno pieno di creature mortali e reperti di una civiltà che sembra oramai estinte.

Le cose però si fanno più controverse quando sullo stesso pianeta, Selena ritrova la sua casa e pian piano emergono altri frammenti di verità e del suo passato. Ogni volta che gli alieni ci fanno fuori, il gioco ricomincerà da capo fatto salvo di arrivare ad un certo punto ed avere via libera a nuove sezioni prima bloccate.

Abbiamo già parlato di come Returnal sfrutti al meglio il DualSense ma la produzione di HouseMarque primeggia anche per la qualità dell’Audio 3D: non giocare con cuffie compatibili a questa feature di PS5 fa perdere un po’ del fascino dell’esperienza di gioco visto che il surround è straordinario. Lo si percepisce soprattutto quando sul pianeta piove con le gocce che sembrano davvero cadere da punti diversi. Le musiche angoscianti di accompagnamento rendono benissimo l’atmosfera di cui è intrisa tutta l’esperienza di gioco.

Sotto l’aspetto visivo, Returnal non sarà ricordato per le costruzioni più maestose viste in un videogame o per la qualità delle texture ma la realizzazione grafica è incredibilmente funzionale all’esperienza di gioco: gli elementi su schermo sono tantissimi, gli effetti luce sono splendidi mentre la fluidità a 60 fotogrammi al secondo non viene mai meno. Sotto vari aspetti anche la grafica di Returnal può essere considerata davvero next gen anche se forse gli manca quell’aspetto “stupefacente” che magari avremo grazie alla prossima esclusiva PS5 in arrivo ovvero Ratchet & Clank Rift Apart.

Returnal Playstation 5 Recensione – IN CONCLUSIONE
Se siete tra i fortunati possessori di Playstation 5, Returnal non dovrebbe davvero mancare nella vostra softeca. Siamo infatti di fronte ad uno shooter next generation sotto vari punti di vista a cominciare dal gameplay di livello stratosferico che sfrutta al meglio alcune caratteristiche esclusive della console next gen di casa Sony a cominciare dal DualSense. Sappiate soltanto però che per completare Returnal ci vorranno ben più delle canoniche sette camicie visto che il livello di difficoltà è elevatissimo, i checkpoint ridottissimi e la componente “randomica” può giocarvi brutti scherzi anche dopo una “run” straordinaria. Ma quando riuscirete ad abbattere i vari bossi, la soddisfazione sarà davvero… TANTA!

VOTO: 9