Negli ultimi anni il panorama dei videogiochi ha visto tornare in auge un genere che sembrava relegato agli anni ’90: quello dei film interattivi in full motion video (FMV). Tra titoli sperimentali e proposte più ambiziose, ecco che approda su Steam The Fame Game: Welcome to Hollywood, prodotto da Interactive Films LLC. Definirlo un videogioco in senso stretto è complicato: di fatto ci troviamo davanti a un film interattivo, girato con attori in carne e ossa, che propone al giocatore un percorso narrativo guidato da scelte multiple.
Il titolo è uscito il 4 settembre 2025 ed è stato accompagnato da un hype notevole, soprattutto in Asia, dove su HeyBox – piattaforma definita la “Steam della Cina” – è riuscito a scalzare persino colossi come Battlefield 6 e Black Myth: Wukong. Una dimostrazione di quanto il mix tra Hollywood, romance e interattività abbia saputo incuriosire un pubblico vasto, anche al di fuori della nicchia degli FMV.
Ma che cosa offre davvero The Fame Game? Vale la pena acquistarlo?
Hollywood, tra sogni e illusioni
La trama mette il giocatore nei panni di Jonathan, un giovane attore partito dall’Ohio per tentare la fortuna a Hollywood. La sua carriera sembra iniziare in sordina, come comparsa in una soap opera, ma una serie di eventi imprevisti lo catapulta improvvisamente sotto i riflettori. Intrighi sul set, relazioni complicate e scandali fanno da cornice a un percorso che vuole rappresentare tanto il lato scintillante della fama quanto le sue ombre.
Il cuore del gioco è l’interazione con sette donne, ciascuna caratterizzata da una propria personalità, un passato e un diverso rapporto possibile con il protagonista. L’obiettivo dichiarato è quello di scrivere, attraverso le proprie scelte, una storia d’amore unica e ramificata, con diversi possibili finali: Jonathan potrà diventare una star acclamata o restare un attore dimenticato, trovare un legame autentico o perdersi nelle illusioni della fama.
Un’esperienza FMV dal gusto retrò
Dal punto di vista tecnico, The Fame Game: Welcome to Hollywood si presenta con una qualità video elevatissima: le sequenze girate sono nitide, in piena qualità televisiva, con un look che si avvicina a quello di una produzione cinematografica. Il lavoro di regia non è però privo di ingenuità: come segnalato da alcune recensioni, in certe scene si intravedono dettagli fuori posto, come riflessi indesiderati di operatori nelle inquadrature.

The Fame Game: Welcome to Hollywood arriva su Steam il 4 settembre – il dating sim in FMV che sta conquistando i giocatori
Il comparto audio è solido: dialoghi chiari e sincronizzati, effetti sonori minimali ma funzionali, colonna sonora discreta anche se poco memorabile. Non ci sono difetti gravi, ma manca quel tocco musicale che potrebbe elevare ulteriormente l’atmosfera. Un piccolo neo è la presenza obbligatoria dei sottotitoli, che non possono essere disattivati: una scelta che può risultare fastidiosa per chi vorrebbe un’immersione totale.
Gameplay: più film che gioco
È bene chiarirlo subito: chi si aspetta meccaniche videoludiche profonde resterà deluso. The Fame Game non è un titolo da confrontare con i moderni giochi narrativi come As Dusk Falls o con gli ibridi cinematografici di Quantic Dream. Qui le scelte si limitano a diramare i dialoghi e modificare il corso della trama, senza veri enigmi o sequenze d’azione.
Ogni partita è divisa in cinque capitoli, ognuno della durata di circa venti minuti: un totale di poco meno di due ore di “visione interattiva”. Le scelte portano a esiti diversi, sì, ma non sempre le conseguenze appaiono significative. Alcuni snodi narrativi danno la sensazione di essere forzati, quasi inevitabili.
Un altro limite sta nei personaggi secondari: pur essendo interpretati da attrici molto belle e professionali, non tutti riescono a emergere oltre la loro funzione narrativa. Alcuni rimangono delle semplici sagome, senza il tempo necessario per svilupparsi in figure complesse.
Un’atmosfera da soap opera con un pizzico di malizia
Dove The Fame Game colpisce nel segno è nell’atmosfera. L’opera si muove su un registro che ricorda da vicino le soap opera televisive: intrecci amorosi, scandali improvvisi, colpi di scena un po’ esagerati. Il tutto condito da una vena “birichina” che strizza l’occhio a un pubblico adulto in cerca di leggerezza e intrattenimento malizioso, senza mai scivolare in contenuti espliciti.
In questo senso, il gioco riesce a mantenere un tono divertente e spensierato, adatto a chi vuole vivere una piccola fantasia hollywoodiana senza prendersi troppo sul serio. L’obiettivo non è quello di proporre un dramma realistico o un videogioco profondo, ma piuttosto di offrire un passatempo interattivo capace di far sorridere e incuriosire.

Rigiocabilità e limiti narrativi
Uno dei punti forti dichiarati è la presenza di finali multipli, che dovrebbero incentivare la rigiocabilità. Tuttavia, proprio la brevità della storia e la superficialità di alcuni archi narrativi limitano l’efficacia di questo elemento. Rivedere le stesse sequenze per modificare un paio di scelte può risultare meno stimolante di quanto promesso.
Il concetto alla base – esplorare il lato illusorio della fama e le difficoltà nel costruire legami autentici in un mondo competitivo – è valido, ma rimane trattato solo in superficie. Alcuni spettatori-giocatori avrebbero probabilmente apprezzato un tono più drammatico o un approfondimento maggiore sulle dinamiche dello show business.
The Fame Game – Prezzo ridotto, aspettative giuste
Ed è qui che entra in gioco il fattore forse più importante: il prezzo ridotto. The Fame Game: Welcome to Hollywood non pretende di essere un kolossal videoludico, né un’esperienza narrativa alla pari con produzioni da decine di milioni. È un film interattivo breve, lineare, con qualche scelta multipla e un cast che punta più sul fascino estetico che sulla scrittura dei personaggi.
Preso per quello che è – un prodotto di intrattenimento leggero e malizioso, da godersi in una o due serate – il gioco funziona. Nonostante i limiti tecnici e narrativi, riesce a divertire e incuriosire, offrendo un’esperienza insolita che non si vede spesso nel mercato occidentale.
The Fame Game: Welcome to Hollywood Recensione – IN CONCLUSIONE
The Fame Game: Welcome to Hollywood è un’opera difficile da incasellare: troppo film per essere un videogioco, troppo gioco per essere un semplice film. Si muove in quella terra di mezzo che appartiene agli FMV, con i loro pregi e difetti. La qualità del girato è alta, le attrici portano sullo schermo un fascino indiscutibile, e la struttura a scelte multiple permette di vivere piccole varianti della storia. Certo, non mancano limiti evidenti: la durata contenuta, i personaggi poco sviluppati, la mancanza di tensione reale nelle decisioni e alcune ingenuità tecniche. Tuttavia, preso come esperienza “old school” che strizza l’occhio a chi ama i film interattivi, riesce a essere gradevole. Il prezzo molto basso e il tono “birichino” fanno sì che il gioco meriti una seconda possibilità rispetto alle stroncature più severe: chi sa cosa aspettarsi può trovare un intrattenimento leggero, ironico e malizioso che non pretende di essere altro.
