Arkanoid Eternal Battle Recensione del ritorno di una serie firmata dalla nipponica Taito che negli anni ’80, 1986 per la precensione, ha conosciuto un successo incredibile prima nelle sale giochi di tutto il mondo e poi su computer e console.

Disponibile per console Playstation, Xbox, Switch e PC (noi abbiamo testato proprio quest’ultima), il titolo realizzato dai programmatori francesi di Pastagames per Microids prova a coniugare le dinamiche tipiche della serie (ed anche dell’antesignano Breakout datato 1976) con modalità molto più recente, la Battle Royale su tutte. Ma guardiamoci il trailer di lancio e poi entriamo nel dettaglio…

Arrivati nel menù di Arkanoid Eternal Battle, al di là delle opzioni disponibili, troverete quattro modalità di gioco. Siamo rimasti subito favorevolmente colpiti dalla presenza del gioco originale. Successivamente però ci ha lasciato del tutto basiti la volontà di ricostruire l’atmosfera da sala giochi anni ’80: in parole povere il videogame si visualizzerà solo in un terzo di schermo e questo si può anche accettare visti le differenti dimensioni dei monitor dei tempi.

Quello che proprio ci ha lasciato sorpresi è voler simulare l’atmosfera da sala giochi con in sottofondo una musica stile jukebox ed una sorta di vociare che per i primi minuti può anche essere una variazione sul tema carina ma non essendo modificabile alla lunga, almeno a noi, ci ha portato a mettere l’audio davvero al minimo. Capiamo che il gioco originale non aveva musiche ma i suoi effetti sonori sono per noi davvero cult e avremmo gradito poterli apprezzare senza rumorosi sottofondi.

La seconda modalità che AEB ci propone è una nuova avventura in single player che abbiamo apprezzato decisamente. Il numero di livelli è adeguato (quarantacinque contri i trentatré dell’originale) ed il loro design riesce a mantenersi fedele alla tradizione ma apportando qualche innovazione interessante come power up e nuovi “nemici” se pur, forse, si sarebbe potuto spingere ancora di più sull’acceleratore.

E poi ci sono le modalità multiplayer. La prima è offline e consente ad un massimo di quattro giocatori di sfidarsi in split screen. L’interazione che c’è fra i player è rappresentato da alcuni poteri che vanno ad infastidire gli altri giocatori. Stesse dinamiche presenti nella battle royale dove 25 giocatori tramite crossplay (e con l’intelligenza artificiale a fare da riempitiva) avanzeranno in vari livelli fin quando non ne rimarrà soltanto uno con l’eliminazione di un giocatore dopo un tot di tempo.

Le due modalità multiplayer sono piacevoli ed è stata una bellissima intuizione quella di portare il Battle Royale nella serie Arkanoid. Quello che secondo la nostra opinione è mancato è stato un po’ di coraggio a rendere l’esperienza più attuale e “cattiva” con maggiore interazione fra i giocatori. Anche nella parte finale della battaglia quando si rimane in quattro sullo stesso schema alla fine l’interazione è molto limitata e davvero si sarebbe potuto fare molto di più da questo punto di vista.

Il restyling grafico non fa gridare al miracolo ma lo stile “neon” è piacevole e modernizza abbastanza le icone di Arkanoid. Sicuramente anche da questo punto di vista si poteva fare di più ma nell’insieme il livello raggiunto è discreto. Buona infine la colonna sonora che rielabora e remixa i temi principali del gioco con un sound elettronico molto piacevole e convincente.

Nota finale riguardo alla versione PC da noi testata: incredibile la mancanza di poter utilizzare il mouse per il controllo del gioco. Se pensiamo come fosse possibile su Commodore Amiga (sempre sia lodata…), l’effetto di basimento non se ne va ancora…

Arkanoid Eternal Battle Recensione – IN CONCLUSIONE
Arkanoid Eternal Battle è uno di quei giochi in cui bisogna per forza di cosa utilizzare la metafora del bicchiere mezzo vuoto e mezzo pieno. Da una prospettiva positiva, la produzione di Microids si lascia giocare con piacere tra nuova avventura in single player, la presenza del titolo originale (che però è vittima di alcune scelte davvero discutibili come scritto nei precedenti paragrafi) e le due fruizioni multiplayer, in particolare quella on line con l’implementazione di una sorta di Battle Royale Crossplay decisamente innovativa. D’altra parte però si ha la sensazione che si poteva fare di più sotto vari aspetti e che un’esperienza comunque più che discreta si poteva trasformare in un vero e proprio cult. Magari lo diverrà con un ipotetico sequel…

VOTO: 7.5