Quando nel 2006 Atlus pubblicò Shin Megami Tensei: Devil Summoner – Raidou Kuzunoha vs. the Soulless Army su PlayStation 2, il titolo si fece notare per il suo stile unico, l’ambientazione originale nel Giappone degli anni ’20 del Novecento e un’atmosfera noir condita da elementi soprannaturali tipici della saga Shin Megami Tensei. A distanza di quasi vent’anni, Atlus ha deciso di ridare vita a questo piccolo gioiello con RAIDOU Remastered: The Mystery of the Soulless Army, disponibile ora su PC (Steam), Xbox, PlayStation e Nintendo Switch. Questa recensione si basa sulla versione testata su PlayStation 5.

Il risultato? Un ritorno trionfale. Non si tratta di una semplice operazione nostalgia, ma di un lavoro di restauro profondo, capace di rendere questo titolo godibile anche per un pubblico moderno. La remaster è infatti una delle più riuscite degli ultimi anni nel campo dei JRPG, merito non solo di un comparto tecnico finalmente al passo coi tempi, ma anche di modifiche sostanziali al gameplay che migliorano l’esperienza sotto tutti i punti di vista.

Un Giappone Taishō tra folklore, occultismo e tecnologia

Il cuore pulsante di RAIDOU Remastered è senza dubbio la sua ambientazione. Il gioco ci porta nella Tokyo degli anni ’20, durante l’epoca Taishō, un periodo di modernizzazione accelerata ma anche di fermento culturale e sociale. È un’epoca che raramente trova spazio nei videogiochi, soprattutto in ambito JRPG, e per questo il titolo si distingue fin da subito. Il protagonista, Raidou Kuzunoha XIV, è un giovane detective dell’Agenzia Narumi, ma anche un Devil Summoner, capace di evocare e controllare demoni per investigare su casi al limite del paranormale. La trama ruota attorno alla misteriosa “Armata Senza Anima”, un’organizzazione legata a tecnologie avanzate e poteri occulti che minaccia la stabilità della capitale.

Il racconto mescola con grande efficacia elementi noir, steampunk e folclore giapponese, mantenendo quell’alone di mistero e inquietudine che caratterizza le migliori produzioni Atlus. I dialoghi sono ben scritti e l’intreccio narrativo scorre senza intoppi, pur lasciando spazio all’esplorazione libera e alle numerose missioni secondarie che arricchiscono l’universo di gioco.

RAIDOU Remastered

Una remaster che è quasi un remake

Dal punto di vista tecnico, RAIDOU Remastered compie un salto generazionale non indifferente. Il lavoro di rimasterizzazione è stato svolto con cura: i modelli poligonali sono stati completamente rifatti, le texture sono in alta definizione e gli effetti di luce donano nuova vita agli scenari urbani e ai dungeon. Su PlayStation 5 il titolo gira fluido e stabile, con tempi di caricamento praticamente nulli, contribuendo a un’esperienza fluida e moderna.

Ma il vero fiore all’occhiello della remaster sta nell’aggiornamento del gameplay. Il sistema di combattimento in tempo reale, che già all’epoca rappresentava una novità per la serie, è stato rivisto e bilanciato con attenzione. Gli scontri risultano ora molto più dinamici e leggibili, con una migliore gestione dei demoni evocabili, nuove combo, comandi rapidi e un sistema di targeting più preciso. Le evocazioni possono ora essere gestite in maniera più tattica, permettendo di sfruttare al meglio le debolezze dei nemici, proprio come nei titoli principali della serie Shin Megami Tensei.

Il miglioramento delle interfacce, dei menù e della navigazione in generale rende tutto molto più accessibile anche per i nuovi arrivati, senza snaturare però l’identità originale del gioco.

Un comparto audio eccellente

Un altro elemento che eleva RAIDOU Remastered è senza dubbio il comparto musicale, curato dall’eccezionale Shoji Meguro, storico compositore della saga Persona e Shin Megami Tensei. La colonna sonora è un perfetto equilibrio tra jazz, swing e sonorità occulte, che immergono il giocatore nell’atmosfera vintage e mistica dell’epoca Taishō. Ogni brano riesce a evocare emozioni precise: tensione, mistero, malinconia e azione si alternano con naturalezza, e alcune tracce rimangono impresse ben oltre la fine del gioco.

Anche gli effetti sonori sono stati ritoccati per risultare più puliti e immersivi, mentre il doppiaggio giapponese (con sottotitoli in inglese) restituisce bene le sfumature dei personaggi e delle situazioni.

Un’esperienza raffinata e moderna, senza perdere l’anima

È raro vedere una remaster così ben fatta. Atlus ha dimostrato di sapere come trattare con rispetto e intelligenza i suoi titoli storici, migliorandoli sotto ogni aspetto senza snaturarne l’essenza. RAIDOU Remastered: The Mystery of the Soulless Army è un eccellente esempio di come riportare in vita un gioco di culto, rendendolo appetibile tanto ai fan di lunga data quanto ai neofiti.

La longevità si attesta intorno alle 30-35 ore per completare la storia principale, ma chi ama esplorare ogni anfratto, evocare tutti i demoni e affrontare le sfide opzionali troverà molto di più da fare. Alcune sezioni possono risultare ancora un po’ criptiche, soprattutto per chi non è abituato ai JRPG “vecchia scuola”, ma la qualità generale dell’esperienza è altissima.

RAIDOU Remastered

RAIDOU Remastered Recensione – IN CONCLUSIONE

RAIDOU Remastered: The Mystery of the Soulless Army è una delle migliori operazioni di recupero del catalogo Atlus, non solo per la cura tecnica, ma per la sostanza che porta con sé. La riscoperta del Giappone degli anni ’20, un protagonista carismatico, un sistema di combattimento migliorato e la colonna sonora di Shoji Meguro sono solo alcuni degli ingredienti di un’esperienza profonda e affascinante. Il titolo riesce a coniugare la tradizione JRPG con una modernità necessaria per soddisfare i gusti contemporanei, senza perdere la sua identità unica. Se amate i JRPG – e ancora di più se siete fan delle produzioni Atlus – RAIDOU Remastered è un assoluto must buy, da giocare, assaporare e custodire.

RAIDOU Remastered Recensione – VOTO: 8.5