Anno 117: Pax Romana non è semplicemente un cambio di skin storica; è una lettera d’amore alla logistica, all’espansione culturale e, sorprendentemente, alla narrativa politica. Abbiamo testato a fondo la versione PC, ma il titolo è disponibile anche su Xbox Series X e Playstation 5, segnando un lancio multipiattaforma che promette di portare la complessità gestionale anche nei salotti.
Dopo il trionfo industriale di Anno 1800, che ha tenuto incollati milioni di giocatori per anni con un supporto post-lancio senza precedenti, la sfida per Ubisoft Mainz era titanica: come superare la perfezione logistica dell’era del vapore? La risposta risiede in un passo indietro di quasi due millenni, immergendosi nell’epoca d’oro dell’Impero Romano.
Tutte le strade portano al gameplay (con deviazioni interessanti)
Il cuore pulsante di Anno 117 rimane fedele al DNA della serie, una notizia che farà tirare un sospiro di sollievo ai puristi. Il loop di gioco “costruisci, produci, soddisfa, espandi” è presente e più raffinato che mai. Tuttavia, definire questo capitolo “more of the same” sarebbe ingiusto e riduttivo.
La variazione sul tema più significativa risiede nel ruolo del giocatore. Non siamo più anonimi amministratori, ma Governatori con un’identità e, soprattutto, con delle scelte da compiere.

Mentre in Anno 1800 l’obiettivo era quasi sempre l’industrializzazione a ogni costo, qui ci viene chiesto: come vuoi governare? Vuoi imporre la cultura romana, con le sue leggi, i suoi bagni termali e la sua rigida struttura sociale, o vuoi abbracciare le tradizioni celtiche locali per mantenere la pace? Questa scelta non è solo estetica; modifica le catene di produzione e i bisogni della popolazione. È una variazione sottile ma profonda, che aggiunge uno strato di gioco di ruolo a un titolo prettamente matematico.
Anno 117 Pax Roma – Un’Interfaccia da Imperatore
Uno dei timori maggiori quando si approccia un gestionale di tale complessità è il cosiddetto “micromanagement hell”, l’inferno della microgestione. Qui, Anno 117 brilla di luce propria grazie a un lavoro di pulizia e ottimizzazione dell’UI (Interfaccia Utente) davvero encomiabile.
L’interfaccia è stata ulteriormente migliorata rispetto al predecessore. È più pulita, meno invasiva, ma incredibilmente ricca di dati quando serve. I menu di costruzione sono stati riorganizzati per essere intuitivi: le filiere produttive sono raggruppate in modo logico, permettendo di capire a colpo d’occhio cosa manca per produrre quella preziosa anfora di vino o quella tunica di lusso.

Gradevolissima è la gestione delle rotte commerciali. La mappa del mondo è leggibile e impostare le navi per spostare merci tra le province è diventato un processo fluido, quasi rilassante. Su PC, i comandi rispondono con precisione chirurgica, ma si nota che l’UI è stata pensata (o meglio, adattata con intelligenza) per funzionare anche con i controller di PS5 e Xbox, con menu radiali che non fanno rimpiangere troppo mouse e tastiera.
Comparto Tecnico: Marmo e Musica
Se il gameplay è il cervello di Anno 117, il comparto tecnico ne è l’anima. Graficamente, il gioco è eccellente. Il livello di dettaglio raggiunto è sbalorditivo. Zoomando al massimo, si possono osservare i cittadini romani discutere nel Foro, i vasai modellare l’argilla e i legionari pattugliare i confini. L’acqua, da sempre fiore all’occhiello della serie, qui raggiunge nuove vette di realismo, specialmente nel modo in cui riflette la luce calda del Mediterraneo o il grigiore malinconico delle paludi britanniche.
Non è solo una questione di texture; è la direzione artistica a colpire. La grandiosità degli acquedotti che tagliano le vallate e la monumentalità del Colosseo in costruzione trasmettono la vera sensazione di “costruire la storia”.
Altrettanto eccellente è il sonoro. La colonna sonora non si limita a fare da sottofondo; accompagna il ritmo dell’impero. Dalle melodie pastorali delle prime fasi agricole ai toni epici e orchestrali quando la città raggiunge lo status di metropoli, la musica è sempre appropriata. Gli effetti sonori ambientali — il martellare dei fabbri, il vociare dei mercati, il fruscio del vento tra gli ulivi — creano un’immersione totale.
La Cooperativa: Divertente, ma con un freno a mano
Una delle aggiunte più gradite è la modalità multiplayer e, nello specifico, la co-op. L’idea di governare un impero insieme a un amico, magari dividendosi i compiti (uno gestisce l’economia del Lazio, l’altro la logistica militare in Albion), è carina e potenzialmente in grado di estendere la longevità del titolo all’infinito. Costruire insieme grandi opere pubbliche o coordinare flotte commerciali complesse è estremamente gratificante.
Tuttavia, c’è un “ma” che non possiamo ignorare, ed è legato alla gestione del tempo. In Anno, la gestione della velocità di gioco è fondamentale. Nei momenti di stanca, quando si aspetta che i magazzini si riempiano di mattoni per la prossima costruzione, il giocatore singolo preme il tasto “avanti veloce”.

In co-op, la velocità del tempo è immutabile. Questo è il vero tallone d’Achille della modalità. Dover aspettare 15 o 20 minuti reali perché una risorsa si accumuli, senza poter accelerare, può spezzare il ritmo di gioco e trasformare un’esperienza strategica in una sessione di attesa passiva. Sebbene sia una limitazione tecnica comprensibile per mantenere la sincronizzazione tra i giocatori, nel 2025 ci si aspetterebbe una soluzione più dinamica (magari un sistema di voto per l’accelerazione). È un difetto che non rovina l’esperienza, ma richiede molta pazienza e un buon argomento di conversazione con il proprio compagno di gioco durante i tempi morti.
Logistica e Complessità: Il vero nemico è l’efficienza
Nonostante le semplificazioni dell’interfaccia, non fatevi ingannare: Anno 117 è un gioco complesso. La profondità delle catene di produzione scala rapidamente. Si inizia con il pane e i vestiti da lavoro, ma presto ci si ritrova a gestire l’importazione di spezie, la produzione di armi, l’organizzazione di spettacoli gladiatori e la gestione di bisogni sempre più capricciosi dei patrizi.
Il gioco introduce anche un sistema di “Bisogni Culturali” che varia in base a come abbiamo deciso di sviluppare la nostra provincia. Questo aggiunge una rigiocabilità enorme. Una partita focalizzata sull’efficienza militare romana sarà drasticamente diversa da una focalizzata sul commercio e l’integrazione culturale celtica.
L’Intelligenza Artificiale degli avversari (o partner commerciali) sembra anch’essa migliorata, con comportamenti meno erratici e più plausibili dal punto di vista diplomatico rispetto ad Anno 1800.
Anno 117 Pax Romana Recensione – IN CONCLUSIONE
Anno 117: Pax Romana è un trionfo. Ubisoft Mainz ha preso tutto ciò che rendeva grande il predecessore e lo ha trasportato in un’epoca affascinante, aggiungendo quel tanto che basta di novità per rendere l’esperienza fresca.
I puristi troveranno il gameplay profondo e assuefacente che amano. I nuovi giocatori troveranno l’interfaccia più accogliente mai vista nella serie. I giocatori console potranno finalmente godere di un city-builder senza compromessi eccessivi.
Certo, la modalità co-op soffre della rigidità temporale, un difetto che speriamo venga mitigato in future patch, ma non è sufficiente a scalfire la grandezza dell’opera. Visivamente sontuoso, acusticamente avvolgente e meccanicamente solido come il calcestruzzo romano, Anno 117 è il nuovo standard di riferimento per il genere.
