Quando si parla di shoot’em up a scorrimento verticale, è impossibile non pensare a una lunga tradizione che ha attraversato generazioni di videogiocatori. In questo scenario, Platypus è sempre stato un titolo particolare, capace di distinguersi non tanto per le sue meccaniche di gioco, quanto per l’estetica unica che lo caratterizzava. A distanza di oltre vent’anni, con Platypus Reclayed, il creatore originale ha deciso di riportare in vita quell’esperienza, ricostruendola completamente da zero con le tecnologie moderne, senza però tradire lo spirito che rese speciale il capitolo del 2002.
Il risultato è un’opera che mescola tradizione e innovazione, unendo la freschezza del gameplay arcade più puro a una veste tecnica aggiornata. Platypus Reclayed è disponibile su PC, Nintendo Switch, PlayStation e Xbox, a conferma della volontà di raggiungere un pubblico ampio e diversificato.
Un ritorno fedele ma rinnovato
Il titolo originale del 2002 era già un omaggio al mondo degli sparatutto a scorrimento verticale. Con Reclayed, l’obiettivo è stato duplice: aggiornare le performance e le feature tecniche agli standard del 2025, e allo stesso tempo mantenere intatta la filosofia che contraddistingueva l’esperienza originale.
Non parliamo di un semplice remaster, ma di una vera e propria ricostruzione. Le animazioni risultano fluide, il comparto sonoro è stato rimasterizzato e accompagna con energia ogni fase dell’azione, e le nuove piattaforme assicurano tempi di caricamento rapidissimi e un frame rate stabile. Elementi fondamentali, considerando che il genere shoot’em up si basa su reattività e precisione.
Gameplay: semplice ma stimolante
La struttura rimane quella classica: una navicella da controllare, ondate di nemici che arrivano dall’alto e un mare di proiettili da evitare. I controlli, intuitivi e immediati, garantiscono che chiunque possa iniziare a giocare in pochi secondi. Tuttavia, dopo i primi minuti, diventa chiaro come la difficoltà sia volutamente tarata verso l’alto.
Questa scelta fa sì che Platypus Reclayed riesca a conquistare due pubblici diversi: chi cerca partite brevi e divertenti senza troppe complicazioni, e gli hardcore gamer, che troveranno pane per i loro denti grazie alla sfida crescente. I power-up, temporanei e distribuiti con parsimonia, obbligano a gestire bene le risorse e a ragionare su come affrontare i nemici, evitando che l’esperienza diventi monotona.
Da non sottovalutare la modalità cooperativa per due giocatori: il genere trova la sua dimensione ideale nella condivisione, e in questo caso il divertimento cresce esponenzialmente, trasformando il caos a schermo in un’esplosione di adrenalina condivisa.

Un’estetica senza eguali: il fascino dell’effetto DAS
Il marchio di fabbrica della serie rimane l’estetica. Tutto in Platypus Reclayed è realizzato con la tecnica della plastilina, la stessa che ha reso celebri opere come Wallace & Gromit. Un approccio che già nel 2022 stupiva, ma che oggi, grazie al lavoro di ricostruzione, brilla ancora di più.
L’effetto DAS (Digital Animation System) è stato ulteriormente perfezionato: i modelli mantengono la loro semplicità artigianale, ma risultano più definiti, vividi e ben illuminati. L’insieme crea un contrasto unico tra la frenesia dello shoot’em up e la dolcezza visiva della plastilina animata. È come trovarsi dentro a un cartone in stop motion trasformato in videogioco, un esperimento che non ha perso smalto e che continua a stupire.
Level design e varietà di Platypus Reclayed
Un altro punto di forza di Platypus Reclayed è il level design. Le ambientazioni, pur nella loro estetica in plastilina, offrono grande varietà e un ritmo calibrato con attenzione. Le ondate di nemici non sono mai casuali, ma costruite in modo da alternare momenti di respiro a sezioni più frenetiche, mantenendo costante la tensione.
Gli avversari risultano diversificati, con schemi di attacco che costringono il giocatore a cambiare approccio. Alcuni richiedono precisione chirurgica, altri una gestione accorta dei power-up, altri ancora resistenza e velocità di reazione. Tutto questo garantisce longevità al titolo, evitando la sensazione di ripetitività che spesso affligge il genere.

Un titolo per tutti i palati
Uno dei meriti più grandi di Platypus Reclayed è l’equilibrio tra accessibilità e profondità. I neofiti possono divertirsi senza sentirsi spaesati, grazie a controlli immediati e partite rapide, mentre i giocatori più esperti troveranno una sfida stimolante e soddisfacente.
Il gioco riesce così a collocarsi in una posizione intermedia rara: divertente per chi cerca un’esperienza rapida e spensierata, ma anche impegnativo per chi vuole mettersi alla prova. Una qualità non da poco in un genere che spesso si polarizza tra estrema semplicità e difficoltà eccessiva.
Platypus Reclayed Recensione – IN CONCLUSIONE
Platypus Reclayed non è una semplice operazione nostalgia: è la dimostrazione di come un’idea originale possa essere riportata in vita senza perdere la propria identità, ma anzi arricchendosi grazie alle possibilità tecniche attuali. Il voto finale per la versione Nintendo Switch (la versione da noi testata, più esattamente su Switch 2) è 8 su 10. La natura portatile della console esalta l’essenza del gioco, fatto di partite brevi ma intense, perfette per essere vissute in movimento o condivise in cooperativa. L’effetto DAS, marchio distintivo della serie, in questa nuova edizione raggiunge il suo massimo splendore, rendendo l’esperienza ancora più caratteristica. Per le versioni casalinghe su PC, PlayStation e Xbox, il voto scende a 7,5 su 10. Non perché il gioco perda qualità, ma perché la sua struttura breve e immediata si sposa meglio con il contesto portatile, mentre su uno schermo grande il fascino si attenua leggermente. In ogni caso, Platypus Reclayed resta una proposta consigliata non solo agli appassionati di shoot’em up, ma a chiunque voglia provare qualcosa di diverso, un mix riuscito di estetica unica, gameplay immediato e sfida coinvolgente.
