La DreadOut Remastered Collection segna il ritorno di un titolo horror che ha saputo, nel corso degli anni, ritagliarsi una piccola nicchia di appassionati grazie al suo legame con il folklore indonesiano e alle sue atmosfere uniche. Disponibile su PlayStation 5 e Nintendo Switch, questa raccolta comprende il gioco base uscito nel 2014 e il DLC DreadOut: Keepers of the Dark, offrendo ai fan dell’horror un’opportunità di riscoprire l’opera di Digital Happiness. Noi abbiamo avuto modo di testarla su PlayStation 5, ma il titolo è stato adattato con attenzione anche per la console ibrida di Nintendo.
Un horror radicato nel folklore indonesiano
Una delle caratteristiche distintive di DreadOut è senza dubbio il suo forte legame con il folklore e le leggende metropolitane indonesiane. Il gioco ci mette nei panni di Linda Melinda, una giovane studentessa che si ritrova intrappolata in una cittadina abbandonata infestata da spiriti maligni. Con l’aiuto del suo smartphone, che funge da principale strumento per rilevare e combattere le entità soprannaturali, Linda deve trovare un modo per sopravvivere e scoprire i segreti nascosti dietro gli eventi che la circondano.
La trama è ricca di riferimenti alla cultura asiatica, con spettri e mostri che derivano direttamente dalle credenze popolari indonesiane. Questo conferisce al titolo un’identità forte e lo distingue da molti altri giochi horror occidentali ed anche orientali, offrendo un’esperienza che è al contempo familiare per gli amanti del genere e affascinante per chi desidera esplorare una narrativa diversa dal solito.
Similitudini con Project Zero
È impossibile parlare di DreadOut senza citare le sue somiglianze con la celebre serie Project Zero (conosciuta anche come Fatal Frame). Entrambi i titoli condividono una struttura ludica simile, in cui il combattimento contro i fantasmi non avviene con armi tradizionali ma attraverso dispositivi che rivelano e catturano le entità sovrannaturali. Nel caso di DreadOut, l’utilizzo dello smartphone per fotografare i fantasmi ricorda da vicino la Camera Obscura di Project Zero, pur mancando di alcune delle raffinatezze meccaniche che caratterizzano il titolo di Tecmo Koei.

Le similitudini non si limitano al gameplay, ma si estendono anche all’estetica e all’atmosfera. I corridoi bui, le case abbandonate e l’uso sapiente del suono per creare tensione evocano chiaramente lo spirito della serie giapponese. Tuttavia, DreadOut riesce comunque a mantenere una propria identità grazie al contesto culturale unico e a una narrativa che si appoggia fortemente sulle tradizioni indonesiane.
Un’avventura horror con elementi stealth
Il gameplay di DreadOut si sviluppa attraverso un mix di esplorazione, enigmi e incontri con entità soprannaturali. Linda deve spesso evitare di essere vista dai fantasmi, aggiungendo una componente stealth che aumenta ulteriormente la tensione. Questi momenti si alternano a sessioni in cui il giocatore deve utilizzare il proprio smartphone per fotografare i fantasmi, scoprendo i loro punti deboli e purificandoli. Questo sistema di combattimento, pur semplice, è efficace nel mantenere alta l’adrenalina, soprattutto quando ci si trova circondati da nemici in ambienti stretti.
Dal punto di vista degli enigmi, il gioco offre una varietà discreta, anche se alcune soluzioni possono risultare poco intuitive, costringendo il giocatore a esplorare a fondo ogni area per progredire. Questo aspetto può risultare frustrante per chi non è abituato a un design vecchia scuola, ma è anche parte del fascino di un titolo che non tiene per mano il giocatore.
DreadOut Remastered Collection: Rimasterizzazione tra alti e bassi
La remastered di DreadOut porta con sé una serie di miglioramenti tecnici che rendono il gioco più godibile sulle console moderne. La grafica è stata aggiornata con texture più definite e un’illuminazione migliorata, che contribuiscono a creare un’atmosfera ancora più inquietante. Tuttavia, è impossibile ignorare il peso degli anni: alcune animazioni risultano legnose, i modelli dei personaggi appaiono datati e il design di alcune aree rivela le limitazioni di una produzione indie di dieci anni fa.
Anche il comparto audio, pur efficace nel creare tensione, soffre di alcune scelte poco raffinate, con effetti sonori che possono risultare ripetitivi e musiche che, sebbene evocative, mancano di varietà.

Un aspetto positivo della remastered è la presenza di DreadOut: Keepers of the Dark, un DLC che amplia l’esperienza del gioco base con nuove sfide e un approccio più aperto, che consente ai giocatori di esplorare diverse aree nell’ordine che preferiscono. Questo contenuto aggiuntivo rappresenta un buon complemento all’avventura principale e offre una maggiore rigiocabilità.
Un titolo per una nicchia specifica
Nonostante i miglioramenti apportati dalla remastered, DreadOut rimane un titolo di nicchia, pensato principalmente per gli appassionati di horror asiatico e per chi è disposto a chiudere un occhio su alcune imperfezioni tecniche. Il fascino del folklore indonesiano e l’atmosfera inquietante sono i punti di forza di un’opera che, tuttavia, mostra chiaramente i suoi limiti, sia in termini di gameplay che di presentazione.
Per i fan del genere, la DreadOut Remastered Collection rappresenta un’occasione unica per riscoprire un titolo che ha saputo distinguersi per originalità e atmosfera. Tuttavia, chi cerca un’esperienza horror più rifinita potrebbe trovare difficile ignorare i segni del tempo e le limitazioni di una produzione indie di dieci anni fa.
DreadOut Remastered Collection Recensione – IN CONCLUSIONE
La DreadOut Remastered Collection è un prodotto pensato per un pubblico specifico, in grado di apprezzare l’originalità del setting e l’atmosfera inquietante nonostante le limitazioni tecniche. Il lavoro di rimasterizzazione migliora alcuni aspetti e ne nasconde altri, ma non può eliminare completamente il peso degli anni. Con un voto di 7 su 10, possiamo considerarlo un buon titolo per gli appassionati di horror asiatico e per chi desidera esplorare un’opera legata a un contesto culturale unico. Non è un gioco per tutti, ma chi è disposto ad andare oltre i suoi limiti troverà un’esperienza affascinante e immersiva.
DreadOut Remastered Collection Recensione – VOTO: 7
